Nei giorni scorsi al Cinema Golden di Marsala, si è tenuto un incontro pubblico molto partecipato per ribadire le ragioni del NO alla riforma costituzionale della magistratura, che attraverso la cosiddetta “separazione delle carriere” interviene su sette articoli della Costituzione modificando l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
All’iniziativa, promossa dal Gruppo Territoriale di Marsala dei pentastellati, hanno preso parte Giuseppe Antoci, Valentina D’Orso e Cristina Cimminisi.
Un messaggio chiaro è emerso dal dibattito secondo il Movimento: questa riforma non nasce per rendere la giustizia più efficiente né per tutelare i cittadini. Nasce per riequilibrare i rapporti di forza a vantaggio di chi il potere già lo detiene.
«C’è ancora tanta strada da fare, ma quella del referendum è una battaglia che possiamo portare a casa», ha dichiarato Giuseppe Antoci, invitando cittadini e cittadine a non restare spettatori ma protagonisti di una scelta che riguarda il futuro della democrazia.
Valentina D’Orso ha ribadito che non si può accettare una modifica della Carta costituzionale che rischia di compromettere l’autonomia della magistratura e il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. «Non è una riforma per tutti, ma per pochi privilegiati», è stato sottolineato nel corso dell’incontro.
Cristina Cimminisi ha richiamato il senso profondo della mobilitazione: «Non è una battaglia di categoria. È una scelta che riguarda chi non ha potere e chiede solo giustizia e diritti». Una giustizia più efficiente si costruisce con investimenti, organizzazione e risorse, non indebolendo le garanzie costituzionali.
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