Noi apparteniamo (ipocritamente lo confessiamo) alla categoria di quanti affermano di non guardare il Festival di Sanremo perché non interessa. Poi (sempre ipocritamente) qualche occhiata le danno.
Non può che essere così, visto che poi i risultati dell’auditel ci dicono che milioni di italiani sono incollati in quelle sere davanti alla tv. In queste ormai poche ore che precedono lo storico evento non si è parlato di canzoni. Anzi se ne è parlato ma solo nella azzeccata pubblicità che si conclude dopo un giro musicale nelle piazze italiane con la frase “tutti cantano Sanremo”. Il via lo ha dato la divisiva partecipazione come “prima donna” della cantante Laura Pausini (ma perché non cantava?). Poi è arrivata la politica che in questi casi arriva sempre. Il comico Andrea Pucci del quale non sapevamo nulla (colpa nostra) ha rinunciato alla partecipazione perché schierato con la destra e i social hanno vivacemente protestato.
Riguardando alcune sue registrazioni più perché di destra, non avrebbe dovuto essere invitato perché non fa ridere. E allora che comico è? Hanno fatto piangere (dal ridere?) le reazioni del mondo politico che ha accusato la sinistra di essere l’artefice della mancata partecipazione dell’erede di Roberto Benigni.
Citiamo il premio Oscar proprio perché, quando diversi anni fa fu annunciata una sua partecipazione alla kermesse sanremese, scoppiarono furibonde polemiche perché Benigni era “comunista”. Le critiche arrivarono dalla stessa parte che ora difende Pucci. Alcuni, più giovani, erano gli stessi: come dire sono passati da Benigni a Pucci.
C’è anche un’altra notizia: al Festival sarebbe invitata anche la pluri campionessa olimpica Federica Brignone. L’atleta non ne ha bisogno di questa passerella, ma visto che ha già detto di no “Io scio, non canto”, la vicenda appariva chiusa. Invece è intervenuto il governo e l’Arma dei Carabinieri per pressare sull’atleta. Un politico di primo livello ha detto anche che la Brignone avrebbe dovuto salire sul palco con la divisa visto che è maresciallo dei carabinieri.
Chi potrebbe recarsi (senza divisa si capisce) nella città ligure al teatro Ariston è la premier Giorgia Meloni. Se ci andrà noi siamo contenti che si diverta. Per la par condicio pensiamo però che sia giusto invitare un esponente politico che è schierato per il No al referendum. Intanto cantate che è quello che deve accadere a Sanremo.