Intervista al viceministro Cancelleri:«vi dico la mia su Alitalia, Birgi, Comiso, Infrastrutture ed amministrative di Marsala»

Tiziana Sferruggia

Intervista al viceministro Cancelleri:«vi dico la mia su Alitalia, Birgi, Comiso, Infrastrutture ed amministrative di Marsala»

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martedì 16 Giugno 2020 - 09:53
Intervista al viceministro Cancelleri:«vi dico la mia su Alitalia, Birgi, Comiso, Infrastrutture ed amministrative di Marsala»

Lo abbiamo “beccato” mentre era in partenza dall’aeroporto “Falcone Borsellino” alla volta di Roma. Il viceministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, siciliano doc, ha risposto con affabilità alle domande sui temi “caldi” che hanno animato ultimamente lo scenario locale.  Non si sono infatti ancora placate le polemiche e le sfuriate verbali sui social suscitate dall’intervista rilasciata al nostro giornale da un anonimo pilota Alitalia (leggi qui) che si è pronunciato sulla crisi dell’aeroporto di Birgi e, come se non bastasse, Birgi ha “rischiato” di aprire il 14 luglio (giorno da presa della Bastiglia per intenderci). Da Birgi a Comiso, da Alitalia a Ryanair, dalla via Milo alla bretella Birgi Mazara, dalla crisi dei cinquestelle alle elezioni marsalesi del prossimo 4 ottobre, ecco come la pensa il viceministro Giancarlo Cancelleri

Viceministro, nel giro di pochi giorni 2 docce fredde per la già compromessa economia del territorio legata al turismo: Alitalia abbandona l’aeroporto di Birgi e il paventato slittamento dell’apertura dello stesso scalo al 14 Luglio. Ci vuol dire perché Birgi era nella lista degli aeroporti “rimandati” e non fra quelli autorizzati?

Il provvedimento che doveva autorizzare all’apertura degli aeroporti chiusi per l’emergenza Covid19, è stato preso attraverso un accordo che il governo ha fatto con l’Associazione che si occupa di rappresentare gli aeroporti ovvero Assoaeroporti. Era stato concordato con il governo che tutti i nostri scali che avessero voluto riaprire avrebbero dovuto comunicarlo all’ENAC. Ribadisco che solo chi lo avrebbe comunicato entro i tempi stabiliti poteva riaprire. Il Decreto, tra l’altro, è scritto benissimo.

Però se Linate, Birgi e Comiso, non erano presenti nella lista pubblicata nel Decreto governativo che autorizzava invece l’apertura degli altri aeroporti italiani, qualcosa non ha funzionato.

Per quanto riguarda Linate, l’autorità di gestione degli aeroporti di Milano ha deciso, in questa fase, di utilizzare Malpensa e non Linate. Per quanto riguarda i 2 scali siciliani, invece, le cose sono andate diversamente.

Ovvero?

Stamattina, (15 Giugno ndr)  ho chiesto al presidente dell’ENAC, Nicola Zaccheo perché Trapani e Comiso non fossero nell’elenco degli aeroporti autorizzati ad aprire e mi ha risposto che con Comiso stanno ancora dialogando perché, in realtà, l’aeroporto “Pio La Torre” non voleva aprire subito ma il 21 Giugno. Invece, sono rimasto stupito per quello che mi ha risposto in merito a Birgi. In pratica, Airgest, la società aeroportuale che gestisce lo scalo Trapani Birgi ha mandato la richiesta di autorizzazione il 15 Giugno mattina e si capisce che era in forte ritardo. E dunque per questo motivo, l’apertura era stata rimandata al 14 Luglio.

Dunque a Birgi non si sono organizzati in tempo per chiedere l’autorizzazione?

Quando è uscito il Decreto governativo si sono resi conto che si erano dimenticati di chiedere l’autorizzazione e almeno è questo che mi a raccontato ENAC e non ho motivo di dubitare che mi abbiano detto la verità. Infatti la richiesta dell’Airgest è datata 15 Giugno.

Si tratta di una dimenticanza che ha rischiato di inficiare tutto il lavoro fatto e pubblicizzato finora?

Certo, è così. Stamattina, (15 Giugno ndr) per volere andare oltre, ho chiamato il presidente Airgest Salvatore Ombra e Giuseppe Mistretta, presidente della SOACO che gestisce Comiso.

Cosa vi siete detti?

Ho detto loro che mi sarei attivato subito. ENAC, immediatamente ha analizzato entrambe le richieste e ha passato tutto il carteggio al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per fare la nota di riscontro e poter dare il disco verde ai 2 aeroporti. Il problema è un altro, semmai.

Salvatore Ombra Airgest

Quale?

Queste cose possono essere fatte senza fare polemiche come ha fatto Comiso o in altro modo, ovvero creando tensioni. Aggiungo, comunque, che ho un buon rapporto con entrambi i presidenti.

I Cinquestelle sono spesso accusati di voler far chiudere l’aeroporto di Birgi. Viceministro, cose risponde a queste accuse?

Ricordo che io sono quello che ha firmato un provvedimento per il DDL Rilancio, per la conversione in aula, che dà la possibilità, per tutto il 2020, ai piccoli aeroporti, sotto un milione di abitanti, che non ci sia più la tassa per gli oneri di imbarco. Questo significa rendere gli aeroporti di Comiso e di Birgi estremamente  concorrenziali nei confronti di Palermo e di Catania. Questo non mi pare che significhi voler affossare Birgi.

Lei pensa che Birgi sia utile al territorio?

Io voglio che ci sia l’aeroporto di Birgi e voglio che la provincia di Trapani sia ben servita come trasporti. Non voglio scegliere fra aereo o treno, voglio entrambi. Io voglio che entro 2 anni il collegamento Palermo Trapani via Milo sia ripristinato. Il Ministero ha stanziato 150 milioni di euro per i lavori non solo di ripristino della via Milo ma anche quelli concernenti l’elettrificazione. La scorsa Estate ho preso quel treno che parte da Trapani e passa da Castelvetrano. E’ una littorina a gasolio, ed è una vergogna. E’ da cittadini di serie Zeta, è inaccettabile.

Su questo non ci sono dubbi. Di che tempi stiamo parlando per l’inizio dei lavori?

I lavori stanno per essere appaltati. I soldi ci sono per fare tutto quello che è necessario. Dico anche che questo non basta, che bisogna migliorare ancora di più

Cosa altro occorre fare secondo lei?

Stiamo lavorando con ANAS. Vorrei che finalmente si concludesse quella parte di scorrimento veloce che da Birgi arriva fino a Mazara del Vallo.

La famosa “bretella”, viceministro, l’oramai leggendaria via di collegamento che dovrebbe bypassare il centro abitato di Strasatti e le varie contrade per raggiungere da Mazara sia Marsala che l’aeroporto?

Sì, esattamente. C’è un primo lotto sul quale stiamo già lavorando ed è finanziato ed un’altra parte che dovremmo cominciare a lavorarci e raccogliere i denari. Voglio andarmene da questo Ministero avendo messo a punto dei lavori che prima non c’erano, che non sono stati fatti, rendendo orgogliosi i miei conterranei per avere avuto, in me, una persona che ha lavorato per loro. Mi sto occupando comunque anche di altre realtà, in tutta Italia. In questo momento sono in difficoltà l’aeroporto di Reggio Calabria, l’aeroporto di Crotone, quello di Brindisi, quello di Trieste. Mi piacerebbe che però si lavorasse mettendo in atto rapporti istituzionali sinceri e non usati strumentalmente per campagne elettorali, ad esempio.

Secondo lei, con Alitalia come finirà?

Io spero di riportare Alitalia a Trapani.

Questo sarà possibile?

Sull’aeroporto di Birgi, i numeri di Alitalia non sono messi proprio bene. I voli Trapani Roma e Trapani Milano sono costantemente in perdita. Alitalia dice che ci perde 2 milioni di euro ogni anno per ognuna di queste 2 rotte per un totale di 4 milioni. Però, grazie alla convenzione che potrebbe stipulare con il Comune di Marsala grazie al bando che si è  aggiudicata, potrebbe recuperare 300 mila euro per tratta. Sarebbe comunque sempre fuori per 1 milione e 700 mila euro. A fare questi discorsi, però, si incappa in quello che solitamente la gente pensa, cioè che noi come Stato diamo da 20 anni soldi all’Alitalia per sostenerla.

In effetti è così, non crede?

La politica predatoria, quella becera, faceva fare ad Alitalia proprio queste tratte in perdita. Io credo che se si danno i soldi ad un’azienda di Stato non gli si debba far perdere i soldi, anzi ,si deve cercare di mettere i servizi in pari. E poi mi chiedo perché se si è fatto il comarketing per Ryanair non si possa fare anche per Alitalia? Se davvero vogliamo che questa compagnia aerea voli su alcuni scali dobbiamo anche scendere a questo tipo “compromessi” anche se assolutamente legali, per carità di Dio.  

Comarketing ad Alitalia, è quasi rivoluzionario. Finora si è pensato ad un aiuto rivolto solo alle low cost

Infatti è’ sbilanciato. Si è scelto di dare tutto alle low cost e niente all’Alitalia che è una compagnia come tutte le altre. Fa un servizio e se ci perde non può più effettuarlo.

Premesso che nel passato, grazie al basso costo dei biglietti aerei della Ryanair, in provincia di Trapani c’è stato un incremento dei turisti, secondo lei, se ad Alitalia dessero anche i soldi del comarketing, si potrebbe ipotizzare un abbassamento del costo dei biglietti Alitalia?

Io credo che grazie al comarketing si riuscirebbe a mantenere le rotte. Io credo che se c’è la volontà da parte delle istituzioni di volersi sedere ad un tavolo io sono convinto che le compagnie serie come Alitalia potrebbero studiare un piano che possa permettere a tutti di non perdere dei soldi e di dare anche al territorio dei servizi convenienti per tutti. A me quello che spaventa è che stiamo demonizzando una compagnia aerea senza accorgerci di quello che succede intorno.

Vuole spiegarci cosa accade esattamente “intorno”?

Una cosa che rischia di restare sottotraccia. Trapani è oggetto di continuità territoriale. Lo Stato, insieme alla Regione, ha finanziato 50 milioni di euro, 25 milioni li abbiamo messi su Comiso e 25 su Birgi per consentire la continuità territoriale per i prossimi anni. In pratica è possibile accedere a quasi 8, 5 milioni di euro all’anno. Da Trapani partono 6 rotte importanti, penso a Trieste, Bologna, Napoli, Brindisi, ecc. ma sa cosa ha fatto Ryanair?

Cosa ha fatto?

Ha impugnato il bando di gara per la continuità territoriale facendo ricorso al TAR con la richiesta di sospensiva. E’ assurdo. Noi stiamo andando avanti come Ministero ma fino a quando il TAR non si pronuncia ci pende questa spada di Damocle sulla testa. Abbiamo la coscienza a posto perchè noi, dal 1 Novembre, vogliamo volare su Trapani a tariffe agevolate.

Cosa intende esattamente per “tariffe agevolate”?

Significa poter venire in Sicilia (e anche a Trapani dunque) “da e per” quelle 6 destinazioni ad un costo di biglietto fissato a 60 euro più IVA. Se Ryanair dovesse vincere il ricorso andrebbero all’aria quei 25 milioni su quell’aeroporto e mi riferisco anche a quello di Comiso. Mi chiedo a chi serva questa cosa e soprattutto perché demonizziamo una compagnia piuttosto che un’altra. A furia di ricorsi non si sta più andando avanti e mi dispiace.

Perché secondo lei Ryanair ha impugnato il bando per la continuità territoriale?

Perché sostiene che quelle rotte lì sono competitive e non avevano bisogno della continuità territoriale. Credo che invece le motivazioni siano altre.

Quali sono secondo lei?

Quelle sono tratte che già effettua Ryanair e quindi paradossalmente, con quei 25 milioni di euro messi a disposizione, potrebbe presentarsi un competitor che toglierebbe loro quella fetta di mercato. La continuità territoriale ci è riconosciuta dall’Europa in quanto isolani, distanti da tutto, insomma. Io mi chiedo perché non partecipino direttamente alla gara dato che 25 milioni di euro sia una fetta cospicua di denaro che può fare comodo. Del resto, anche i ricorsi della Ryanair sono legittimi.

Lei fa il tifo per Birgi, insomma?

E’ innegabile che quando l’aeroporto ha funzionato c’è stato sviluppo economico. Secondo lei è normale che una parte politica voglia affossare il territorio? A quale scopo dovrebbe farlo?

Eppure, spesso, da parte anche di esponenti politici più o meno celatamente si fa riferimento a voi come non proprio “agevolatori” dell’aeroporto. Che ne dice?

Da coloro che hanno governato il territorio per anni sentir dire che la colpa dei problemi dell’aeroporto è dei Cinquestelle, fa abbastanza ridere.

Cambiamo argomento, viceministro. Secondo lei la frattura all’ARS nei Cinquestelle è avvenuta perché è andato via lei?

Credo che abbiano perso di vista le cose che univano e concentrati su quelle che dividevano. A me dispiace per quelle 5 persone ( Foti, Mangiacavallo, Pagana, Palmeri e Tancredi ndr)  ma se sono convinte di fare quel percorso che lo facciano. Io spero che non facciano la fine dei limoni col pesce, che dopo essere stati spremuti vengono buttati via.

A livello nazionale, secondo lei, cosa sta succedendo nei Cinquestelle? Che messaggio si sente di dare a chi ha creduto in voi?

In questo momento noi siamo rivolti a risolvere i problemi del Paese che in questo momento sono tantissimi anche per l’emergenza scaturita dal Covid19. Questi problemi hanno la priorità sui problemi interni al Movimento. Io mi preoccupo di risolvere i problemi dell’aeroporto di Birgi e di mettere a segno un piano che possa rimettere in piedi l’economia della Nazione. Sinceramente, la diatriba fra Alessandro Di Battista e Beppe Grillo, seppur legittima e con segnali che possono lanciare appelli importanti ai nostri sostenitori, non interessi al 90% dei cittadini italiani che in questo momento hanno difficoltà economiche.  Mi pare che sia una cosa per addetti ai lavori. Il Paese sta guardando da un’altra parte. E’ questo il momento di prendere decisioni importanti per far andare avanti il Paese ed è quello che sta facendo il Premier Giuseppe Conte.

Ad Autunno ci saranno le elezioni a Marsala per eleggere il sindaco. Il candidato Cinquestelle è il consigliere comunale Aldo Rodriquez. Lo appoggerà?

Aldo è il candidato che è stato scelto dal Movimento e lo dico fortemente. Venerdì scorso (12 Giugno ndr) sono stato a Marsala per fare un incontro con lui e cominciare a studiare quella che potrebbe essere la campagna elettorale. Voglio essere accanto a lui, dargli una mano. Marsala è il Comune più grande e più importante che va al voto ed è un’occasione dove ci giochiamo il tutto per tutto. Gli avversari sono forti e conosciuti. Sarà la gente a decidere se sono “nuovi o vecchi”.

Correrete da soli?

Stiamo cercando di sviluppare strategie per fare delle alleanze elettorali con altri Movimenti e Liste Civiche. Alcuni dialoghi sono ancora in fase embrionale. Vediamo cosa ne verrà fuori.

Tiziana Sferruggia

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Un commento

  1. Quindi Alitalia è una ‘compagnia aerea come tutte le altre’? Quindi il fenomeno delle compagnie low cost, e di Ryanair in particolare, che ha rivoluzionato la mobilità dei cittadini europei e non solo, rendendo il trasporto aereo diffuso e popolare, e fattore di sviluppo per numerosi territori prima trascurati dal turismo, non è mai esistito? Quindi la politica del M5S è gettare i soldi del contribuente in voli di ‘continuità territoriale’ tra aeroporti minori che non interessano a nessuno? E di riportare a Birgi Alitalia e non le low cost? A posto siamo…

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