Indagato Pulvirenti, sigilli alla società che controlla i supermercati Fortè

Gaspare De Blasi

Indagato Pulvirenti, sigilli alla società che controlla i supermercati Fortè

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giovedì 13 Febbraio 2020 - 09:46
Indagato Pulvirenti, sigilli alla società che controlla i supermercati Fortè

La sua società più importante, la Meridi srl, è rimasta sommersa dai debiti nei confronti dell’Erario e dell’Inps: 90 milioni di euro, che avevano fatto scattare la dichiarazione di insolvenza da parte del tribunale fallimentare. Ora, Antonino Pulvirenti, patron del Catania Calcio, è indagato per bancarotta fraudolenta. Questa mattina, gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Catania hanno notificato all’imprenditore un provvedimento di sequestro della Meridi srl, società del gruppo Finaria, la cui capogruppo (Finaria spa) ha come azionista di maggioranza Pulvirenti.

La Meridi è titolare di una catena di supermercati Fortè in tutta la Sicilia, oggi al centro di una vertenza. Sono scattate anche perquisizioni in varie società. Perquisito pure lo studio di un commercialista a Messina e di un legale internazionale a Roma. L’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Fabio Regolo e Alessandra Tasciotti, ipotizza che l’imprenditore abbia nascosto parte del suo impero, per non pagare i debiti con l’inps e con l’Erario. Le indagini del nucleo Pef stanno cercando le tracce di quel tesoro nella documentazione sequestrata oggi.

Gli interessi di Pulvirenti spaziano dalla grande distribuzione al settore turistico alberghiero. Ha 58 anni, è originario di Belpasso, è stato al centro delle cronache anche per il crack ‘Wind Jet’ la compagnia aerea low cost da lui stesso fondata nel 2003. Dall’11 agosto 2012, fallita a causa di problemi finanziari, la compagnia ha smesso di volare. Nel luglio del 2015 la procura di Catania iscrive nel registro degli indagati 14 persone, tra cui i vertici della società con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Pulvirenti insieme con l’ad Stefano Rantuccio, viene arrestato nel gennaio 2016 dalla Guardia di finanza. Secondo l’accusa avrebbero aggravato lo stato di dissesto della ‘Wind Jet’ per oltre 160 milioni di euro, tramite operazioni dolose compiute a partire dal 2005.

Nell’estate prevedente, Pulvirenti era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta ‘I treni dei goal’ sul calcio scommesse e la compravendita delle partite del Catania.

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