Covid a Marsala: un 60enne la prima vittima della variante Delta

redazione

Covid a Marsala: un 60enne la prima vittima della variante Delta

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venerdì 16 Luglio 2021 - 11:28

Un uomo di poco meno di 60 anni è la prima vittima per “variante Delta” del Covid-19 a Marsala. Il decesso è avvenuto in seguito al ricovero presso l’ospedale “Paolo Borsellino”. La notizia è stata confermata in seguito all’esito del tampone specifico, elaborato a Palermo, presso un laboratorio accreditato. L’uomo, affetto da qualche lieve patologia, si era effettivamente vaccinato, così come trapelato nei giorni scorsi, ma soltanto con la prima dose Pfizer. Ha contratto la variante Delta anche uno dei due pazienti ricoverati a Marsala in terapia intensiva. L’uomo aveva prenotato il vaccino e avrebbe dovuto riceverne la somministrazione nei prossimi giorni, ma nel frattempo si è ammalato. Le sue condizioni sono in lieve miglioramento. Per il secondo paziente ricoverato in terapia intensiva al “Paolo Borsellino” si attende l’esito del tampone specifico.

Dalla bozza dell’ultimo monitoraggio settimanale sull’andamento del Covid in Italia, curato dall’Istituto superiore di Sanità e dal ministero della Salute, emerge purtroppo un sensibile incremento di casi riconducibili alla cosiddetta variante Delta.

“Sulla base dei dati e delle previsioni ECDC- si legge sul report- della presenza di focolai causati dalla variante virale Delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale”. La variante Delta, intanto, sta portando ad un “aumento dei casi in altri Paesi con alta copertura vaccinale- fanno sapere gli esperti- pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”. È necessario raggiungere infine una “elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione, per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità”, conclude il monitoraggio.

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