Portare la Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco fuori dai suoi confini geografici e farla entrare simbolicamente nel cuore della città, affidando alle immagini il compito di raccontarne l’anima, la storia e le trasformazioni. È da questa idea che nasce la mostra fotografica allestita a Palazzo Cavarretta, sede del Consiglio comunale di Trapani, evento che ha segnato la conclusione delle celebrazioni per il trentennale dell’area protetta. L’esposizione, aperta al pubblico dal 29 dicembre e inizialmente prevista fino al 10 gennaio 2026, ha registrato una grande partecipazione. Numerosi cittadini e turisti, italiani e stranieri, hanno visitato e apprezzato il percorso espositivo, scegliendo in molti casi di approfondire la conoscenza della Riserva attraverso le visite guidate organizzate dall’Ente gestore. Proprio alla luce dell’interesse suscitato, la mostra proseguirà anche oltre la data di chiusura per le scuole che ne faranno richiesta.
L’iniziativa
L’iniziativa si inserisce nel programma di celebrazioni per i trent’anni dall’istituzione della Riserva, avvenuta nel 1995 per volontà della Regione Siciliana e affidata in gestione al WWF Italia dal 1996. Un percorso lungo trent’anni che racconta una profonda trasformazione del territorio, frutto di un lavoro costante e rigoroso di tutela ambientale. Oggi la Riserva Naturale rappresenta un’area strategica per la conservazione della biodiversità: è sito Ramsar, parte integrante della Rete Natura 2000 ed è inserita in un percorso che punta al riconoscimento delle saline della costa trapanese come Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Grazie all’applicazione delle norme di tutela e a un continuo lavoro di gestione, controllo e monitoraggio, si è assistito a una significativa riduzione delle pressioni ambientali e a un progressivo recupero degli equilibri naturali.
I risultati di 30 anni di Riserva
I risultati sono oggi tangibili. La Riserva ospita oltre 240 specie di uccelli e più di 400 specie vegetali, incluse numerose specie rare ed endemiche. Nel tempo sono state scoperte nuove specie ed è aumentata la presenza di uccelli nidificanti, dimostrando come sia possibile una convivenza virtuosa tra tutela ambientale e attività produttive tradizionali, come la salicoltura. Alla base di questi risultati vi è anche un lavoro meno visibile ma fondamentale, fatto di istruttorie tecniche, rilascio di pareri e confronto costante con enti, amministrazioni e soggetti privati. Un’attività che ha permesso di orientare le trasformazioni del territorio nel rispetto degli ecosistemi e di costruire una solida rete di collaborazioni con università, scuole, istituti di ricerca e associazioni.
La mostra
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di associazioni, fotografi e professionisti che frequentano e vivono le saline: l’Associazione West West West, la fotografa Patrizia Galia, i soci dell’Associazione Colori della Vita e il fotografo Arturo Safina, Giovanni La Francesca, Caterina Marceca, Francesco Ciulla, l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani – sezione Sicilia, Giovanni Spinella, oltre allo straordinario lavoro di documentazione del patrimonio architettonico e dell’evoluzione del territorio curato dall’architetto Nino Morici. Hanno inoltre partecipato Salvatore Surdo, Paolo Salerno e il gruppo giovani del percorso MAB UNESCO. Attraverso le immagini, il percorso espositivo ha raccontato l’evoluzione del territorio, valorizzando il patrimonio naturale, architettonico e storico delle saline e la loro dimensione etno-antropologica, restituendo l’identità profonda di questi luoghi. Nel corso dell’incontro tenutosi lo scorso sabato, l’Ente gestore della Riserva ha sottolineato l’importanza di continuare a raccontare il territorio non solo attraverso la bellezza della natura, ma anche mettendone in evidenza la fragilità. Un sistema delicato, fortemente influenzato da ciò che accade nel contesto circostante e che richiede un impegno costante di tutela. Accanto ai risultati positivi sul piano naturalistico, resta infatti aperta la questione della salvaguardia e del recupero del patrimonio architettonico delle saline, in particolare dei mulini a vento, oggi soggetti a un progressivo degrado. Un tema che la mostra ha volutamente riportato all’attenzione attraverso i suoi pannelli espositivi, come spunto di riflessione e sensibilizzazione sul valore complessivo di questo paesaggio culturale e naturale.
Un vasto patrimonio raccontato in foto
L’esposizione ha inoltre evidenziato come il vasto patrimonio di immagini e materiali raccolti nel tempo da fotografi e appassionati rappresenti una testimonianza preziosa della storia, dell’identità e dell’evoluzione del territorio. Un vero e proprio archivio che documenta gli aspetti naturalistici, architettonici, paesaggistici, storici ed etno-antropologici, e che potrebbe essere messo a sistema all’interno di un più ampio progetto di recupero e valorizzazione di spazi e strutture. “Questa mostra – ha dichiarato la direttrice della Riserva, Silvana Piacentino – è stata un’occasione per raccontare non solo i risultati raggiunti sul piano naturalistico, ma anche la fragilità di un ecosistema che risente profondamente di ciò che accade intorno a sé. La tutela di questi luoghi è il frutto di un lavoro quotidiano, spesso poco visibile. Accanto alla tutela della biodiversità, emerge oggi la necessità di una riflessione condivisa sul recupero del patrimonio architettonico delle saline e sul valore aggiunto del prodotto “sale”, parte integrante dell’identità di questo paesaggio”.