Sindaco di Mazara del Vallo e, allo stesso tempo, presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani: due ruoli che si intrecciano in una fase delicata per il territorio. In questa intervista Salvatore Quinci parla di emergenze, programmazione e responsabilità istituzionale, delineando una visione che guarda oltre il futuro più immediato.
Sindaco, partiamo dall’attualità: il ciclone Harry ha provocato quasi 7 milioni di euro di danni. Avete pensato, anche dal punto amministrativo, a qualche tipo di ristoro per chi è stato pesantemente danneggiato?
“Abbiamo una stima di circa 7 milioni di euro di danni, che riguardano in parte le attività balneari, ma anche le infrastrutture comunali. In questo momento le risorse disponibili sono limitate: 33 milioni dal governo nazionale e circa 40 milioni messi in campo dall’Ars. È evidente che i Comuni non hanno la possibilità di sostenere direttamente le imprese danneggiate. Il nostro bilancio è in grave difficoltà, lo dico con chiarezza. È il governo regionale, attraverso la Protezione Civile, che deve intervenire su eventi di questa portata. Resta però un tema più profondo: la fragilità del territorio. La nostra costa è stata devastata negli anni dall’abusivismo edilizio e dalla mancanza di interventi strutturali di salvaguardia. Abbiamo progetti pronti da tempo, ma mancano i finanziamenti. Un evento come questo ciclone supera ogni previsione, ma riaccende un faro su una questione centrale: la tutela del rischio idrogeologico e delle coste. I Comuni del Sud oggi hanno un solo obiettivo: sopravvivere”.
Il 2025 è stato un anno di doppio impegno per lei: sindaco e presidente del Libero Consorzio. Qual è il suo bilancio?
“È stata una vera sfida amministrativa, ma anche fisica. In Sicilia attendiamo ancora una riforma delle Province che non arriva. Per 14 anni questi enti sono stati commissariati, privati di una guida politica e di una visione strategica. Il mio compito è restituire dignità istituzionale e politica a un ente fondamentale, che deve fare da cerniera tra Regione e territori. Lo sforzo è enorme, ma necessario. In questi mesi abbiamo già avviato interlocuzioni concrete con amministrazioni locali, attori economici e sociali. L’obiettivo è ricostruire un livello intermedio di governo che questa Regione ha disperatamente bisogno di recuperare”.
Che situazione ha trovato al Libero Consorzio?
“Un ente che funzionava sull’ordinario, ma senza visione strategica o politica. Ed è normale, perché un commissario non può avere una prospettiva politica. La responsabilità è tutta della politica regionale. In tutta Italia, dopo la legge Delrio, le Province hanno avuto dei presidenti eletti. Qui no. Ora attendiamo il via libera per il d.l. Enti Locali e il cosiddetto d.l. Stralcio: quando arriveranno, porteremo la piattaforma comune delle Province siciliane al tavolo regionale. Questa volta mi auguro che ci ascoltino”.
Strade provinciali, poderali e scuole: a che punto siamo?
“Abbiamo interventi finanziati per 30-40 milioni di euro, ma ne servirebbero almeno il doppio. Le strade provinciali sono state abbandonate per vent’anni. Il Belice è un monito. Il primo intervento che abbiamo avviato è sulla provinciale 57, tra Gibellina Vecchia e Nuova, anche per un fatto simbolico legato a Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea. Ma il problema è strutturale. La manovra nazionale ha stanziato zero euro per le Province. La Regione ha messo 12 milioni, ma sono insufficienti. Servono inoltre risorse per le scuole superiori: stiamo mappando edifici con infiltrazioni, infissi pericolanti, problemi di riscaldamento. Senza finanziamenti, nulla cambia. Noi presenteremo un conto chiaro alla Regione”.
Torniamo a Mazara: uno dei temi più caldi è sempre quello su riscossione dei tributi e banca dati…
“Stiamo facendo passi avanti decisivi. L’obiettivo è arrivare entro il 31 dicembre 2026 a un sistema tributario efficiente. Oggi Mazara incassa meno del 35%, contro il 70-75% di altri Comuni come Alcamo. Non è sostenibile. Abbiamo avviato la riscossione coattiva, che non è una scelta politica ma un obbligo di legge. Stiamo sistemando le banche dati per Imu, Tari e idrico. Lasceremo un Comune con un sistema tributario allineato agli standard della provincia”.
Di recente un rimpasto di deleghe assessoriali: perché questa scelta? E che mi dice sulla possibilità di un ottavo assessore?
“È manutenzione ordinaria. Le amministrazioni non sono statiche, cambiare deleghe può restituire energia, rendere più efficaci alcuni settori. Io stesso ho troppe deleghe: l’impegno è oltre il limite umano. Se arriverà l’ottavo assessore, sarebbe un aiuto concreto. Sento discorsi populisti sulle ‘poltrone’, spesso da chi percepisce stipendi da 10mila euro al mese, ma chi non ha mai amministrato non sa cosa significhi affrontare ogni giorno i problemi reali di una città”.
Le tensioni politiche in Giunta sono già sintomo di un clima da regionali?
“Siamo sempre in campagna elettorale, purtroppo. Ma basta guardare altrove per capire che Mazara è un’oasi di pace. Le scaramucce viste sono fisiologiche. Questa amministrazione ha portato a casa progetti per decine e decine di milioni di euro. La compattezza c’è e continuerà a esserci”.
Cosa ci dice sul dialogo con una delle anime di Forza Italia?
“Il nostro impegno non è più solo civico. Siamo una forza provinciale rilevante e questo ha riportato Mazara al centro della politica regionale. Lavoro bene con l’area di Forza Italia che fa capo all’onorevole Pellegrino, con l’eurodeputato Falcone sui temi della pesca, con Giorgio Mulè. Questa sinergia produrrà effetti positivi per il territorio. È chiaro che una forza politica così importante come siamo diventati dovrà dire la sua, sia in provincia che soprattutto per le prossime elezioni regionali. Siamo chiamati a questa responsabilità, non sfuggiremo”.
Nel 2026 si voterà in alcuni Comuni vicini, poi scatterà la corsa alle regionali: c’è il rischio che qualche equilibrio politico possa scricchiolare?
“Chi governa ha il dovere di portare a termine il mandato. Io sono il garante di questo equilibrio. Le ambizioni sono legittime, ma sopra tutto c’è la buona amministrazione. Mazara deve tornare centrale nelle politiche provinciali e regionali. È chiaro che presto si scopriranno le carte, vedremo chi farà cosa e noi abbiamo la responsabilità come amministrazione di rimettere Mazara al centro delle politiche di questa provincia. Questo passa per una candidatura da parte mia, non personale, o forse chi lo sa, sicuramente un candidato del sindaco Quinci, del presidente Quinci e di questa amministrazione per le elezioni regionali. Da questo non solo non possiamo sfuggire, ma è già la nostra volontà”.
Cosa ci attende nel 2026?
“Quest’anno sarà un anno speciale, avremo una ventina di inaugurazioni e avremo i nuovi cantieri su tutta l’area portuale, Porto canale, piazzale Quinci, la Kasbah, etc. Riaprirà Sant’Agostino, avremo tre scuole nuove, palestre, la piscina attesa da quarant’anni. Mazara sta cambiando e a fine anno questo cambiamento sarà visibile. Alla provincia dico che stiamo costruendo il primo vero programma politico dopo quindici anni. E ci faremo sentire”.