Caso Trapani Calcio e Shark, l’avvocato Scontrino: “Il club non è parte della frode, questa decisione ha valore storico”

redazione

Caso Trapani Calcio e Shark, l’avvocato Scontrino: “Il club non è parte della frode, questa decisione ha valore storico”

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mercoledì 20 Maggio 2026 - 10:48

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Trapani che ha escluso la presenza di una condotta fraudolenta da parte del FC Trapani 1905 nella vicenda dei crediti fiscali contestati, è intervenuto con una lunga riflessione l’avvocato Vincenzo Scontrino, difensore della società davanti al giudice tributario. Il legale ha sottolineato come la decisione della Corte abbia “un valore sistemico” che va oltre il singolo caso Trapani, perché affronta il tema della responsabilità di chi acquista crediti fiscali poi risultati inesistenti. “Il contribuente che acquista e compensa crediti d’imposta poi rivelatisi inesistenti – ha spiegato Scontrino – non può essere considerato automaticamente compartecipe della frode. In realtà è un soggetto vittima della frode articolata dal soggetto cedente che detiene il credito”.

Le spiegazioni del legale

Secondo il legale, chi acquista i crediti subisce un doppio danno: “Paga l’importo relativo all’acquisto e poi è comunque tenuto a corrispondere imposta e sanzioni, il cui ammontare arriva anche al 200%, come nel caso del Trapani”. Scontrino ha evidenziato che il giudice tributario, pur confermando alcune responsabilità amministrative, ha riconosciuto l’assenza di qualsiasi comportamento fraudolento diretto da parte della società granata, applicando così il minimo sanzionatorio previsto. “Nella sentenza – ha dichiarato – il giudice ha ritenuto che nessuna fraudolenza potesse essere contestata direttamente alla società. Ed è questo il punto centrale della vicenda”. Per il legale, la pronuncia rappresenta un precedente importante perché introduce una distinzione netta tra chi organizza una frode fiscale e chi, invece, ne resta coinvolto senza volontà dolosa.

Ripercussioni sportive

“Se un soggetto non concorre in una frode – ha aggiunto – è giusto che ne sopporti comunque tutte le conseguenze? Questo principio sarebbe escluso in qualsiasi altra branca del diritto, ma nella materia tributaria sembra spesso venire meno”. L’avvocato ha poi rivolto l’attenzione alle ripercussioni sportive che hanno colpito il club granata e il Trapani Shark, parlando apertamente di “nakba sportiva”.È giusto che le squadre trapanesi abbiano dovuto soffrire tutto questo per un comportamento che il giudice ha escluso essere fraudolento?”, ha chiesto Scontrino, sostenendo la necessità di una riflessione più ampia anche da parte delle istituzioni sportive.

Legge poco chiara?

Secondo il difensore del Trapani, la sentenza dovrebbe spingere il legislatore a intervenire per chiarire definitivamente la distinzione delle responsabilità tra cedente e cessionario dei crediti fiscali, evitando che soggetti ritenuti non fraudolenti paghino conseguenze sproporzionate sia sul piano economico che sportivo. “Quando vengono colpiti interessi diffusi – ha concluso – è compito del legislatore riequilibrare quelle distorsioni che hanno un indubbio valore sociale. Quando la legge non soddisfa le esigenze dell’uomo sociale tradisce il suo stesso fine”.

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