La partita sugli affitti brevi in Sicilia si sposta adesso sul piano istituzionale. Dopo il partecipato incontro promosso nei giorni scorsi nella saletta del GLAP al Lazzaretto di Trapani, il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina ha inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno chiedendo un intervento urgente per revocare o modificare il decreto assessoriale del 24 giugno scorso, ritenuto in contrasto con la recente normativa approvata dall’Ars. Una presa di posizione che va oltre il merito della disciplina sulle locazioni turistiche e che, secondo Safina, investe un principio fondamentale: il rispetto della volontà del legislatore e della gerarchia delle fonti del diritto.
Il contrasto tra la legge e il decreto
Il nodo della vicenda nasce dalla legge regionale n. 12 del 2026, con la quale l’Assemblea ha modificato l’articolo 35 della legge n. 6 del 2025, stabilendo che le locazioni turistiche, purché esercitate in immobili dotati dei requisiti di abitabilità o agibilità propri delle civili abitazioni, non sono soggette ai requisiti strutturali, organizzativi e funzionali previsti per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Una disposizione che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto mettere fine alle incertezze interpretative che negli ultimi mesi avevano alimentato dubbi e preoccupazioni tra gli operatori del settore. Secondo Safina, però, il successivo decreto emanato dall’Assessorato regionale al Turismo avrebbe prodotto l’effetto opposto, continuando a richiedere adempimenti che la legge ha espressamente eliminato, limitandosi soltanto a prorogare i termini per la presentazione della documentazione. “Non siamo di fronte a una semplice divergenza interpretativa – afferma il deputato regionale – ma a una situazione che rischia di mettere in discussione un principio essenziale del nostro ordinamento. Una legge approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana non può essere svuotata dei suoi effetti attraverso un atto amministrativo. Se passasse questo principio, verrebbe indebolito il ruolo stesso del Parlamento regionale”.
Il confronto con gli operatori del settore
Proprio questo tema era stato al centro dell’incontro “Proteggiamo l’offerta turistica – Affitti brevi”, organizzato lunedì pomeriggio al Lazzaretto, dal circolo Angela Bottari del partito Democratico, al quale hanno preso parte numerosi proprietari, gestori di locazioni turistiche, rappresentanti delle associazioni di categoria e operatori del comparto. Un confronto molto partecipato, durante il quale sono emerse forti preoccupazioni per gli effetti che l’attuale situazione potrebbe avere sull’intero sistema turistico della provincia di Trapani. Secondo quanto emerso dal dibattito, il permanere dell’incertezza normativa rischia infatti di tradursi in nuovi oneri burocratici, contenziosi amministrativi e un generale rallentamento degli investimenti in un comparto che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali motori della crescita turistica del territorio. “Ho ascoltato imprenditori, proprietari e associazioni – sottolinea Safina – e tutti hanno rappresentato un quadro estremamente preoccupante. C’è chi ha investito risorse importanti confidando nella certezza delle regole e oggi teme di trovarsi nuovamente davanti a obblighi che il legislatore aveva deciso di eliminare. Le istituzioni hanno il dovere di dare risposte rapide e chiare”.
L’appello alle istituzioni regionali
Nella lettera indirizzata ai vertici della Regione, Safina richiama anche il ruolo del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, invitandolo a tutelare le prerogative dell’Assemblea regionale e a difendere una norma approvata dal Parlamento siciliano. Al presidente Renato Schifani, invece, il deputato chiede un intervento diretto affinché venga rimosso un provvedimento che, a suo giudizio, contrasta con la volontà espressa dal legislatore. “Non si tratta di difendere una categoria contro un’altra – aggiunge Safina – ma di garantire il rispetto della legge e dell’interesse generale. Le locazioni turistiche rappresentano oggi una componente strategica dell’offerta ricettiva siciliana e continuare ad alimentare incertezza significa penalizzare migliaia di famiglie, scoraggiare chi opera nella legalità e creare un danno economico che ricadrebbe sull’intero territorio”.
Le possibili conseguenze economiche
Il parlamentare evidenzia anche le possibili ripercussioni economiche della vicenda: una riduzione dei posti letto disponibili, minori presenze turistiche, effetti negativi per ristorazione, commercio, servizi e trasporti, oltre a un possibile calo del gettito dell’imposta di soggiorno destinato ai Comuni. “Abbiamo lavorato per favorire l’emersione del sommerso, incentivando il rispetto delle regole, l’acquisizione del CIN e il corretto pagamento dell’imposta di soggiorno. Oggi non possiamo permettere che un eccesso di burocrazia rimetta tutto in discussione. La Sicilia ha bisogno di regole semplici, certe e coerenti con le leggi approvate dal Parlamento”. Adesso l’attenzione è rivolta a Palermo. Gli operatori attendono una risposta alla lettera inviata da Safina e un chiarimento definitivo che possa restituire stabilità a un settore diventato negli ultimi anni uno dei pilastri dell’economia turistica della provincia di Trapani e dell’intera Isola. Per migliaia di proprietari e gestori di locazioni turistiche, la certezza del diritto rappresenta infatti la condizione indispensabile per continuare a investire e programmare il futuro con serenità.