Dopo l’intervento dell’onorevole Giuseppe Bica in merito a Villa Rosina, e la risposta del collega democratico Dario Safina, adesso arriva la replica anche della deputata regionale Cristina Ciminnisi. Tra le varie cose dette da Bica, c’è un punto: “Nella realtà le risorse comunali inserite nel progetto sono talmente inferiori alle previsioni che si è rinunciato, a priori, all’opportunità di utilizzare l’intero finanziamento regionale disponibile“. Parole che non sono piaciute all’onorevole pentastellata. “Le dichiarazioni dell’onorevole Bica sono un ennesimo tentativo di mistificare la realtà, che è cristallina: la Regione Siciliana ha escluso Villa Rosina da un finanziamento diretto e certo – afferma -. Bica dovrebbe vergognarsi di accusare me di tifare per il fallimento, quando quel percorso in Commissione per finanziare direttamente le opere con i fondi FSC l’ho proposto io”.
Ciminnisi continua: “Io non ho mai sperato nel fallimento di nulla, tantomeno sulla pelle dei cittadini trapanesi. Ho denunciato una scelta sbagliata del Governo e ho difeso il diritto di Villa Rosina a non essere presa in giro da chi prometteva certezze e preferiva la propaganda alle responsabilità istituzionali. Il governo Schifani poteva inserire i lavori per la rete fognaria e le urbanizzazioni nell’Accordo di coesione 2021-2027. Ma davanti alla mia formale richiesta in Commissione, il Governo disse no. È stata una scelta politica precisa, non un obbligo tecnico, visto che per altri interventi il finanziamento diretto è stato utilizzato. Questo è il fatto incontrovertibile: la Regione ha volontariamente negato la soluzione sicura. Ora – conclude Ciminnisi – Bica cerca goffamente di spostare l’attenzione su un bando incerto, parlando di fondi ‘a disposizione’. Ma un bando non è un finanziamento. È solo un’ulteriore gara ad ostacoli, senza garanzie per i cittadini di Villa Rosina, che attendono da 30 anni. Io mi sono battuta per fare un’operazione verità, mentre lui, davanti all’evidenza del bando, dava per certo il finanziamento. È l’esatto opposto della certezza che la Regione avrebbe potuto e dovuto dare“.