Uno scontro che ormai travalica i confini del confronto politico e investe direttamente il funzionamento delle istituzioni cittadine. La consigliera comunale e segretaria cittadina del Pd di Trapani, Patti, respinge le accuse mosse ai cinque consiglieri a rischio decadenza, denuncia presunte violazioni regolamentari nella conferenza dei capigruppo e punta il dito contro il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo, accusato di aver smarrito il ruolo di garante super partes. Sullo sfondo, una maggioranza in difficoltà numerica e l’ipotesi sempre più concreta di un ritorno alle urne.
Consigliera Patti, lei è una dei cinque consiglieri a rischio decadenza. Tre dei suoi colleghi invece, sono stati “giustificati”. Che è successo in conferenza dei capigruppo la scorsa settimana?
Quanto accaduto in conferenza dei capigruppo è, a nostro avviso, molto grave perché sono state ignorate norme regolamentari e statutarie per avviare un procedimento di decadenza che riteniamo illegittimo. Non si discute più delle motivazioni delle assenze, che consideriamo ampiamente giustificate, ma del rispetto delle regole. Due consiglieri sono stati ritenuti giustificati, mentre cinque, tra cui la sottoscritta, sono stati rinviati all’Aula pur trovandosi nella medesima situazione politica. Una disparità di trattamento che riteniamo inaccettabile. Abbiamo contestato il ruolo del presidente del Consiglio Alberto Mazzeo che, pur essendo garante della procedura, ha partecipato al voto entrando anche nel merito delle singole giustificazioni. Inoltre, secondo la nostra interpretazione di Statuto e Regolamento, e così come più volte rimarcato anche dal segretario generale Giovanni Panenpinto e ci sono le fonoregistrazioni a provarlo, mancavano i numeri necessari per avviare il procedimento: servivano tredici voti favorevoli, mentre ne sono stati espressi dodici. Nonostante le contestazioni, la questione è stata rimessa all’Aula. Per questo ci difenderemo in tutte le sedi competenti, compreso il Tar. La vicenda non riguarda soltanto cinque consiglieri, ma il rispetto delle regole, delle istituzioni e delle garanzie democratiche.
Il PD ha chiesto le dimissioni del presidente del consiglio Alberto Mazzeo, accusato di non essere più una figura terza e di garanzia. Ma il presidente non sembra avere intenzione di fare alcun passo indietro, anzi l’altra sera ha annunciato in aula che sta preparando la mozione di sfiducia al sindaco Tranchida.
La richiesta di dimissioni non nasce da ragioni personali, ma dalla convinzione che chi ricopre un ruolo di garanzia debba essere imparziale. Mazzeo è stato per anni parte integrante della maggioranza che ha sostenuto il sindaco Tranchida e oggi si pone come principale oppositore. È una scelta politica legittima, ma incompatibile con il mantenimento di un ruolo che richiede terzietà. Se ritiene conclusa questa esperienza amministrativa, presenti la mozione di sfiducia e si assuma la responsabilità politica delle proprie scelte. Quello che non può fare è guidare lo scontro politico continuando a rivestire il ruolo di garante del Consiglio. La vicenda delle decadenze, a nostro avviso, ha già mostrato una gestione non imparziale delle procedure. Trapani non può permettersi una lunga fase di conflitto istituzionale alimentata da strategie politiche e ambizioni personali. Serve chiarezza: o si svolge il ruolo di presidente super partes o si sceglie apertamente il campo politico.
Il sindaco Tranchida, da parte sua, parla apertamente di “strategia criminale” e condizionamenti da parte di poteri e imprenditori esterni al Comune. Condivide questo allarme o si sta esagerando uno scontro che è solo politico?
Non spetta a me parlare di “strategia criminale”: sarà eventualmente la magistratura a valutare fatti e responsabilità. Posso però dire che il clima politico e istituzionale si è deteriorato in modo evidente. Da mesi assistiamo a tensioni che vanno oltre il normale confronto democratico, con attacchi personali, tentativi di delegittimazione, pressioni e comportamenti che rischiano di compromettere il libero esercizio del mandato elettivo. Alcuni consiglieri hanno denunciato minacce, altri sono stati bersaglio di offese e atteggiamenti intimidatori. Anch’io sono stata destinataria di espressioni offensive e misogine. Quando il dissenso si trasforma in intimidazione o umiliazione personale, si supera il confine del confronto politico. Per questo condivido la preoccupazione sullo stato delle istituzioni cittadine. Se esistono responsabilità ulteriori, saranno le autorità competenti ad accertarle. Quello che non possiamo accettare è che situazioni simili vengano considerate normali.
La maggioranza ha perso molti pezzi negli ultimi mesi e di fatto non ha più i numeri in aula. Lei è anche segretaria del circolo PD di Trapani. Se la sfiducia dovesse passare il suo partito è pronto al voto?
Il Partito Democratico amministra Trapani dal 2018 portando avanti un importante lavoro di programmazione e investimenti. Sono stati ottenuti finanziamenti rilevanti, avviati cantieri strategici e realizzati interventi che stanno cambiando il volto della città, dalla riqualificazione delle scuole al recupero dell’ex Mattatoio, fino ai progetti sulle Mura di Tramontana e sul verde pubblico. Siamo consapevoli che non tutto è stato perfetto e che restano criticità da affrontare, ma respingiamo l’idea che questa esperienza amministrativa possa essere liquidata come un semplice insieme di accordi politici. Molti di coloro che oggi la contestano ne sono stati protagonisti fino a poco tempo fa. È vero che la maggioranza non ha più i numeri in Aula, ma Trapani non può essere trascinata in una campagna elettorale permanente mentre sono in corso opere e progetti fondamentali per il territorio. Se la sfiducia dovesse passare, il Partito Democratico sarà pronto a tornare davanti agli elettori. Lo farà rivendicando il lavoro svolto e chiedendo ai cittadini di giudicare risultati, programmi e prospettive future. La democrazia non ci spaventa: continueremo a difendere il valore delle istituzioni, della buona amministrazione e della partecipazione politica nell’interesse della città.