Via Loi, Montmasson, Pellegrino: Google Maps e la nuova toponomastica marsalese

redazione

Via Loi, Montmasson, Pellegrino: Google Maps e la nuova toponomastica marsalese

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lunedì 30 Marzo 2026 - 10:14

La nuova toponomastica della città di Marsala, inaugurata in questi anni con una serie di nuove intitolazioni stradali, esiste formalmente, è stata celebrata, è stata inserita negli atti e in parte anche nella segnaletica. Ma nella vita quotidiana dei cittadini – e soprattutto nell’uso pratico dei navigatori – continua a mostrare più di una falla. Basta una prova semplicissima su Google Maps per rendersene conto. Le nuove denominazioni introdotte in diversi tratti della città, da via Mario Nuccio a via Verdi, passando per via Isolato Egadi, via Vecchia Mazara e Corso Gramsci, ad oggi non sembrano ancora comparire in maniera chiara, completa e soprattutto funzionale all’interno del più utilizzato sistema di navigazione digitale. Via Montmasson, via Paolo Pellegrino, via E. Loi, via H. Frost: il problema non è solo formale, ma concretissimo.

L’esempio

Se un automobilista non particolarmente esperto della città deve raggiungere, ad esempio, via Emanuela Loi n. 3, difficilmente otterrà dal navigatore un’indicazione precisa e puntuale fino al numero civico richiesto. Più facilmente, Google Maps lo indirizzerà in un’area approssimativa, suggerendo attività commerciali, bar, studi professionali o altri punti di riferimento vicini. Il resto, poi, dovrà farlo l’utente da sé, cercando sul posto la destinazione esatta. Insomma, la nuova toponomastica marsalese, almeno per quanto riguarda il principale navigatore satellitare utilizzato da cittadini, turisti, corrieri, professionisti e visitatori, non risulta ancora pienamente aggiornata. O, quantomeno, non lo è in maniera tale da garantire una localizzazione precisa e realmente utile.

Indirizzi aggiornati ma incertezza su Google Maps

Va detto che alcuni indirizzi civici risultano invece già aggiornati alla nuova denominazione, segno che qualcosa si è mosso. Ma il quadro generale appare ancora frammentario, disomogeneo e, in alcuni casi, perfino fuorviante. Un problema non secondario in un tempo in cui orientarsi in città non avviene più attraverso la memoria dei luoghi o il passaparola, ma quasi esclusivamente tramite smartphone e geolocalizzazione. La questione, dunque, apre una riflessione più ampia sul senso e sulla gestione delle nuove intitolazioni urbane. Intitolare una strada è un atto importante, spesso carico di valore simbolico, civile e storico. Ma proprio per questo dovrebbe essere accompagnato da un percorso amministrativo completo, capace di tradurre quella scelta anche in funzionalità concreta per residenti e visitatori. Perché una via non vive soltanto nella targa affissa a un angolo o nella cerimonia inaugurale, ma anche nella sua capacità di essere riconosciuta, trovata e utilizzata senza creare disagi.

Nuove vie, non abusarne

Per questo all’Amministrazione comunale – a questa come a qualunque altra verrà dopo – si può e si deve chiedere una maggiore attenzione: evitare l’abuso di nuove denominazioni, riservandole a scelte realmente necessarie e condivise, ma soprattutto farne buon uso, completando ogni passaggio utile affinché i nuovi nomi entrino davvero nella geografia urbana quotidiana. Altrimenti il rischio è che la città finisca per avere strade ufficialmente esistenti ma digitalmente invisibili. E in un’epoca in cui si arriva ovunque con un navigatore, non è un dettaglio.

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