L’Arco alle Saline Genna con “Istruzioni per diventare Tiranno”, intervista a Giacomo Frazzitta

redazione

L’Arco alle Saline Genna con “Istruzioni per diventare Tiranno”, intervista a Giacomo Frazzitta

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giovedì 06 Agosto 2020 - 07:30
L’Arco alle Saline Genna con “Istruzioni per diventare Tiranno”, intervista a Giacomo Frazzitta

L’associazione culturale Arco porterà in scena “Istruzioni per diventare Tiranno” domani sera, 7 agosto, nell’ambito della rassegna “a Scurata, cunti e canti al calar del sole – Memorial Enrico Russo”, organizzata dal MAC, Movimento Artistico Culturale, nella suggestiva location delle Saline Genna. Rassegna che gode del patrocinio del Comune e del supporto degli sponsor Cantine Pellegrino, MediPower, Selmar e dei media partner Marsala C’è, itacanotizie.it e La Tr3 Canale 616. Uno spettacolo che andrà in scena alle 19.15 (sold out) e in replica alle 21.15 (ci sono ancora posti). Scritto, diretto e interpretato da Giacomo Frazzitta, con la presenza sul palco di Federico Caruana e Lea Fazio, suoneranno Francesco Rallo (piano), Giuseppe Lo Grasso (basso), Roberto Gervasi (percussioni, membro degli Shakalab) e Aldo Bertolino (tromba, sue anche le musiche originali). La scenografia è curata da Giovanni Falco, regia luci Bettina Gandolfo, costumi Giusy Curcio e Patrizia Giacalone. Per l’occasione abbiamo intervistato la colonna dell’Arco e fondatore del MAC, Giacomo Frazzitta.

“Istruzioni per diventare Tiranno” è un titolo alquanto eloquente.

Racconta i tempi che viviamo, le democrazie stanno diventando fragili e la poca memoria della storia ci sta portando verso forme autoritarie di estrema destra a livello mondiale. La pandemia – seppur per un fine nobile – ci ha dato prova della limitazione della libertà. “Istruzioni per diventare Tiranno” racconta di Dioniso I, tiranno di Siracusa, che il nostro territorio ha conosciuto con l’assedio di Mozia. Lo spettacolo è stato messo in scena per la prima volta al Teatro Antico di Segesta e avrà uno stile a tratti serio e a tratti ironico, tipico dei “cuntisti”, intriso di storia, con aneddoti veri. Con questo vogliamo dire che la storia si ripete; Dionisio aveva idee simili a quelle di alcuni politici attuali, come un certo modo di gestire la Sicilia.

Lo porterai in scena con l’Arco, associazione molto longeva. Qual è il segreto?

L’Arco il prossimo anno compirà 30 anni, abbiamo già in programma degli eventi speciali. Il segreto è sentirsi parte di una famiglia. L’Arco ha visto passare centinaia di musicisti, attori, artisti; tuttora ricordiamo i momenti vissuti insieme. Siamo un percorso di vita. In questo spettacolo ci accompagneranno i danzatori di Tersicore, nonchè Lea Fazio che sarà Mozia e il giovane Federico Caruana, un talentuoso 20enne permeato con la polvere del palcoscenico. Vi svelo una chicca: il finale sarà lasciato alla voce di Enrico Russo, che così sarà con noi.

Il connubio tra pubblico e privato di cui tanto si parla nell’organizzazione di eventi, nella vostra esperienza, è una carta vincente?

Assolutamente sì. La Scurata non è stata mai finanziata dal pubblico ma dal privato, grazie agli sponsor. Il Comune di Marsala è intervenuto logisticamente. Ma la grandezza sta nella forza del MAC di organizzarla.

Qual è il motto del Movimento Artistico Culturale?

Il nostro motto è stare uniti, non criticare l’altro. Ognuno di noi ha un modo di esprimersi diverso e un pubblico specifico. Quello che conta è il talento, l’aspetto oggettivo, quello soggettivo mettiamolo da parte. Per questo possono fare parte del movimento tutte le associazioni che hanno 15 anni di storia, ma siamo pronti a collaborare con tutti. Contano le proposte e ‘a Scurata’ è per tutti i palati.

Non è mancata qualche polemica attorno al movimento.

Molti si reputano grandi artisti e sono accecati. Invece è l’unione che fa la forza, collaborando, avendo buon senso e progetti seri. Il professionismo è una modalità di esercizio di un’attività; posso aver studiato nelle migliori scuole del mondo ma non avere talento. Il talento è innato, l’arte non può essere impacchettata.

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