Una tragedia, quella di San Vito Lo Capo, che sta lasciando parecchi interrogativi aperti oltre allo sgomento per la morte dell’operaio e del soccorritore. Il depuratore dove hanno trovato la morte Davide Anselmo (l’operaio) e Francesco Bulgarella (l’operatore del 118), era stato sequestrato 10 anni fa e ancora oggi per l’ARPA c’erano anomalie al sistema di depurazione.
Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto eseguì il sequestro preventivo del depuratore comunale di San Vito Lo Capo. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine. Il depuratore, installato nel 2010, secondo le indagini della Capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato ma il Comune di San Vito aveva stipulato un contratto con una ditta privata per la manutenzione dell’impianto. La procura di Trapani indaga per accertare se il malfunzionamento del sistema di depurazione abbia provocato l’inquinamento delle acque marine a San Vito Lo Capo. L’impianto non era ancora stato collaudato e l’Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema di depurazione. L’inchiesta della procura era scattata dopo gli accertamenti condotti dalla Capitaneria di porto.