Da discarica a Teatro: arrivano i finanziamenti per completare il Pardo di Fontanelle. Soddisfatto Giovanni De Santis

redazione

Da discarica a Teatro: arrivano i finanziamenti per completare il Pardo di Fontanelle. Soddisfatto Giovanni De Santis

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giovedì 21 Novembre 2019 - 06:48
Da discarica a Teatro: arrivano i finanziamenti per completare il Pardo di Fontanelle. Soddisfatto Giovanni De Santis

Inaugurato e ufficialmente aperto al pubblico nel dicembre del 2016, il Teatro Pardo di Contrada Fontanelle-Milo a Trapani può essere considerato l’emblema del presidio di frontiera. Recuperato in tempi brevissimi, dopo 25 anni di completo inutilizzo che l’avevano trasformato in un ricettacolo di spazzatura e di erbacce era il simbolo di un degrado periferico che denunciava lo stato di disattenzione ed abbandono nei confronti anche del quartiere popolare in cui sorge.

Il lavoro caparbio di Giovanni De Santis, deus ex machina di tutta l’operazione, ha fatto sì che anche la seconda trance dei finanziamenti arrivassero per completare il faticoso, quasi visionario progetto del pragmatico direttore artistico dell’ Ente luglio Musicale Trapanese, il quale, a fine intervista, ha precisato che “senza un saldo ancoraggio ai principi della gestione aziendale non si possono portare avanti iniziative culturali”.

Dalla Lucia di Lammermoor con cui era stata inaugurata la riapertura, qualcosa si è mosso. Finalmente è arrivato questo benedetto finanziamento per completare un’opera di risanamento iniziata già tre anni fa. Tutti i tasselli sono andati a posto, direttore De Santis?

Abbiamo trasformato in poco tempo il Teatro Pardo da discarica, da ricettacolo di spazzatura e di guano, in una struttura fruibile al pubblico. Qualche mese fa avevamo partecipato al bando “Teatri di Sicilia” portando avanti un lavoro già iniziato ma stavolta, rimodulandolo in maniera molto più interessante ed organica.

Ci spieghi meglio.

All’inizio avevamo fatto il progetto di trasformazione del Pardo in Teatro Multifunzione, dunque era necessario sistemare il tetto, ingrandire la galleria e portarlo a 550 posti ma poi anche cablarlo con una cabina di regia in modo tale che questo Teatro potesse essere utilizzato anche come Teatro di posa oltre che per ospitare rappresentazioni di opere musicali e di prose.

Ovvero per set cinematografici?

Sia per set cinematografici che per la produzione di prosa ma anche come Teatro laboratorio nel quale anche cantanti, ad esempio, possano venire per realizzare il loro CD. Zucchero, per esempio, ma questo vale anche per altri cantanti di musica pop, notoriamente affitta il teatro di Saint Moritz che gli costa 80 mila euro per un mese. Potrebbe venire qui e trovare un sistema di riprese efficiente e realizzare qui il suo CD nella sala di registrazione. Insomma il Pardo dovrebbe diventare un Teatro- impresa che eroga servizi dove è possibile effettuare registrazioni audio e video e montaggi in post produzione. Per tornare alla domanda, potrebbe essere usato anche come set cinematografico. Le compagnie di artisti potrebbero provare qui, trovando un teatro già allestito senza problemi di alloggio .

Gli artisti dove alloggerebbero, De Santis?

Nella foresteria annessa con 25 posti letto. Questa foresteria servirà anche per le residenze artistiche, per i Campus musicali , e come già detto diventerà un sistema organico.

Ci parli del bando a cui avete partecipato.

Sì, abbiamo partecipato al bando Teatri di Sicilia e siamo stati fra i finanziati.

Quanto riceverete?

Noi avevamo chiesto 300 mila euro e ce ne daranno 231 mila.

Basteranno per completare l’opera?

Non basteranno ma il Luglio Musicale metterà un cofinanziamento per completare le opere necessarie.

Tutte cose che vi spingono a continuare.

Sì, ma c’è anche una nota amara.

Qual è?

Quest’anno abbiamo dovuto di nuovo fare ricorso contro la Regione Siciliana.

Perché?

Al solito, nell’avviso pubblico per la fissazione dei criteri di assegnazione dei contributi del Fondo Unico Regionale dello Spettacolo hanno inserito le solite clausole che proteggono i grandi Teatri della Regione, di Palermo, di Messina, di Catania, in danno del Luglio Musicale Trapanese.

Perché avviene questo, De Santis?

Lo fanno per proteggere i loro Teatri anche perché oramai il Luglio è diventato molto performante rispetto ai Teatri pachidermi che non hanno flessibilità di gestione. La legge istitutiva del Fondo Unico Regionale dello Spettacolo stabilisce che i contributi vengono assegnati in base alle performance e non alla grandezza. Il Luglio Musicale è molto più agile ed ha una struttura aziendale elastica mentre quei “Pachidermi” sono abituati a prendere soldi stando fermi.

Sono un po’ pigri, De Santis, adagiati nelle loro sicurezze?

Sì e vanno perdendo terreno. Le dico che noi l’anno scorso abbiamo avuto 3 punti in meno rispetto al Teatro Massimo ma a quest’ultimo sono stati destinati 1 milione e 100 mila euro mentre il Luglio ne ha presi 400 mila. L’anno scorso avevo detto che non avrei fatto ricorso ma che mi sarei aspettato un trattamento diverso per quest’anno. Non hanno mantenuto la promessa e quest’anno gli abbiamo impugnato il decreto.

Al Pardo vanno in scena spettacoli di alto livello, la Gattomachia e Pierino e il Lupo tanto per citarne due.

Abbiamo già fatto alcuni spettacoli e altri ce ne sono in programma. Tre settimane fa è andata in scena “La prova di un’opera seria” di Francesco Gnecco, un’opera buffa dell’800, molto particolare che narra del rapporto fra il backstage, il palco e la scena. L’oggetto dell’opera è la produzione dell’opera stessa e raramente è rappresentata. E’ inserita nel contesto delle produzione di opere che non sono nel grande repertorio. Sono opere poco praticate in Italia sulle quali il Luglio musicale si sta specializzando e sta creando un suo proprio filone. Da tempo nel quadro nazionale ci qualifichiamo per questo motivo perché mettiamo in scena opere da camera, opere particolari che non sono molto rappresentate. La Gattomachia e Pierino e il Lupo, in scena giovedì 21 novembre, sempre al Pardo, di Orazio Sciortino, sono state rappresentate anche al Teatro della Scala di Milano. In “Pierino e il Lupo”, gli animali sono rappresentati dagli strumenti mentre la Gattomachia è diversa. Lì la voce recitata e gli strumenti creano l’ambientazione e la suggestione. Il gatto arrabbiato per esempio è rappresentato dai contrabassi che ruggiscono. Sono 2 modalità diverse di rappresentare il mondo musicale con gli animali e gli animali con la musica.

Lei è famoso per essere un instancabile organizzatore capace di coniugare creatività e realismo pragmatico, due qualità difficili da riscontrare nella stessa persona. La stagione estiva a “Villa Margherita” è ormai un appuntamento immancabile atteso da melomani ed amanti del Teatro. Un bilancio e un cenno di futuro.

Quest’estate abbiamo avuto un incremento notevole di pubblico e di incassi al botteghino e soprattutto abbiamo avuto una visibilità nazionale di lusinghiero rilievo. Siamo per questo molto soddisfatti.

Hanno parlato di voi anche i giornali nazionali.

Sì, abbiamo avuto anche dei servizi Rai e SKY. Abbiamo tanti media partnership importanti. Quest’anno abbiamo avuto Rai5, Rai Cultura, Radio 3 Rai, SKY Classica HD, Sipario .it.Teatro.it. Tutte le grandi testate della cultura italiana sono state media partner del Luglio. Abbiamo avuto uno speciale su Rai5 di 30 minuti e su SKY classica, un servizio di 20 minuti.

Allora si continua, De Santis?

Anche nelle difficoltà e nel sacrificio, andiamo avanti. Lottiamo anche contro chi non ha il coraggio di mantenere le proprie posizioni e non mantiene le promesse.

Tiziana Sferruggia

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