Mezzo Festival, Mazara punta sulla cultura del Mediterraneo: tre giorni di musica e incontri

Luca Di Noto

Mezzo Festival, Mazara punta sulla cultura del Mediterraneo: tre giorni di musica e incontri

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mercoledì 15 Luglio 2026 - 10:58

Non solo concerti, ma un progetto culturale che mette al centro il Mediterraneo, l’inclusione e una nuova idea di vivere gli spazi urbani. È questa la filosofia del Mezzo Festival, giunto alla sua terza edizione e in programma dal 31 luglio al 2 agosto al Giardino dell’Emiro, con un calendario che sarà anticipato da una settimana di appuntamenti diffusi nel centro storico. L’evento, di cui Itacanotizie.it e C’è in Città sono media partner, è stato presentato lunedì nel corso di una conferenza stampa. Negli anni, il festival si è ritagliato uno spazio nel panorama culturale siciliano grazie a una proposta che intreccia musica contemporanea, identità mediterranea, arte, cinema e momenti di confronto, trasformando Mazara del Vallo in un punto d’incontro tra linguaggi, culture e generazioni. “Mezzo Festival è un festival musicale che vuole celebrare la cultura del Nuovo Mediterraneo, tutta quella cultura che affonda nelle nostre radici, nel nostro folklore, ma lo riscrive in chiave contemporanea e ci dice che la Sicilia e il Sud Italia possono essere contemporanei e competitivi sul mercato, possono essere interessanti anche per chi non è siciliano”, spiega l’organizzatore Benito Frazzetta.

La manifestazione prenderà il via già il 26 luglio con una serie di eventi gratuiti ospitati nel corso delle giornate a seguire in diversi luoghi della città: dall’aperitivo musicale con Valerio Cairone a Laura Urbana alla proiezione del film Terraferma al Civic Center, passando per il concerto di Didimè & Co., l’esibizione del cantautore Calogero Incandela nella Kasbah e una giornata di talk che farà da preludio al festival vero e proprio. Dal 31 luglio il Giardino dell’Emiro diventerà invece il cuore della manifestazione con i concerti di Nico Arezzo e Davide Shorty, seguiti il giorno successivo da Casadilego e Giovanni Truppi, fino alla serata conclusiva del 2 agosto, dedicata alla scena rap e hip hop del Belice con Biggaspano e altri artisti emergenti. Ma la musica rappresenta soltanto una parte dell’esperienza che gli organizzatori intendono offrire. “Vogliamo che il Giardino dell’Emiro possa essere vissuto come un’oasi – racconta Frazzetta – uno spazio dove trovare un’area yoga e relax, uno spazio dedicato ai bambini, un mercatino degli artigiani, aree food & drink. L’idea è quella di staccare per tre giorni e vivere il parco dalle 19 fino alle 3 del mattino”. 

Tra le principali novità di questa edizione anche un’attenzione ancora maggiore all’inclusione. Gli organizzatori hanno infatti costituito un Advisory Board composto da cittadini e associazioni con l’obiettivo di rendere il festival sempre più accessibile alle persone con disabilità. “Sappiamo che, dal punto di vista economico, queste scelte non sono convenienti, ma crediamo che la possibilità di partecipare agli eventi culturali debba essere garantita a tutti. Per questo abbiamo deciso di investire sull’inclusione, anche grazie al supporto di Privata Assistenza, nella speranza che il nostro festival possa diventare un esempio per altre manifestazioni del territorio”. I biglietti sono disponibili sulla piattaforma DICE: 20 euro per ciascuna delle prime due serate, 5 per quella conclusiva dedicata all’hip hop oppure un abbonamento unico da 30 euro per l’intera manifestazione. Prevista anche una formula “after midnight”, riservata ai dj set, al costo di 5 euro.  Più che un semplice festival musicale, il Mezzo Festival conferma così la propria vocazione: raccontare una Sicilia contemporanea, aperta al Mediterraneo e capace di fare della cultura uno strumento di incontro, innovazione e crescita per il territorio. 

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