Il percorso verso l’approvazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) di Mazara del Vallo entra in una fase decisiva, segnata da una proroga che sposta al 31 gennaio il termine per la presentazione di osservazioni e contributi. Una scelta che, formalizzata con un apposito avviso dell’Ufficio Pianificazione, arriva dopo un confronto diretto tra amministrazione comunale e concessionari degli stabilimenti balneari e che conferma la delicatezza di uno strumento destinato a incidere in maniera profonda sull’assetto della fascia costiera. Il PUDM, per sua natura, è infatti chiamato a regolare l’utilizzo delle aree demaniali marittime, tenendo insieme esigenze diverse e spesso contrapposte: da un lato la tutela ambientale e il rispetto delle linee guida regionali, dall’altro la salvaguardia delle attività economiche esistenti e il diritto dei cittadini alla fruizione delle spiagge libere. Un equilibrio complesso, che spiega la necessità di un confronto più ampio con tutti i portatori di interesse.
La criticità più evidente: l’arretramento della costa
Nel corso dell’incontro con i concessionari, l’amministrazione ha ribadito che la bozza di Piano prevede il mantenimento delle strutture esistenti, con rimodulazioni limitate e motivate dall’aggiornamento della cartografia regionale e dal fenomeno dell’erosione costiera. Un aspetto tutt’altro che marginale in un territorio come quello mazarese, dove l’arretramento della linea di costa rappresenta una criticità concreta e visibile, oltre a essere un aspetto che negli anni è andato peggiorando. La proroga dei termini, letta ufficialmente come un segnale di apertura e disponibilità all’ascolto, consente ora a operatori economici, associazioni e cittadini di esaminare con maggiore attenzione gli elaborati del Piano e di presentare contributi che, almeno nelle intenzioni, dovranno concorrere a migliorarne l’impianto complessivo. Resta però evidente come il Piano in questione non sia soltanto un atto tecnico, ma anche e soprattutto una scelta politica che sarà destinata a produrre effetti di lungo periodo sul modello di sviluppo turistico e ambientale della città.
I passaggi successivi del Piano
Proprio per questo, il passaggio successivo – ovvero il futuro approdo della proposta in Consiglio comunale – rappresenterà il vero e proprio banco di prova. Sarà in quella sede che emergeranno con maggiore chiarezza le posizioni politiche e che si misurerà la capacità dell’amministrazione di tenere insieme interessi legittimi ma differenti, evitando che il Piano venga percepito come sbilanciato in una direzione piuttosto che in un’altra. La proroga fino al 31 gennaio apre dunque una finestra importante di partecipazione, ma al tempo stesso rimanda a una responsabilità precisa: trasformare il confronto in scelte trasparenti e motivate, capaci di reggere nel tempo e di rispondere non solo alle esigenze del presente, ma anche a quelle future della città e del suo litorale.