La mancata approvazione del PEF dei rifiuti apre, secondo Dario Safina, un fronte politico che non può essere ricondotto alla consueta contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Il deputato regionale interviene sul tema con una nota nella quale pone l’accento sulle possibili conseguenze della vicenda per i lavoratori e per la qualità del servizio di raccolta dei rifiuti. “Quando una scelta dell’opposizione rischia di mettere in discussione posti di lavoro e qualità dei servizi – sostiene Safina – non siamo più davanti a una semplice contrapposizione consiliare. Siamo davanti alla responsabilità di chi quella scelta l’ha compiuta”.
Al centro della riflessione c’è proprio il PEF, il Piano economico finanziario che costituisce uno degli elementi fondamentali per la determinazione della TARI e per la copertura dei costi del servizio. Safina contesta l’idea che la vicenda possa essere considerata un semplice passaggio tecnico o l’ennesimo capitolo dello scontro politico cittadino. Secondo quanto evidenziato dal parlamentare regionale, quindici lavoratori rischierebbero il posto di lavoro, mentre la città potrebbe andare incontro a un peggioramento degli standard del servizio di raccolta dei rifiuti. Safina richiama quindi il quadro regolatorio di ARERA e la necessità che la TARI garantisca la copertura dei costi del servizio, sottolineando però l’esigenza di verificare preventivamente i costi effettivi, le economie possibili e tutte le risorse che il Comune può mettere in campo.
“Non stiamo parlando, per quanto emerso nel dibattito, di aumenti spropositati, ma di pochi euro all’anno per utenza”, afferma Safina, secondo il quale una maggiore contribuzione da parte dei cittadini, qualora necessaria, dovrebbe essere accompagnata dalla massima trasparenza sull’utilizzo delle risorse. Il tema, nella sua lettura, non è dunque soltanto quello dell’importo della tassa, ma del rapporto tra sostenibilità economica del servizio, occupazione e qualità della raccolta. “Ai cittadini bisogna parlare con chiarezza – aggiunge –: se per tutelare 15 famiglie e garantire adeguati standard di pulizia e raccolta fosse necessario versare qualche euro in più all’anno, credo che molti trapanesi comprenderebbero la ragione di quella scelta”.
Safina invita inoltre a non spostare il confronto sulle indennità degli amministratori. Le eventuali economie, sostiene, vanno certamente ricercate, ma il problema dovrebbe essere affrontato attraverso una valutazione complessiva delle risorse disponibili nel bilancio comunale. La critica si rivolge quindi anche al modo in cui viene esercitata l’opposizione. “L’opposizione è un diritto e un dovere – sottolinea Safina –. Ma fare opposizione a un’amministrazione non può significare, di fatto, fare opposizione ai cittadini”. Il punto centrale, per il parlamentare regionale, resta quello della responsabilità politica rispetto alle conseguenze concrete delle decisioni assunte in aula. “Se perdiamo 15 lavoratori e peggioriamo la raccolta dei rifiuti, non avremo risparmiato: avremo reso Trapani più fragile e meno vivibile”, conclude Safina, invitando maggioranza e opposizione a superare la contrapposizione e a concentrarsi sulla ricerca di una soluzione. “Prima delle polemiche vengono il lavoro, i servizi e il bene comune”, è la sintesi della posizione espressa dal parlamentare regionale.