Dopo due mesi dall’insediamento, la nuova giunta comunale di Marsala è finalmente composta. A intervenire è il circolo “E. Berlinguer” di Rifondazione Comunista, che, al di là degli auguri di rito e dell’auspicio di buon lavoro agli amministratori, esprime forti perplessità sulla direzione politica intrapresa. “C’è da notare un fatto inequivocabile, da noi già più volte sottolineato: l’asse si sposta sempre più a destra”, afferma il circolo, richiamando la presenza di un assessore in quota Progettiamo Marsala, di uno per Sud Chiama Nord e lo scorrimento in Consiglio comunale di Oreste Alagna, già esponente della Lega. Secondo Rifondazione, si sarebbe passati dal “campo progressista” al “campo larghissimo”, fino ad arrivare a quello che viene definito “centrodestra storico”, con una presenza del centrosinistra ormai marginale rispetto al ruolo avuto durante la campagna elettorale di Andreana Patti.
Nel mirino c’è anche il progressivo recupero di consiglieri, assessori e gruppi politici che avevano fatto parte delle precedenti amministrazioni guidate da Massimo Grillo. “Eppure – sottolineano – l’attuale amministrazione si era presentata alle urne denunciando proprio i fallimenti delle molteplici giunte Grillo, sostenute anche da tanti degli esponenti che oggi siedono tra i banchi della maggioranza o fanno parte della giunta”. Da qui la domanda sui criteri utilizzati per distinguere chi è “buono” da chi è “cattivo”. “Se non attraverso la semplice adesione al gruppo di governo – osservano – il principio non è chiaro. Giolitti docet”.
Rifondazione parla quindi di una politica marsalese segnata dalla presenza di “volti noti”, veterani della politica cittadina e rappresentanti di gruppi che da anni, se non da decenni, ruotano attorno al Consiglio comunale e alle amministrazioni. E richiama la celebre frase del Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Una citazione che, secondo il circolo, andrebbe persino corretta: “L’impressione è quella che non sia proprio cambiato niente, anzi, nessuno”. La parte finale dell’intervento guarda però a un’alternativa possibile. “Il cambiamento, quello vero, è possibile”, sostiene Rifondazione, indicando nella costruzione di movimenti dal basso e nella partecipazione diretta di cittadine e cittadini la strada da seguire. Acqua pubblica, tutela dell’ambiente, autogestione degli spazi di comunità e solidarietà e contrasto alla militarizzazione del territorio sono le battaglie indicate dal circolo “E. Berlinguer”, che conclude con un appello alle realtà politiche e sociali della città: “Invitiamo tutte e tutti i cittadini e le forze politiche cittadine che si riconoscono nella possibilità dell’alternativa a fare lo stesso”.