“Tra Marsala e Mazara abbiamo salvato un cane e siamo stati trattati male e accusati di falso”

redazione

“Tra Marsala e Mazara abbiamo salvato un cane e siamo stati trattati male e accusati di falso”

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mercoledì 24 Settembre 2025 - 10:47

Una vicenda che ha dell’assurdo, se così si è verificata, ma che fa il paio con tutte le segnalazioni ricevute negli anni sul fronte dei cani abbandonati o randagi, troppi, che si trovano sul territorio. Come a dire, spesso si vuol fare bene ma ci si ritrova a essere considerati in torto. A raccontarci quanto accaduto nell’area che da Marsala procede verso Petrosino e Mazara, sono due turisti di Milano giunti a Cornino, Gino Andorlini e la moglie Carla Caruso:

“Con la presente sono a segnalare e denunciare l’increscioso comportamento della polizia municipale e dell’azienda che gestisce il canile nei comuni di Mazara del Vallo e Marsala. Ieri mattina, 23 settembre 2025, stavamo andando a fare una gita a Mazara del Vallo e, seguendo il navigatore, ci siamo trovati nelle campagne che dividono i territori fra Mazara e Marsala, dove ci sono vari impianti eolici. Ribadisco che siamo turisti e quindi non saprei dire in quale comune ci trovassimo quando ci siamo improvvisamente trovati di fronte un cane randagio e, frenando per evitarlo, siamo usciti di strada con l’auto per fortuna senza danni a noi o al cane. Intuendo il pericolo scampato e quello che avrebbe potuto creare agli altri automobilisti che percorrono quella strada, abbiamo deciso di caricare in auto il cane per condurlo al canile più vicino pensando inoltre di fare un servizio di utilità a tutta la cittadinanza.

Il navigatore ci indicava come canile più vicino il Rifugio sanitario canile Mazara del Vallo in via Rosario Ballatore, 1; quindi ci siamo recati in quella direzione. Arrivati al canile, il personale che gestisce la struttura ci informava che per accogliere il cane sarebbe dovuto intervenire il comando di Polizia Municipale del paese quindi ci siamo diretti da loro per spiegare la situazione. Entrato nel comando, l’agente all’ingresso, a cui ho spiegato la situazione, mi chiedeva di indicare esattamente in quale territorio avessimo trovato il cane. Ho ribadito che credevo di essere nel comune di Mazara ma, non essendo del luogo, non ero certo dell’informazione che stavo dando. Lui però, dando l’impressione di capire la situazione, mi ha rimandato alla struttura sopra indicata per lasciare il cane senza però scomodarsi dalla sedia per prendere visione dello stato dell’animale.

Tornati al canile, il personale presente, oltre a spiegare nuovamente che il cane andava lasciato nel luogo in cui si trovava al fine di stabilire il comune di competenza, ci comunicava che erano stati allertati per un cane ferito in un incidente e si perdeva in lunghe chiamate per capire cosa fare. Noi abbiamo ribadito che il cane non era stato ferito nell’incidente poiché, nonostante l’uscita di strada, eravamo riusciti ad evitarlo e, in virtù di questo, il cane è stato nuovamente respinto con il “consiglio” di provvedere ad abbandonare nuovamente il povero animale per risolvere velocemente il problema. Forse sarebbe stato meglio mentire…

Abbiamo anche provato a richiamare il comando di Polizia Municipale ma ci è stato detto che avevano problemi più importanti di cui occuparsi, il nostro era un problema di seconda grandezza e ci è stato attaccato il telefono in faccia… Abbiamo quindi tentato di contattare alcuni conoscenti di Milano per sapere se conoscessero qualche associazione da queste parti che potesse prendersi cura del malcapitato e nel frattempo abbiamo fatto rotta verso Cornino. Per strada abbiamo pensato di chiedere aiuto a qualcun’altro ed abbiamo deciso di fermarci al comando di Polizia Municipale di Marsala, visto che il ritrovamento è stato fatto fra i due comuni. Arrivati negli uffici della Municipale, abbiamo pensato di essere finalmente nel posto giusto! Le persone all’ingresso si sono dimostrate molto comprensive capendo che noi, essendo turisti, non eravamo in grado di sapere dove fossimo esattamente quando abbiamo trovato il povero cane ed hanno cercato di aiutarci dicendo, per semplificare la situazione, che era stato rinvenuto in via Dante Alighieri, in paese e, tramite una persona al telefono che non conoscevamo, ci hanno indirizzati sulla via in attesa di due agenti della Municipale e dell’addetto del canile.

Al loro arrivo, la persona che al telefono sembrava aiutarci ed era poi un agente della Municipale, si è dimostrata molto aggressiva ed il collega, se possibile, peggio. Ci hanno intimato di dire la verità, che eravamo dei bugiardi e, sostanzialmente, stavamo noi cercando di abbandonare il cane. L’addetta del canile era in realtà una collega degli addetti che abbiamo trovato a Mazara, visto che l’azienda che gestisce i canili per Trapani e provincia, a detta loro, è la stessa, quindi conoscevano il cane e la sua storia. Siamo stati accusati e minacciati di essere denunciati per procurato allarme, abbandono di animali e falsa testimonianza. Gli agenti della Municipale, nella persona del secondo agente, hanno anche provveduto a fotografare l’animale per poterci accusare dell’eventuale abbandono se il cane fosse stato rinvenuto nella provincia in quanto ci hanno detto che, per la legge in Sicilia, nel momento in cui soccorri/sposti con qualsiasi mezzo un animale dal punto esatto in cui si trova, diventa di tua proprietà e quindi ne diventi responsabile in toto.

Sconsolati e sempre più nel panico per una soluzione che sembrava sempre più una chimera, abbiamo contattato chiunque potesse fornire una valida soluzione al problema. Abbiamo dapprima provato a contattare un veterinario che potesse “microcippare” e vaccinare il cane in modo da poterlo adottare e portare a casa con noi: con un maremmano e un gatto fev positivo, non sarebbe stata una soluzione semplice ma sempre migliore di quella proposta dai “rappresentanti della legalità” che abbiamo incontrato in terra siciliana. Peccato che la soluzione non sia praticabile poiché non siamo residenti in provincia di Trapani e strano che questa parte della legge non sia conosciuta dai “paladini della giustizia” che tanto bene conoscono la parte che più gli torna conto… In sostanza, oltre al danno, la beffa: ci siamo trovati con in auto un cane randagio diventato nostro perché fatto salire, senza possibilità di poterlo trasportare perché privo dei regolari documenti e vaccinazioni e con un aereo da prendere due giorni dopo per tornare a casa…

Dopo abbiamo contattato il proprietario della casa in cui alloggiamo a Cornino il quale ci ha fornito il telefono di un suo conoscente che ci ha dato il contatto di Rosa Errera, nostra paladina della giustizia, la quale ha provveduto ad incontrarci ed aiutarci a risolvere il problema prelevando la bestiola per condurla in un ricovero apposito. Lei ha inoltre rilevato che il povero animale, oltre ad aver dovuto subire quanto sopra e l’abbandono, è molto probabilmente affetto da rogna e attaccato da parassiti (pulci, zecche, ecc.). In sostanza, per poter fare quanto umanamente corretto, ci sono volute quasi sette ore di “travaglio”, un rischio denuncia per vari capi d’imputazione, un’auto semidistrutta all’interno e, indicativamente, una cinquantina di chiamate a chicchessia quando sarebbe bastata un po’ di logica e un pizzico di buon senso…

Fortunatamente in Sicilia avete bravissimi volontari che lottano e si fanno carico dei problemi degli animali altrimenti avreste ben più seri problemi di gestione della fauna selvatica/randagia presente sul territorio. Abbiamo inoltre provveduto a contattare il dottor Giovanni Giacobbe presidente dell’associazione diritti animali regione Sicilia il quale ci ha confermato che quanto accaduto oggi è una violazione dell’articolo 4 legge regionale 15/2022 ovvero una omissione di atti d’ufficio e si è scusato, a nome della regione Sicilia per ciò che abbiamo dovuto subire da chi, in realtà, dovrebbe essere al servizio della comunità. È vero, noi non siamo residenti in regione Sicilia ma, quando veniamo in vacanza, paghiamo trasporti, servizi, tasse di soggiorno e quant’altro sia richiesto e quindi, per i giorni che trascorriamo in regione, siamo, fino ad oggi, sempre stati fieri di considerarci siciliani anche se solo “adottivi”…

Voler bene ad un territorio significa, anche, rispettare flora e fauna che lo contraddistinguono e quindi anche animali randagi oltre che la popolazione che potrebbe essere in pericolo/difficoltà trovandosi improvvisamente a contatto con animali liberi. Dico inoltre che un’esperienza del genere ha molto segnato il nostro rapporto con la vostra regione. Essendo noi animalisti convinti, trovarci di fronte a tanta cattiveria nei confronti di un povero randagio ci ha sicuramente fatto avere una brutta percezione della gente siciliana rovinandoci, probabilmente per sempre, il gusto di trascorrere il nostro tempo libero qui da voi. Noi crediamo di aver solo fatto il nostro dovere, non esigiamo premi ma solo non essere considerati “criminali” per aver cercato di aiutare un povero animale indifeso e in difficoltà. Certi di aver espresso i nostri sentimenti, siamoad augurarvi buona giornata”.

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