Giallo a Mazara, spariti alcuni incassi del parcheggio di Piazzale Quinci

Luca Di Noto

Giallo a Mazara, spariti alcuni incassi del parcheggio di Piazzale Quinci

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giovedì 19 Febbraio 2026 - 07:23

È una sorta di giallo alla Agatha Christie, senza ancora un colpevole, il caso esploso qualche giorno fa in Consiglio comunale a Mazara. La questione riguarda la gestione degli incassi del parcheggio comunale di piazzale Giovan Battista Quinci. A sollevarla, durante la seduta dell’11 febbraio, è stato il consigliere Giorgio Randazzo (Forza Italia), che ha parlato di presunti ammanchi di cassa (circa 25mila euro) riferiti ad annualità precedenti, chiedendo chiarimenti sulle verifiche interne e sugli eventuali provvedimenti adottati. Nel suo intervento Randazzo ha sostenuto che la vicenda sarebbe nota da tempo e che il Consiglio comunale debba rappresentare la sede naturale per affrontare questioni che attengono alla gestione delle risorse pubbliche. Il consigliere ha collegato il tema a una più ampia riflessione sulla trasparenza amministrativa e sulla necessità di riferire in aula su situazioni che possano generare dubbi nell’opinione pubblica.

“Il Consiglio comunale – ci ha spiegato lo stesso Randazzo – è la sede politica dove si snocciolano le questioni amministrative del territorio. Dopo un anno in cui si è saputo che qualcuno ha rubato l’incasso del nostro parcheggio, durante la precedente gestione dirigenziale, tengo a precisare, nessuno dice nulla e non vedo provvedimenti disciplinari nei confronti degli pseudo, magari, responsabili di quel settore, di quel servizio”.  La risposta istituzionale è arrivata in due momenti distinti: prima dal sindaco Salvatore Quinci, poi dal Comando di Polizia Municipale. Il primo cittadino ha inquadrato la questione nell’ambito delle competenze dirigenziali, sottolineando che eventuali criticità amministrative vengono gestite dai dirigenti responsabili, i quali dispongono degli strumenti previsti dalla normativa per attivare verifiche e, se necessario, segnalazioni alle Autorità competenti. “In aula – ha affermato Quinci – dobbiamo discutere delle politiche che si mettono in campo per la città”, evidenziando come eventuali elementi di rilevanza pubblica troveranno risposta nelle sedi opportune.

A chiarire il quadro è intervenuto anche il Comando di Polizia Municipale con una nota diffusa “a tutela dell’immagine del Corpo”. Secondo quanto precisato, i fatti oggetto di discussione risalirebbero agli anni 2023 e 2024. Le criticità sarebbero emerse all’atto dell’insediamento dell’attuale Comandante, nell’aprile 2025, e avrebbero determinato l’immediata attivazione di verifiche interne, approfondimenti istruttori e formali segnalazioni alle Autorità competenti. Il Comando parla di “prassi gestionali non adeguate” e di “procedure anomale nella gestione degli incassi”, circostanze che avrebbero portato non solo alle segnalazioni di rito ma anche all’introduzione di nuove procedure operative improntate a tracciabilità e controllo. Attualmente – viene evidenziato – ogni operazione di prelievo e versamento sarebbe formalmente documentata e sottoposta a verifiche rigorose. La nota specifica inoltre che eventuali responsabilità, qualora venissero accertate, riguarderebbero esclusivamente condotte individuali e non potrebbero in alcun modo essere estese all’intero Corpo di Polizia Municipale. La qualificazione giuridica dei fatti e l’eventuale individuazione di responsabilità restano di competenza delle Autorità preposte. E mentre in città il caso fa discutere, il confronto si muove su due piani distinti: da un lato quello politico, che sollecita trasparenza e discussione pubblica, dall’altro quello amministrativo-istruttorio, che richiama prudenza e rispetto delle procedure.

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