Le criticità della Strada Provinciale 20 Trapani-Bonagia-Valderice continuano a preoccupare il comparto produttivo del territorio, in particolare gli imprenditori del settore marmifero, penalizzati dalle limitazioni al traffico pesante introdotte dopo i recenti cedimenti del manto stradale. A fare il punto sulla situazione è stato il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che ha illustrato le azioni già intraprese e le prospettive per una soluzione strutturale del problema. “Comprendo e condivido la preoccupazione degli imprenditori del settore del marmo per le condizioni generali della SP 20 Trapani-Bonagia-Valderice. Sarebbero anche le mie, al loro posto“, ha dichiarato Quinci, sottolineando come la questione richieda un approccio che superi la gestione dell’emergenza. “Stiamo provando, nel rispetto del sistema delle competenze che necessariamente innesca una complessa fase di procedure burocratiche, a fare un salto di qualità, passando dalla logica dell’emergenza a quella della programmazione per poter risolvere definitivamente il problema della viabilità in quest’arteria fortemente trafficata”.
Lavori urgenti e limiti
Dopo il nuovo cedimento registrato nei mesi scorsi, il Libero Consorzio, proprietario dell’asse viario, ha disposto gli interventi urgenti di messa in sicurezza attraverso un’ordinanza che ha introdotto il senso unico alternato e il limite di transito ai mezzi pesanti superiori a 35 quintali a pieno carico. Successivamente il senso unico alternato è stato rimosso, consentendo la riapertura della strada al traffico regolare. Rimane però in vigore la limitazione per i mezzi pesanti, una misura che continua a incidere sulle attività economiche della zona. “Il limite dei 35 quintali rimane un punto di crisi per il settore del marmo, ma al momento risulta cruciale per ridurre il rischio di nuovi cedimenti dovuti alla pressione sul manto stradale”, ha spiegato Quinci, ricordando che è stato individuato un percorso alternativo attraverso la Strada Statale 187.
Necessario ulteriore approfondimento tecnico
Nel frattempo il Libero Consorzio ha avviato un ulteriore approfondimento tecnico. Sono infatti partite le procedure per l’utilizzo del geo-scanner, uno strumento che consentirà di verificare la presenza di eventuali vuoti sotto la carreggiata. Secondo quanto evidenziato dal presidente, tali fenomeni sarebbero collegati all’erosione della fascia costiera. Proprio su questo aspetto si inserisce il tema delle competenze istituzionali. Quinci ha ricordato che gli interventi legati all’erosione costiera ricadono nella sfera del Comune di Erice, che a sua volta deve coordinarsi con altri enti e autorità competenti. “Soltanto un piano di rilevanza strategica, con uno studio approfondito della costa e con la definizione delle opere da realizzare, potrà far emergere una soluzione sistemica”, ha affermato. Il presidente ha infine ribadito la disponibilità del Libero Consorzio a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, evidenziando come l’obiettivo comune sia quello di garantire sicurezza, continuità dei collegamenti e tutela delle attività produttive. “Le istituzioni sono al servizio dei cittadini e delle loro comunità e non intendono certo penalizzarle, così come non intendono penalizzare le attività produttive. Il Libero Consorzio sta facendo la sua parte fino in fondo ed è sempre pronto e aperto alla collaborazione”.