La Procura di Palermo chiede la condanna di Martina Gentile. “Favorì la latitanza di Messina Denaro”

redazione

La Procura di Palermo chiede la condanna di Martina Gentile. “Favorì la latitanza di Messina Denaro”

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lunedì 16 Febbraio 2026 - 18:51

La Procura generale di Palermo ha chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per Martina Gentile nel processo di secondo grado che si sta celebrando in Corte d’Appello. La figlia della maestra Laura Bonafede, storica amante del boss Matteo Messia Denaro, è a giudizio per favoreggiamento. Si ritiene, infatti, che fosse tra le poche persone a conoscenza di dove si trovasse il capomafia castelvetranese negli ultimi anni della sua latitanza e per questo è già stata condannata in primo grado (sempre a 4 anni e 8 mesi).

La donna aveva negato di essere a conoscenza della storia d’amore tra la madre, moglie di un mafioso ergastolano, e l’allora latitante e si era detta pentita di aver provato affetto per il capomafia ricercato. Affermazioni a cui il gip non ha creduto. “Non sapevo cosa fare, cosa dirti prima ti avrei voluto dire di darmi un passaggio e ti fermavi a mangiare a casa … utopia! Incredibile come ci hanno tolto tutto”, si legge in uno dei pizzini che Martina Gentile mandava a Messina Denaro.

I difensori dell’imputata, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvino Mondello hanno invece ribadito che Martina Gentile sarebbe stata estranea alla rete di corrispondenza di Messina Denaro e che non ci sarebbe alcuna prova circa una sua intermediazione tra la madre e il boss.

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