Una notte surreale nella Riserva dello Stagnone

redazione

Una notte surreale nella Riserva dello Stagnone

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martedì 25 Agosto 2026 - 06:45

Sono le tre di notte quando mi ritrovo a dover andare a riprendere mio figlio in un locale notturno all’interno della Riserva dello Stagnone. Quello che mi trovo davanti ha dell’incredibile! Per raggiungere il locale c’è un’unica strada sterrata, stretta, che attraversa le vigne. Una strada che, a malapena, consente il passaggio nei due sensi e che, a quell’ora, è diventata di fatto un parcheggio improvvisato. Auto ferme ovunque, persone che arrivano e ripartono nel cuore della notte, alcune visibilmente alterate dall’alcol. E tutto questo in una zona che dovrebbe essere tutelata, protetta, rispettata. La domanda nasce spontanea: chi controlla? Com’è possibile che in una riserva naturale si possa creare, nel cuore della notte, una situazione di questo genere senza che sembri esserci alcun controllo sul traffico, sulla sicurezza e sul rispetto dell’ambiente? Non si tratta di voler impedire ai ragazzi di divertirsi o di demonizzare la musica e i locali notturni.  Si tratta di chiedersi se sia normale che tutto questo avvenga in un’area naturale così delicata, con un’unica via di accesso sterrata trasformata in parcheggio e centinaia di persone che si muovono alle tre di notte. E allora resta una domanda: chi tutela davvero la Riserva dello Stagnone quando cala la notte? Quando arriva la notte, il confine tra divertimento e rispetto del territorio sembra scomparire. Una situazione che solleva una domanda ancora più importante: cosa accadrebbe in caso di un’emergenza? Con centinaia di ragazzi che raggiungono la zona nelle ore notturne, tra auto parcheggiate lungo i margini della strada e persone che si concentrano davanti ai locali, il passaggio potrebbe diventare estremamente problematico anche per i mezzi di soccorso. Durante il giorno, lo stesso territorio è frequentato da ragazzi e giovani stranieri che praticano kitesurf e vivono lo Stagnone come luogo di sport, natura e libertà. La notte, invece, lo scenario cambia. I locali restano aperti fino a tarda ora e la zona si trasforma in un punto di ritrovo per ragazzi di tutte le età.  Musica, schiamazzi, rifiuti e persone in stato di ebbrezza prendono il posto della tranquillità dell’area naturale. A questo si aggiunge la presenza di parcheggiatori abusivi che, anche alle tre di notte, continuano a chiedere tre euro per un posto auto. Lo Stagnone è un patrimonio naturale e civile che appartiene a tutti.  Divertirsi è un diritto, ma lo sono anche la sicurezza, il rispetto dell’ambiente e la possibilità di ricevere soccorso rapidamente.

Aurelia Bonomo

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