Si avvicina a una fase decisiva l’inchiesta sul cosiddetto scandalo dei ritardi nei referti istologici, che ha coinvolto l’Asp di Trapani e che ha portato alla luce migliaia di esami su presunti tumori rimasti per mesi senza essere refertati e consegnati ai pazienti, con gravi conseguenze per chi attendeva diagnosi e cure tempestive. Il giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo ha infatti dichiarato concluso l’incidente probatorio richiesto dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’indagine che vede coinvolti 19 operatori sanitari tra medici, infermieri e personale tecnico in servizio negli ospedali di Trapani e Castelvetrano.
L’inchiesta
L’inchiesta era esplosa alla fine del 2024 dopo la denuncia della docente mazarese Maria Cristina Gallo – poi deceduta -, costretta ad attendere per otto mesi l’esito di un esame istologico. Una vicenda che aveva acceso i riflettori su una situazione ben più ampia, con numerosi pazienti rimasti per lunghi periodi senza risposte diagnostiche e, di conseguenza, senza poter avviare i necessari percorsi terapeutici. La docente è deceduta nell’ottobre dello scorso anno, ma prima della sua scomparsa il gip era riuscito ad acquisire la sua testimonianza nell’ambito dell’incidente probatorio.
Prossime fasi del giudizio
L’attività istruttoria ha consentito di raccogliere e cristallizzare una serie di accertamenti tecnici considerati irripetibili, affidati agli specialisti di Anatomia Patologica Paolo Procaccianti, Ivo Nardini, Lorenzo Livi e Luca Miele. Gli esperti hanno redatto una perizia lunghissima, illustrandone i contenuti nel corso di due udienze durante le quali hanno risposto alle domande formulate dal giudice, dal pubblico ministero e dai legali delle parti coinvolte. Conclusa questa fase, gli atti torneranno ora nelle mani del pm Antonella Trainito, che dovrà valutare le risultanze investigative e decidere i prossimi passi. Le determinazioni definitive potrebbero arrivare entro l’autunno. Secondo quanto emerso, non è escluso che alcuni degli attuali indagati possano uscire dal procedimento e che alcune delle contestazioni formulate inizialmente vengano ridimensionate. Tuttavia, questo non sembra destinato ad attenuare la portata complessiva dell’inchiesta.
Probabili ulteriori approfondimenti
Dalle conclusioni dei consulenti, infatti, emergerebbero responsabilità e criticità organizzative che andrebbero oltre le posizioni attualmente sotto esame. Un aspetto che potrebbe spingere la Procura a valutare ulteriori approfondimenti e, potenzialmente, nuove iscrizioni nel registro degli indagati, anche se al momento tale ipotesi resta tutta da verificare. Resta intanto la gravità di una vicenda che ha segnato profondamente il territorio trapanese e che ha messo in evidenza le pesanti conseguenze provocate dai ritardi nella gestione degli esami diagnostici, soprattutto in ambito oncologico, dove il fattore tempo può risultare determinante per la salute e la vita dei pazienti.