Il Comitato Promotore della candidatura delle “Saline di Sicilia” a- di cui fanno parte le saline di Trapani, Paceco e Marsala – al programma MAB UNESCO interviene dopo le recenti polemiche e prese di posizione emerse sul territorio, chiarendo che il riconoscimento internazionale “non introduce alcun nuovo vincolo legislativo né limitazioni aggiuntive rispetto a quelle già esistenti”. In una nota, il Comitato sottolinea come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica abbia ribadito ufficialmente che il programma MAB non modifica gli strumenti urbanistici, autorizzativi o di pianificazione già previsti dalla normativa vigente. Viene richiamata anche una recente comunicazione ministeriale del 15 maggio 2026 nella quale si precisa che eventuali opere e attività continueranno ad essere valutate secondo le procedure ordinarie già esistenti. Il programma “Man and the Biosphere”, avviato dall’UNESCO nel 1971, punta infatti a valorizzare territori nei quali uomo e natura convivono in equilibrio, promuovendo modelli di sviluppo sostenibile senza introdurre nuovi vincoli normativi. Secondo il Comitato, le attività produttive storiche dell’area, come la coltivazione del sale, rappresentano anzi “il cuore pulsante del riconoscimento”.
Tra i benefici indicati dal Comitato Promotore figurano una maggiore visibilità internazionale del territorio, l’incremento del turismo sostenibile e destagionalizzato, la possibilità di accedere più facilmente a fondi europei e nazionali dedicati alle aree UNESCO e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali, a partire dal Sale Marino di Trapani. La candidatura, spiegano ancora i promotori, potrebbe inoltre favorire collaborazioni con università e centri di ricerca internazionali sui temi del cambiamento climatico e della biodiversità. “Opporsi al programma MAB significa negare al territorio la possibilità di sedere ai tavoli internazionali della sostenibilità”, afferma il Comitato. Nel documento viene citato anche il caso di Torino e dell’area MAB “CollinaPo”, riconosciuta nel 2016, indicata come esempio di convivenza tra aree urbane, sviluppo economico e sostenibilità ambientale. Secondo il Comitato, il riconoscimento UNESCO non ha rappresentato un freno per il territorio piemontese, ma un’opportunità di crescita economica e promozione internazionale.
Il Comitato Promotore ribadisce infine che il percorso di candidatura continuerà ad essere “partecipativo e trasparente” e invita cittadini, operatori economici e associazioni a informarsi attraverso i canali ufficiali dell’UNESCO, evitando “ricostruzioni distorte che rischiano di trasformare un percorso di valorizzazione collettiva in uno strumento di contrapposizione”. “Le Saline di Sicilia non sono solo un paesaggio da cartolina, ma un ecosistema vivo che merita il riconoscimento più prestigioso al mondo”, conclude la nota.