L’obiezione e la lezione di morale

Claudia Marchetti

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L’obiezione e la lezione di morale

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sabato 27 Novembre 2021 - 08:00

Lo scorso settembre, proprio in queste pagine, nella Giornata dell’Aborto Sicuro, intervistavamo la dottoressa Anna Caliò che ci rivelò come a Marsala una donna non ha il diritto all’interruzione di gravidanza, in quanto il 100% dei medici delle strutture pubbliche è obiettore di coscienza. Il punto venne ripreso da un articolo su La Repubblica Palermo, destando indignazione e aprendo un lungo dibattito terminato con l’abolizione del Registro dei bambini mai nati (quello che prevedeva una sepoltura ai prodotti abortivi anche volontari) da parte dell’attuale Consiglio comunale e con l’approvazione, giovedì pomeriggio, dell’Atto di indirizzo che prevede la piena attuazione della legge 194/1978.

Ciò a denotare che sempre più battaglie dovrebbero intestarsele testate giornalistiche, associazioni, liberi cittadini e politici. Nella Giornata contro la violenza sulle donne, quattro consigliere marsalesi hanno inviato alla stampa un comunicato di condanna agli abusi e di sostegno alle donne. Noi, di contro, abbiamo ricordato che l’atto di indirizzo sugli obiettori non era stato firmato, guarda caso, dalle stesse. Un articolo che ha attirato l’attenzione della vice presidente del Consiglio comunale Eleonora Milazzo – e ben venga il confronto – che ha risposto al nostro giornale online (non un portale web, nello specifico) registrato al Tribunale.

La Milazzo ha definito dapprima quello sull’aborto un tema di una sinistra che a Marsala è sparita e che “alza la bandierina nei momenti opportuni”, poi ha affermato che riguarda tutte le donne a prescindere dal colore politico. Va detto però che a presentare l’atto di indirizzo è stato Piero Cavasino, esponente di Liberi appartenente alla maggioranza di centrodestra. Sempre la consigliera ha chiarito che lo stesso atto le era stato inviato un venerdì su WhatsApp e che non aveva potuto sottoscriverlo perché il fine settimana Palazzo VII Aprile è chiuso e perché lunedì non aveva commissione, quindi non è potuta esser presente nella sede istituzionale, e poi… poi è uscito l’articolo. In verità sono due, uno pubblicato sul Marsala C’è il 10 novembre, l’altro uscito il 24/25 online e sul quotidiano.

Il tempo per inviare un comunicato in 15 giorni c’era tutto e le consigliere hanno omesso di farlo, nonostante l’atto dopo lo abbiano sottoscritto e votato in Consiglio. Questo ci fa piacere, ma il nostro non era un attacco politico, semmai abbiamo esercitato il nostro diritto di critica. Crediamo sia urgente garantire la corretta applicazione della legge 194, per cui è necessario trovare un minuto per firmare un atto così importante ed alzare la mano per dire “io ci sono”. Non è che non ci sia sensibilità verso l’argomento, c’è solo tanto pressappochismo; per questo sollecitiamo un confronto con il mondo politico che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini. Quindi no, non c’è carenza di argomenti, non sono polemiche che “lasciano il tempo che trovano” come un altro esponente ha esternato in Aula. Sono diritti che tutelano una persona dal punto di vista sanitario e psicologico.

Consigliera Milazzo, noi speriamo che all’ospedale “Borsellino” non ci sia solo un medico non obiettore, uno! Come ha già detto Cavasino, in Sicilia, secondo i dati del 2019, nelle strutture pubbliche i medici obiettori sono l’82% e gli anestesisti il 79%. Auspichiamo molti più non obiettori per garantire l’interruzione di gravidanza affinchè una donna possa esercitare il suo diritto entro i 3 mesi come previsto dalla 194 senza essere accodata a lunghe liste di attesa in giro per la Provincia o per la Regione, e in sicurezza, senza ricorrere a pratiche clandestine non avendo le possibilità economiche.

Infine, un consiglio non perentorio ma spassionato nella libera “autodeterminazione”: fa bene accettare qualche volta lezioni di cultura e morale da chi ogni giorno ascolta e rifugia donne picchiate, abusate, con i lividi nel volto e le cicatrici sul cuore, madri di bambini i cui occhi vedono violenze: che uomini e che donne saranno, domani?

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