Gli oncologi parlano agli studenti: “Prevenire è bene”. In Sicilia 200mila persone con diagnosi tumorale”

redazione

Gli oncologi parlano agli studenti: “Prevenire è bene”. In Sicilia 200mila persone con diagnosi tumorale”

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sabato 14 Ottobre 2023 - 08:00

Oncologi, epidemiologi, vertici dell’assessorato della Salute della Regione, istituzioni scolastiche, medici di medicina generale, uniti nel parlare al mondo giovanile, rappresentato da numerosissimi studenti di diversi istituti scolastici, sul tema della prevenzione in oncologia, un argomento di grande rilevanza visto l’incremento, a livello globale, della malattia tumorale e la mancata consapevolezza, in molti, che il tumore è una malattia prevenibile, se si seguono corretti stili di vita.

Dall’ultimo rapporto (2022) sui numeri del cancro in Italia, nella parte che riguarda i fattori di rischio comportamentali, che possono indurre l’insorgenza di un tumore, è emerso che non ci sono stati grandi miglioramenti negli ultimi 15 anni, a eccezione dell’abitudine al fumo di sigaretta in lenta riduzione tra gli uomini (ma non tra le donne), mentre si registra un aumento del consumo di alcol a rischio tra i giovani, la sedentarietà, l’eccesso del peso corporeo e la mancata conoscenza o l’indifferenza al danno che può provocare una prolungata esposizione ai raggi solari.

In Sicilia per esempio ogni anno si registrano in media 23.400 nuovi casi di tumore (escluso quelli della pelle non melanoma) di cui almeno la metà potrebbe essere evitata proprio intervenendo correttamente sugli stili di vita. Inoltre, si ravvisa la necessità di stimolare le vaccinazioni contro le infezioni note per causare il cancro, come quella contro il papilloma virus umano (Hpv).

L’assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, dopo aver ringraziato i numerosi studenti presenti, si è riferita al razionale dell’incontro, definendolo il cuore della necessaria formazione e informazione per il mantenimento dello stato di salute, ed ha espresso il proprio compiacimento per l’importante riconoscimento che il ministero della Salute ha dato alla Regione Siciliana per le azioni messe in atto in merito al piano di prevenzione 2023-2025. “Ciò significa – ha detto la Volo – che quello che stiamo portando avanti, pur nelle difficoltà dei difficili anni della pandemia da Covid, rappresenta un’attività di rilievo e da igienista non smetterò mai di dire che la prevenzione è il modo migliore, se non l’unico, di garantire la nostra salute”.

Per il professore Giuseppe Pierro, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, è fondamentale che studentesse e studenti sviluppino le conoscenze e le abitudini necessarie per andare incontro all’età adulta in salute.

Per il dott. Roberto Bordonaro, direttore dell’Oncologia medica dell’Arnas Garibaldi di Catania, ridurre il carico di tumori nella popolazione non si traduce solo in vite salvate, ma anche nella preservazione della qualità di vita, della capacità produttiva, del contenimento dei costi che gravano sul Sistema Sanitario.

Ogni anno, si registrano in media 23.400 nuovi casi di tumore (escluso quelli della pelle non melanoma) di cui almeno la metà potrebbe essere evitata proprio intervenendo correttamente sugli stili di vita. Nell’Isola, si stima che vivano oltre 200.000 persone con diagnosi di tumore, il 4% dell’intera popolazione siciliana, un numero quasi pari agli abitanti di Caltanissetta, Trapani e Agrigento messi insieme, non contando i tumori della pelle non melanoma, con una mortalità che si aggira sulle 13.000 persone ogni anno, il 57% uomini, il 43% donne.

Tra gli uomini è il tumore del polmone a rappresentare la prima causa di decesso, con oltre un quarto del totale dei decessi (26%), seguito da quello del colon retto (12%), della prostata (10%), del fegato (7%) e della vescica (6%). Tra le donne, al primo posto per mortalità c’è il tumore della mammella, con quasi un quinto del totale dei decessi oncologici nella popolazione femminile (18%), seguito dal colon retto (13%), dal polmone (11%), del fegato (7%) e del pancreas (8%). Numeri che danno la misura di come la prevenzione sia, nel comune sentire, una “pratica” che tutti conoscono, ma che non tutti applicano correttamente.

Rispetto alla media nazionale, tra gli uomini si conta una minore incidenza del tumore alla prostata (17% contro il 19% della media italiana), mentre si registra un maggior numero di casi, anche se contenuto (16% contro 15%) di cancro polmonare (principale causa il fumo di sigaretta, anche passivo) e della vescica (14% contro la media nazionale del 12%), mentre per la popolazione femminile si ha una maggiore incidenza rispetto alla media nazionale del carcinoma alla mammella (31% contro 30%) e del colon-retto (14% verso il 12%).

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