La crisi dell’Occidente

Claudia Marchetti

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La crisi dell’Occidente

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sabato 19 Febbraio 2022 - 08:00

Pandemie, guerre, acque inquinate, caro-bollette. L’Occidente sta attraversando un’altra crisi, molto forte, un terremoto geo-politico, economico, sanitario, di identità.

Ce ne rendiamo conto dalla lente di ingrandimento con cui osserviamo il nostro “piccolo mondo”, da quando ci alziamo la mattina a quando torniamo a casa la sera. Da giorni a Marsala c’è la preoccupazione per un tasso di nitrati alto nelle acque comunali, per il quale è stato emanato un provvedimento di divieto dell’uso delle stesse per bere e cucinare. Ancora non si conoscono i valori specifici presenti e il tasso di pericolosità, ma soprattutto è ignoto da quanto tempo le acque presentino nitrati oltre la soglia, naturale, prevista.

Ciò porta i cittadini – che hanno anche delle attività commerciali – ad acquistare più bottiglie nei supermercati e a consumare, di conseguenza, più plastica. Un nuovo esborso economico non indifferente, assieme a quello che già devono spendere in bollette.

Si parla infatti di un “caro-elettricità” che va dal 41% al 70%, che in termini monetari si traduce annualmente in somme che si aggirano dalle 820 euro (luce) ai 1.500 euro (gas). Gli stipendi però, non aumentano, anzi, sono colpiti sempre più da trattenute e sostentare se stessi e la propria famiglia, pensare anche solo di rendersi autonomi oggi, in Italia, appare alquanto complicato.

Non c’è da stupirsi se il Papa parla di “inverno demografico” e di “immigrazione che serve all’Occidente” in merito alle basse percentuali di nascite (al di là del fatto che ognuno debba decidere cosa fare della propria vita in maniera indipendente). E mentre la Russia minaccia guerra all’Ucraina – che voleva chiudere un accordo di integrazione economica con l’Unione europea – le miti proteste sul caro-bollette arrivano dai Comuni, come quelli siciliani, che per manifestare il loro dissenso, hanno spento nei giorni scorsi un monumento simbolo delle loro città. Bene, bello, grazie.

Ma quando torneremo a manifestare in piazza? A protestare per i nostri diritti violati? Dove sono i sindacati che una volta erano attori, controparte attiva nel Paese? E’ davvero giusto che i bambini non possano prendere l’autobus per andare a scuola senza green pass e vaccino anti-Covid? E’ giusto sospendere e non pagare i lavoratori che non vogliono vaccinarsi (per qualsivoglia motivo)? E’ democratico essere guidati da una sequenza di governi tecnici che gli elettori non hanno votato? Quanti articoli della Costituzione vengono violati ogni giorno a partire dal quel “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”?

[ claudia marchetti ]

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