Tutte le accuse della Trapani Shark alla Federazione: “Trattamento discriminatorio”

redazione

Tutte le accuse della Trapani Shark alla Federazione: “Trattamento discriminatorio”

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lunedì 12 Gennaio 2026 - 10:47

Trapani Shark è al centro di un durissimo contenzioso con la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), che accusa il club di irregolarità amministrative ed economico-finanziarie legate a ritenute Irpef e contributi previdenziali del bimestre gennaio-febbraio 2025. La società respinge le accuse e denuncia una serie di forzature regolamentari e procedurali che avrebbero portato a sanzioni ritenute illegittime e sproporzionate (QUI il documento intero).

Secondo Trapani Shark, la FIP avrebbe applicato un “Manuale per la concessione delle Licenze professionistiche” privo della necessaria approvazione della Giunta Nazionale del CONI, in violazione delle norme statutarie. In particolare, con una delibera presidenziale del 30 aprile 2025, il presidente federale avrebbe approvato unilateralmente il Manuale 2025/26, eliminando il diritto dei club a impugnare le sanzioni federali in ambito sportivo, diritto invece garantito dal precedente Regolamento Esecutivo Professionisti approvato dal CONI. Sulla base di questo Manuale, che la società ha “ritenuto nullo e già impugnato al Collegio di Garanzia del CONI e al TAR del Lazio”, la FIP ha inflitto a Trapani Shark penalizzazioni in classifica, il blocco di contratti e tesseramenti e, successivamente, ulteriori sanzioni disciplinari. Il club sottolinea che, già prima dell’inizio del campionato, aveva regolarizzato la propria posizione fiscale “… tramite ravvedimento operoso, versando somme superiori a quelle inizialmente contestate, con residui relativi solo a IVA e sanzioni, considerate irrilevanti ai fini sportivi“.

Un passaggio chiave è rappresentato dalla decisione del Tribunale Federale FIP del 17 dicembre 2025, che ha assolto il presidente del club da ogni responsabilità disciplinare, riconoscendo la buona fede e l’avvenuta regolarizzazione dei debiti fiscali e previdenziali. Nonostante ciò, nelle settimane successive la Procura federale ha aperto nuovi procedimenti per presunte dichiarazioni non veritiere, arrivando ad accusare il presidente persino di frode sportiva. Trapani Shark denuncia “... una gestione anomala dei procedimenti: duplicazione artificiosa delle contestazioni per sommare le sanzioni, accelerazioni dei tempi processuali, diniego della riunione dei fascicoli, anticipazione delle udienze e una comunicazione pubblica del presidente FIP ritenuta lesiva della terzietà degli organi giudicanti”. Il club segnala inoltre “… gravi incongruenze tra comunicati federali, decisioni del Tribunale Federale e una nota dell’Agenzia delle Entrate, circostanze che hanno portato alla presentazione di esposti e querele alla magistratura ordinaria”.

Sempre secondo la società, l’insieme di questi atti avrebbe avuto l’effetto di colpire Trapani Shark nel “… momento di massima crescita sportiva“, con dieci vittorie nelle prime undici gare e la qualificazione alla Coppa Italia, compromettendo risultati, investimenti e prospettive. Il club parla apertamente di trattamento discriminatorio e di una “giustizia sportiva a geometria variabile”, annunciando battaglia in tutte le sedi sportive, civili e penali per ottenere il ripristino della legalità e della propria reputazione.

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