Trapani Shark fuori dalla serie A, Tranchida: “La città è parte lesa”

redazione

Trapani Shark fuori dalla serie A, Tranchida: “La città è parte lesa”

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lunedì 12 Gennaio 2026 - 23:31

Avrei preferito continuare a non commentare, anche per non alimentare il campionato delle polemiche, delle accuse strumentali e degli insulti indicibili profusi urbi et orbi”. Così il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, rompe il silenzio dopo l’epilogo definito “nefasto e ampiamente prevedibile” della recente parabola sportiva che ha coinvolto le principali realtà agonistiche cittadine e con al Trapani Shark poche ore fa esclusa dalla serie A. Secondo il primo cittadino, quanto accaduto non riguarda soltanto tifosi e appassionati, ma l’intera comunità. “La città di Trapani, i trapanesi tutti, sono parte lesa”, sottolinea Tranchida, evidenziando come ora la vicenda sia destinata a spostarsi «nelle opportune sedi giudiziarie».

Tanta amarezza

Il sentimento dominante, ammette il sindaco, è quello della delusione. “È il momento della grande amarezza. Anch’io, inizialmente, mi ero fidato. Non lo nego e da tempo ho fatto mea culpa”. Tuttavia, Tranchida rivendica la linea seguita dall’Amministrazione comunale: “Ho sempre detto a tutti gli imprenditori che il Comune ha il dovere di sostenere gli investimenti privati che creano benessere e occupazione sul territorio, ovviamente nel rispetto della legge”. Sul piano personale, il sindaco non nasconde il dispiacere, ma richiama un vecchio adagio: “Chi semina vento, raccoglie tempesta“. Un riferimento diretto a quella che definisce “… l’esaltante ascesa sportiva delle due maggiori realtà sportive trapanesi», rimasta “vittima del suo stesso artefice”.

Questione Palazzetto dello Sport

Tranchida torna poi sulla questione del palazzetto dello sport, ricordando che “… nonostante la pronuncia tranciante dell’Anac, arrivata lo scorso autunno su esplicita richiesta del signor Antonini, una finestra possibilista in sede transattiva era stata comunque individuata dai nostri consulenti“. Una strada che, però, “inspiegabilmente è stata abbandonata da chi, in presenza, l’aveva auspicata”. Da qui i quesiti sollevati dal sindaco: Erano stati già tirati i remi in barca? E siamo certi che gli investimenti nel mondo dello sport fossero dettati dall’amore per il calcio e per il basket e non da altre motivazioni?”.

Guardando al futuro, il primo cittadino annuncia che sotto la sua Amministrazione “… nonostante l’umiliante fine della squadra di basket“, verrà sottoposto al prossimo Consiglio comunale il PUG. Un riferimento è alla vicenda Cittadella dello Sport voluta da Antonini e che ha incontrato diverse problematiche legate al Demanio e all’Aeronautica militare. “Chi avrà voglia di leggerlo – spiega – noterà la conferma della destinazione a zona F dell’area demaniale di Milo: spazio alla progettualità di interesse pubblico, sociale e quindi anche sportivo, comprese ipotesi di stadi, cittadelle dello sport, palazzetti, anche su iniziativa di privati”. Infine, Tranchida difende con forza l’operato dell’Amministrazione comunale: “I trapanesi sono persone serie, amministrate da gente seria, competente e coerente. Non abbiamo mai buttato fumo negli occhi ai cittadini, né ingannato nessuno con teorie bislacche o programmi fasulli urlati da un palco”. E conclude con un messaggio identitario: “I valori granata hanno radici profonde. Tra questi c’è la dignità, la stessa dignità e caparbietà della gente di mare, che ci darà la forza per rialzarci e andare avanti a testa alta, anche nello sport”.

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