Siamo Mazara: “altro che Luna di miele, abbiamo ingoiato rospi”. Intervista di fuoco al presidente Calcedonio Iemmola

Tiziana Sferruggia

Siamo Mazara: “altro che Luna di miele, abbiamo ingoiato rospi”. Intervista di fuoco al presidente Calcedonio Iemmola

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martedì 16 Febbraio 2021 - 08:02
Siamo Mazara: “altro che Luna di miele, abbiamo ingoiato rospi”. Intervista di fuoco al presidente Calcedonio Iemmola

Noi siamo in opposizione al sindaco, a questa amministrazione, non alla città di Mazara….il rimpasto di Quinci  è una scelta scellerata fatta da parte di un sindaco che non ha capito la portata delle sue azioni. Lui si troverà adesso con un consiglio comunale ingestibile, spaccato, senza contare che parecchi della “sua” maggioranza non hanno apprezzato questo ribaltone”.

Calcedonio Iemmola

Dunque, il ribaltone è servito, anzi, meglio ancora, il “tradimento si è consumato”. Con parole amare, ma determinate, il presidente del Movimento Siamo Mazara, Calcedonio Iemmola, ha raccontato gli “ intrighi di Palazzo” che si sarebbero consumati a loro danno, ovvero all’interno di quel Movimento considerato l’unico apporto fondamentale del centrosinistra all’amministrazione mazarese. Sono volati gli stracci in consiglio comunale e ne abbiamo raccontato le dinamiche nella precedente intervista al sindaco Salvatore Quinci, https://itacanotizie.it/2021/02/09/mazara-tutti-al-centro-appassionatamente-quinci-non-e-cambiato-niente-restiamo-civici/, il quale, rimpastando la sua giunta, ha di fatto rimodulato l’andazzo politico iniziale spostando “l’asse politico verso la destra, verso Forza Italia  in particolare” per dirla con Iemmola. Il presidente di Siamo Mazara, senza troppe remore, non soltanto lo ha definito un ribaltone ma ha puntato il dito sulle incompetenze emettendo un giudizio severo sull’operato del primo cittadino mazarese.

Insomma, questo tradimento di cui tanto si parla fra le fila del Movimento Siamo Mazara si è consumato davvero oppure si è trattato di una quasi obbligata revisione, un tagliando di metà percorso ?

 Il tradimento c’è stato, eccome. Anzi, proprio lui, il sindaco,  si è fatto partecipe di un ribaltone a 180 ° in uno schieramento politico che, almeno in partenza, era diametralmente opposto. Siamo Mazara, pur essendo un Movimento Civico, rappresenta il centro sinistra.

Alle scorse amministrative avete appoggiato Quinci, si è trattato di elezioni in cui il civismo è stato predominante. Perché anche voi, pur essendo in larga parte tesserati del PD, avete scelto la “strada civica” ovvero senza simboli?

Abbiamo presentato una lista civica perché in quel momento, nel 2019, il PD locale attraversava difficoltà interne. Abbiamo “raccolto” ciò che restava del centrosinistra e abbiamo presentato una lista perché il progetto civico di questo personaggio nuovo che si affacciava nell’agone politico mazarese ci aveva convinto. In quel contesto storico, e penso a Giacomo Tranchida a Trapani, credevamo che un sano civismo unito alle forze più sane della politica locale, avrebbe potuto dare uno slancio allo sviluppo della città.

Ed è stato così?

Abbiamo preso più di 2000 voti e siamo stati determinanti per l’elezione del sindaco. Osservatorio Politico, guidato dal vicesindaco, ne ha presi appena 100 più di noi.

Poi però qualcosa non ha funzionato, da maggioranza siete passati all’opposizione.

Senza alcun motivo né necessità, Salvatore Quinci, abbagliato dalla circostanza che Tony Scilla sia stato nominato assessore, ha stoltamente pensato, con delle valutazioni politiche inaccettabili, che sarebbe stato meglio, o perlomeno più facile per le opportunità di Mazara, consegnare la sua amministrazione a forze che avevano perso le amministrative. Mi piace ricordare che Tony Scilla presentò una lista, Forza Italia, con la quale non riuscì a prendere neanche un consigliere comunale. Questo significa che ha avuto un giudizio pesantissimo da parte degli elettori mazaresi, per non parlare dell’altro assessore, Norrito, appena nominato dopo il rimpasto, espressione di Vito Torrente il quale, anch’esso, non ha avuto alcun consenso elettorale. Eppure, Quinci, ha preferito snaturare le basi di questa bella esperienza civica che avevamo messo su per inseguire null’altro che un sogno, una Chimera.

Secondo lei avere un assessore originario della città non è un vantaggio?

Quinci pensa questo perché probabilmente non è aduso alle attività politiche della Regione e dei fondi europei.

Ci spieghi meglio.

 Se fosse così, basterebbe avere un assessore della propria città e magicamente arriverebbero tutti i finanziamenti e tutte le agevolazioni e allora, tutte le altre città, le quali non hanno un assessore all’ARS, che dovrebbero fare?  Se è così, non c’è bisogno neanche che presentino progetti, non avendo un assessore, non otterranno niente. Io dico che si è trattata di una scelta scellerata da parte di un sindaco che non ha capito la portata delle sue azioni. Lui si troverà adesso con un consiglio comunale ingestibile, spaccato, per non dire che parecchi della “sua” maggioranza non hanno apprezzato questo ribaltone.

Però, il sindaco, nella recente intervista https://itacanotizie.it/2021/02/09/mazara-tutti-al-centro-appassionatamente-quinci-non-e-cambiato-niente-restiamo-civici/ ha detto che lui ha scelto di rimodulare la sua Giunta per poter realizzare i progetti che aveva promesso durante la sua “proletaria” campagna elettorale, rivolta cioè alle fasce più deboli. Penso alla struttura sociale che grazie a IACP sorgerà nel quartiere popolare di Mazara2. A detta del sindaco è stato lo stesso Tony Scilla il promotore di questa possibilità.

E quindi si tratta di un mercimonio, di uno scambio, una sorta di do ut des? Tu mi consenti l’attuazione del programma ed io, per ripagarti, piazzo, dentro la Giunta ( l’assessore Pietro D’Angelo ndr) l’uomo che è a te vicino? Credo che il pagamento chiesto da Tony Scilla sia stata l’estromissione di Siamo Mazara dalla Giunta perché è chiaro che noi, con un’astrazione democratica e partecipativa di centrosinistra, non l’avremmo mai approvata. Quinci ha acconsentito ed ha spostato a destra l’asse politico di questa amministrazione buttando fuori noi ma è stato un errore. Faccio l’ingegnere e mi occupo di finanziamenti pubblici e di fondi strutturali e so che l’unico modo per ottenere soldi è presentare progetti validi.

Perché vi siete sentiti “buttati fuori”?

Perché Quinci non ha condiviso con noi alcun passaggio. Se si è alleati bisogna farlo. Noi, fin dall’inizio, sapevamo di imbarcarci con elementi che in passato avevano appoggiato la giunta Cristaldi ma faceva parte del patto, anzi, sempre a detta di Quinci, durante la campagna elettorale, la presenza di Siamo Mazara, controbilanciava questa esposizione a destra perché lui stesso si sentiva un uomo di centrosinistra.

E non è così?

I fatti hanno dimostrato che non è così quando ha spostato a destra l’asse politico amministrativo della sua Giunta. Ora noi siamo all’opposizione e faremo un’opposizione dura.

Lei ha parlato di “passaggi mancanti”, ci spieghi Iemmola.

A conferma che la sua è stata un’azione subdola, dico che non ha avuto neanche il coraggio di confrontarsi con i movimenti e i partiti che lo hanno sostenuto. In modo particolare con la nostra forza politica, l’unica di centrosinistra che gli dava spessore politico anche a livello provinciale, pur di inseguire delle Chimere. Un sindaco di 60mila abitanti vale come importanza almeno 3 o 4 assessori regionali. Un sindaco che ha coscienza del proprio ruolo sa che rappresenta gli elettori del presidente della regione e degli assessori. E’ questo ha un peso, un valore intrinseco.

Ma voi, se avesse parlato di un’apertura verso Forza Italia, cosa gli avreste risposto?

Noi probabilmente gli avremmo risposto che non condividevamo questa scelta ma comunque doveva partire da questo confronto. Lui, con alcuni dei nostri che abbiamo espulso, (Giuseppe Palermo, Matteo Bommarito e Giacomo Mauro ndr) , ha organizzato un duro attacco sconclusionato all’assessore Ina Agate eppure, lo stesso Quinci, continua a dare attestati di merito alla stessa Agate che stava facendo un ottimo lavoro per le deleghe assegnate, rifiuti e risanamento finanziario.

Ci parli dei consiglieri Gioacchino Iemmola e Stefania Marascia, eletti fra le fila di Siamo Mazara e poi firmatari del documento regionale facente capo al Movimento Via, creatura indiscussa del senatore Nino Papania.

I fatti dimostrano che Gioacchino Iemmola e la Marascia, nonostante si sia costituito il gruppo Via a Mazara, siano sempre in Siamo Mazara e questo è un dato incontrovertibile.

Eppure si parlò di una loro “fuga” verso Papania

Si è trattato di un chiacchiericcio inutile, cose che si è inventato Peppe Palermo il quale ha avuto un atteggiamento “poco chiaro”  nei confronti del Movimento e per questo motivo, il Direttivo, ha deciso di espellerlo. Ci tengo a precisare che con Papania mi legano rapporti umani di amicizia, di stima. Anch’io, come lui, provengo dal PD. Ho anch’io incontrato Papania il quale mi ha parlato del Movimento Via. Si è trattato di un incontro, questo non significa che io abbia sposato il suo progetto. Personalmente, sono contento che lui  abbia superato tutti i suoi problemi giudiziari.

Che progetto ha, secondo lei, Papania?

Un progetto rivolto verso il centrodestra ed io sono un uomo di centrosinistra. Giuseppe Palermo, per esempio, è segretario del PD locale, anche Bommarito e Mauro sono esponenti del PD, eppure, sono soggetti che hanno tramato per mettere fuori Siamo Mazara e ora sostengono una giunta che si colorata di centrodestra. Questa è una cosa che dovranno spiegare anche al Segretario Provinciale del PD.

Insomma, questa Luna di miele, con Quinci è durata soltanto 18 mesi?

In realtà qualche rospo lo abbiamo dovuto digerire fin dall’inizio.

Ci parli del rospo.

Penso al ricorso alla Cassa di Deposito e Prestiti per la realizzazione di una piscina, una spesa di più di 3 milioni di euro, una spesa anacronistica, al di fuori di ogni senso logico.

Eppure la piscina serve ai bambini, alle persone in riabilitazione. Perchè è illogico avere una piscina in città?

E’ dimostrato che è un tentativo assolutamente fallimentare. Penso alle esperienze di gestione comunale fatte, ad esempio, a Marsala.

Il sindaco, durante l’intervista, ha detto che la sta realizzando. Ha anche avuto il vostro appoggio.

Sì, per dovere di maggioranza lo abbiamo appoggiato sebbene non condividendolo. Riteniamo che la piscina non porterà denaro. Ma noi, in tutti i modi, abbiamo cercato di farlo desistere.

E in che modo?

Gli abbiamo fatto notare che si tratta di un progetto datato e con criteri non attuali. Si tratta di una spesa enorme per un progetto che sarà, ripeto, fallimentare.

Lei parla di fallimento e sarebbe giusto che lei ci spiegasse in concreto perché è così pessimista

Questo tipo di attività devono farle gli imprenditori. Siamo in una fase storica in cui i comuni si vanno attrezzando sempre più alla gestione dei servizi e non verso la realizzazione dei servizi.  E’ anacronistico che un Comune si metta a fare l’imprenditore.

Un suo suggerimento.

Quand’è così, bisogna lanciare un “Progetto Financing”  in cui chiedi di cercare un partner che realizzi questa cosa e a cui darai dei benefit. Oggi si fa così. Cinquant’anni fa, si poteva fare diversamente. Del resto, la poca competenza di quest’amministrazione si vede anche da come stanno lavorando sul PUG (Piano Urbanistico Generale ndr). Ma di questo parlerò la prossima volta.

Può anticiparci, nel frattempo, qualcosa?

Hanno affidato al responsabile del procedimento, delle linee guida deliberate da un Consiglio Comunale del 2001 come se, la città, dal 2001 ad oggi, fosse stata imbalsamata e non avesse delle esigenze diverse. Non hanno idea su quali siano i bisogni della città.

Mi pare di capire che farete dura opposizione, presidente.

I consiglieri sapranno come meglio coniugarla. Io sono un moderato. Abbiamo coniato uno slogan dove c’è scritto: Noi siamo in opposizione al sindaco, a questa amministrazione, non alla città di Mazara. Se ci saranno degli Atti Deliberativi che meriteranno il nostro apporto, ritengo che i consiglieri Iemmola e Marascia sapranno come valutarli non assumendo posizioni barricadere, senza cadere mai sul personale e cercando di alzare il livello politico della città rimarcando le manchevolezze strutturali prima ancora che politiche di questa amministrazione.

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