Una nuova vita per il Palagranata, Biasizzo: “Vogliamo Trapani città dello sport”

Carmela Barbara

Una nuova vita per il Palagranata, Biasizzo: “Vogliamo Trapani città dello sport”

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giovedì 23 Gennaio 2025 - 06:45

Costruito nel 1987 con un investimento di 3 miliardi di lire, il Palagranata è stato per decenni il cuore pulsante dello sport trapanese, ospitando le partite di massimo livello del basket italiano. Dopo anni di abbandono e degrado, questa icona dello sport locale si appresta a vivere una nuova era. L’imprenditore Nobert Biasizzo, patron dell’AC Life Style Handball Erice, ha recentemente acquisito le quote dell’impianto, che appartenevano al compianto Gregory Bongiorno e all’imprenditore Pietro Basciano. Con questa operazione, Biasizzo si è assunto la responsabilità di riportare il Palagranata al centro della scena sportiva e sociale di Trapani, trasformandolo in un simbolo di rinascita e di inclusione per l’intera comunità.

Norbert Biasizzo

Presidente Biasizzo, quali interventi prevedete per il recupero del Palagranata e quali sono i tempi stimati per la riapertura?

Il Palagranata necessita di interventi strutturali significativi, ma la nostra idea è preservarne l’anima, preservandone la forma e la storia. Vogliamo intervenire su aree specifiche, sia all’interno sia all’esterno, per restituirlo alla città come punto di aggregazione. Sarà uno spazio per le famiglie, i giovani e gli appassionati di sport, dove non solo assistere a eventi sportivi ma anche partecipare ad attività culturali e ricreative. La riapertura richiederà del tempo, ma siamo determinati a restituirlo alla comunità al più presto.

Il progetto prevede il coinvolgimento delle scuole e dei giovani. Come pensate di favorire la partecipazione della comunità?

Vogliamo che il Palagranata diventi un luogo inclusivo, in grado di avvicinare i più giovani allo sport. Stiamo lavorando per creare collaborazioni con scuole e associazioni, offrendo programmi educativi e attività sportive aperte a tutti. Credo che lo sport abbia un potenziale enorme per educare e unire le persone, e il nostro impegno è rivolto a valorizzarlo.

Trapani ha un grande potenziale per il turismo sportivo. Come può il Palagranata contribuire a sviluppare questo settore?

Per attrarre turismo sportivo, servono strutture adeguate e una visione condivisa. Trapani ha tutte le carte in regola per diventare una città dello sport, ma dobbiamo lavorare in sinergia, migliorando le infrastrutture e coordinando le attività. Il Palagranata sarà un punto di riferimento per eventi sportivi e culturali, contribuendo a promuovere il territorio anche a livello nazionale e internazionale.

Avete già dimostrato un forte impegno sul territorio, anche con la palestra di via San Francesco. Come immaginate un ecosistema sportivo integrato tra queste strutture?

La nostra visione è quella di un sistema sportivo coordinato. La palestra di via San Francesco, il Palagranata e persino il campo Sorrentino, che gestiamo con l’Accademia Calcio, fanno parte di un progetto più ampio. Ogni struttura sarà valorizzata per rispondere a esigenze specifiche, ma lavoreremo per creare connessioni tra di esse, offrendo opportunità per tutte le discipline. La nostra polisportiva mira a includere sempre più sport, per rendere Trapani un esempio di organizzazione sportiva.

Quali sono le sue ambizioni per l’Handball Erice e lo sviluppo della pallamano in Italia?

Non accetto che la pallamano venga definita uno ‘sport minore’. A livello globale, questa disciplina ha un enorme seguito, come dimostrano i milioni di spettatori ai Mondiali o le interazioni sui social. La nostra ambizione è continuare a lavorare con serietà, dimostrando che Trapani può essere protagonista non solo per i successi sportivi, ma anche per la capacità di costruire un modello virtuoso. Vogliamo dimostrare che anche il sud può eccellere, promuovendo lo sport come motore di crescita e riscatto sociale. Con il progetto Palagranata, Nobert Biasizzo e il club Handball Erice lanciano una sfida ambiziosa: trasformare Trapani in una città simbolo dello sport, unendo tradizione e innovazione per ispirare nuove generazioni.

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