Gibellina, dal lago urbano via il cemento, arrivano alberi e panchine. VIDEO

redazione

Gibellina, dal lago urbano via il cemento, arrivano alberi e panchine. VIDEO

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martedì 04 Agosto 2026 - 10:48

Il lago urbano di Gibellina cambia volto e diventa un simbolo di rigenerazione ambientale e partecipazione civica. È il risultato della residenza artistica del collettivo romano Stalker, formato da Lorenzo Romito e Giulia Fiocca, inserita nel programma di Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 e prevista dal dossierPortami il futuro”, con cui la città ha conquistato il prestigioso riconoscimento. L’intervento ha avuto un duplice obiettivo: restituire spazio alla natura attraverso la decementificazione dell’area attorno al bacino e trasformare un luogo finora percepito come estraneo dai cittadini in uno spazio vissuto e condiviso. Due traguardi che, dopo settimane di lavoro, possono dirsi raggiunti.

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Il lago, progettato dall’architetto Oswald Mathias Ungers per raccogliere le acque piovane nell’ambito del piano urbanistico della nuova Gibellina, non è mai stato completato secondo il progetto originario. Nel tempo la natura ha progressivamente riconquistato gli spazi e oggi proprio questa caratteristica è diventata il punto di partenza del progetto di Stalker, collettivo che dal 1995 studia e valorizza le aree marginali del territorio italiano. L’intervento più significativo riguarda la rimozione del cemento lungo una delle sponde del bacino. Si tratta del primo progetto di decementificazione di un’area pubblica in Sicilia finalizzato alla piantumazione di nuovi alberi e alla creazione di spazi verdi.

Decementificazione e nuovi spazi verdi

Di comune accordo con l’ufficio tecnico del Comune abbiamo fatto realizzare ulteriori dieci spazi, rimuovendo oltre cinquanta metri quadrati di cemento – spiega Lorenzo Romito – dove saranno piantati alberi autoctoni”. Parallelamente è stato ripristinato con terreno naturale un tratto della sponda per consentire una passeggiata lungo il lago. “In quest’area metteremo a dimora essenze della macchia mediterranea”, aggiunge Giulia Fiocca. Il progetto comprende anche il recupero di dieci panchine provenienti dai magazzini del cimitero comunale, sistemate lungo via Empedocle con vista sul lago, e l’installazione di due scivoli per garantire un accesso più agevole e inclusivo al percorso pedonale. La residenza artistica si è distinta anche per il forte coinvolgimento della comunità. Durante le settimane di lavoro sono state organizzate assemblee pubbliche direttamente sulle sponde del lago, coinvolgendo cittadini e bambini nella definizione delle idee per il futuro dell’area.

Un progetto costruito con i cittadini

Abbiamo ascoltato il punto di vista dei residenti e insieme abbiamo ripulito il lago dai rifiuti, raccogliendo oltre venti sacchi tra plastica e vetro – racconta ancora Romito –. I bambini, invece, hanno espresso attraverso i loro disegni una visione molto significativa di questo luogo”. Il progetto guarda anche al futuro della collina che domina il bacino, oggi incolta, e punta a valorizzare il lago come habitat naturale per gli uccelli migratori e stanziali, già censiti dagli specialisti dell’Università di Palermo. Per il collettivo Stalker si tratta di un ritorno a Gibellina. Già nel 2000 il gruppo realizzò, insieme a esuli curdi, il “Tappeto volante”, opera commissionata dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Fondazione Orestiadi che riproduce una porzione del soffitto della Cappella Palatina di Palermo come simbolo di dialogo tra i popoli del Mediterraneo. L’opera, esposta durante le Olimpiadi di Parigi 2024 a Casa Italia, è oggi nuovamente visitabile alla Fondazione Orestiadi.

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