Alla Sala Giunta di Palazzo D’Alì, si è ufficialmente insediata la Commissione per le Pari Opportunità, definendo i suoi vertici e iniziando ufficialmente i lavori. Designati i componenti della Commissione che sarà presieduta da Francesca Spada, con Francesca Antonina Campo come Vice Presidente e Enrica Valenza come Segretaria.
I componenti della Commissione sono:
- Francesca Spada (ACLI)
- Francesca Antonina Campo (MOICA)
- Enrica Valenza (Arcigay Trapani)
- Sonia Imafidon (rappresentante delle donne straniere)
- Francesca Evangelista (Mondo Donna)
- Francesca Piacentino (CGIL)
- Anna Maria Giacomarro (FIDAPA)
- Saida Fakhri (rappresentante delle donne straniere)
- Mihaela Nicolaescu (rappresentante delle donne straniere)
- Diego Biondo (CISL)
- Rosa Anna Gandolfo (CIF)
- Marwa Boukhatem (studentessa CPIA di Trapani)
Presente alla seduta di insediamento anche Adriana Abate, vicepresidente Udi Trapani in sostituzione di Maria Teresa Alaimo, presidente Udi Trapani. “La Commissione Pari Opportunità è un organismo fondamentale per il nostro territorio, che lavorerà per promuovere la parità di genere e combattere le discriminazioni. Oggi più che mai è necessaria un’assunzione di responsabilità collettiva, è il momento di compiere progressi decisi verso una parità che sia sostanziale e non solo formale – dichiarano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessora alle Pari opportunità Giulia Passalacqua -. La forza della Commissione risiede nella sua eterogeneità: un mosaico di storie e competenze che si uniscono in una visione comune. Questa pluralità di intenti permetterà di affrontare la questione di genere come una priorità assoluta e trasversale. Le disparità affondano le radici in modelli culturali stratificati, bisogna agire sulle coscienze promuovendo iniziative volte a decostruire gli stereotipi che alimentano il divario di genere e limitano la libertà delle donne”.
Tranchida e Passalacqua continuano: “Il nostro obiettivo come Amministrazione è quello di raccogliere e tradurre le istanze di equità in azioni concrete, capaci di incidere realmente sulle dinamiche lavorative, sociali e familiari della nostra comunità. Lavorare insieme per costruire un fronte comune. Solo così potremo garantire che ogni donna del nostro territorio non sia più sola nel rivendicare i propri diritti, ma parte di una comunità che ne sostiene il valore e le aspirazioni”.