Fiamma Olimpica a Mazara del Vallo: il dopo-evento senza senso civico

Luca Di Noto

Fiamma Olimpica a Mazara del Vallo: il dopo-evento senza senso civico

Condividi su:

mercoledì 17 Dicembre 2025 - 06:56

Mazara del Vallo ha vissuto lunedì mattina una giornata di festa e partecipazione civica con il passaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026. Studenti, famiglie e associazioni sportive hanno accolto con entusiasmo il convoglio olimpico, applaudendo e sventolando bandierine lungo il percorso cittadino che ha toccato via Castelvetrano, piazza Mokarta, il lungomare Mazzini e altre importanti arterie urbane. L’evento, simbolo dello sport e dei valori olimpici di fratellanza e partecipazione, ha visto alternarsi sedici tedofori nel tratto mazarese, ciascuno con la fiaccola in mano, sotto gli sguardi di una folla festante e curiosa. Ad aprire la staffetta è stata la mazarese Valeria Guida, scelta come prima portatrice della fiamma nella tappa cittadina.

L’arrivo è stato salutato dalle autorità locali: il sindaco Salvatore Quinci, l’assessore Germana Abbagnato, il comandante della Polizia Municipale Vincenzo Menfi, oltre ai dirigenti comunali e ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Le vie della città si sono animate già nelle prime ore del mattino, con studenti e cittadini ad applaudire lungo tutto il tratto interessato dal passaggio. “Oggi per Mazara del Vallo è stata una bella giornata di festa all’insegna dei sani valori dello sport e della fratellanza”, ha dichiarato il sindaco Salvatore Quinci. “Ringrazio gli organizzatori del passaggio della Fiamma Olimpica che hanno scelto la nostra città, tutti i cittadini, gli studenti, i docenti, i dirigenti scolastici e le associazioni che con la loro partecipazione gioiosa hanno reso questa giornata indimenticabile”. Il primo cittadino ha poi rivolto un plauso al corpo di Polizia Municipale e a tutte le forze dell’ordine, sottolineando come, grazie alla collaborazione con le associazioni, tutto si sia svolto in maniera ordinata e sicura. “Per la nostra città – ha concluso Quinci – questa rimarrà una delle giornate storiche da ricordare, perché la Fiamma Olimpica è un simbolo universale”.

Tra i momenti più suggestivi della giornata, il cambio di tedoforo a bordo del peschereccio Sant’Elisabetta, immagine potente e carica di significato: il mare di Mazara del Vallo che incontra idealmente la neve di Milano-Cortina, realtà diverse ma unite dai valori di pace, condivisione e fratellanza. Un passaggio simbolico che ha reso ancora più speciale una tappa destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva della città. Accanto all’entusiasmo e alla partecipazione registrati durante il passaggio della Fiamma Olimpica, resta però anche un’altra immagine della giornata, quella emersa nelle ore successive alla manifestazione. In serata, lungo alcune delle vie interessate dal percorso, il colpo d’occhio è stato tutt’altro che olimpico: bandierine abbandonate sull’asfalto, cartacce, rifiuti lasciati ai margini dei marciapiedi e lungo alcuni dei luoghi attraversati dal convoglio. Un’eredità che stona con il messaggio di civiltà, rispetto e responsabilità collettiva che eventi di respiro internazionale come questo dovrebbero lasciare alle città ospitanti.

Perché se è vero che la partecipazione è stata ampia e sentita, è altrettanto vero che Mazara del Vallo ha perso l’occasione di dimostrare maturità e senso civico nel “dopo”, quando i riflettori si spengono e resta la quotidianità urbana. Non si tratta soltanto di un tema legato al comportamento dei singoli cittadini, ma anche di una questione organizzativa. In una manifestazione programmata da tempo e con un percorso ben definito, sarebbe stato lecito attendersi un piano di pulizia immediato e visibile, capace di restituire decoro alla città già subito dopo l’evento. Un aspetto che, almeno nella prima fase post-manifestazione, è apparso carente. Il passaggio della Fiamma Olimpica rappresenta un simbolo universale, come ha ricordato lo stesso sindaco Quinci, ma i simboli vivono anche nella capacità delle comunità di prendersi cura degli spazi comuni. L’immagine di una città sporca dopo una giornata di festa rischia così di offuscare, almeno in parte, il valore dell’evento e di trasformare un momento di orgoglio collettivo in un’occasione mancata sul piano della civiltà urbana. Mazara del Vallo ha dimostrato di saper accogliere eventi importanti, di mobilitare scuole, associazioni e cittadini. Ora la sfida, forse più complessa ma altrettanto necessaria, è quella di crescere anche sul piano del rispetto degli spazi pubblici e dell’organizzazione post-evento, perché le grandi manifestazioni non si misurano solo negli applausi, ma anche in ciò che resta quando la festa finisce.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta