Addio tonnara…Il governo riduce le quote di pesca, l’azienda Castiglione sospende le attività

redazione

Addio tonnara…Il governo riduce le quote di pesca, l’azienda Castiglione sospende le attività

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Friday 31 May 2019 - 17:24

Nei giorni scorsi, aveva destato stupore e curiosità la notizia che la Lega era risultato, al netto di un forte astensionismo, il partito più votato in alcuni Comuni siciliani, tra cui San Vito Lo Capo e Favignana. Nelle Egadi, la lista guidata da Matteo Salvini ha infatti ottenuto il 29,11% dei consensi, facendo meglio di Forza Italia, Pd e Movimento 5 Stelle. Proprio un esponente leghista, Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole, ieri ha sottoscritto un decreto che riduce drasticamente la quota di tonno rosso già assegnata in maniera indivisa con un altro decreto, risalente allo scorso 17 aprile. Di fatto il decreto del Ministero delle politiche agricole ha cambiato in corsa le regole del gioco. In soli due articoli,  è stato ribaltato il contenuto del precedente decreto di assegnazione delle quote tonno, assegnando alla tonnara di Favignana appena 14 tonnellate sulle già esigue 357 a disposizione dei cinque impianti italiani. Una quantità assolutamente insufficiente per la sostenibilità economico finanziaria delle attività di pesca.

Alla luce di ciò, l’azienda Nino Castiglione ha annunciato la sospensione delle attività di pesca con la Tonnara di Favignana, avviate ad inizio maggio dopo un’interruzione di dodici anni.

La notizia ha creato sconcerto nel mondo politico e imprenditoriale.

“Chiederemo al ministro – dichiara Gregory Bongiorno, vicepresidente di Sicindustria – un provvedimento urgente per scongiurare gli effetti catastrofici del decreto emanato ieri. Curioso che il principio di equità, sottolineato più volte nelle premesse del decreto, venga poi usato per giustificare un’assegnazione tardiva e che penalizza soltanto la Sicilia. Infatti, alle aziende sarde sarà assegnata una quota per circa 340 tonnellate a fronte delle 14 tonnellate assegnate alla Sicilia”.

Duro il commento del sindaco della Egadi Giuseppe Pagoto: “Riteniamo una vera follia, ancora più grave perché attuata in piena campagna di pesca del tonno rosso e con le rete già calate, la modifica dell’assegnazione delle quote. Un provvedimento che, se confermato, si rivelerebbe un danno che investe molteplici aspetti, ambiti e interessi diretti ed indiretti. Per tale motivo chiediamo con urgenza al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Senatore Gian Marco Centinaio, di intervenire per fare chiarezza a tutela dell’attività intrapresa dall’azienda Castiglione e dell’intero Arcipelago delle Egadi, e siamo pronti a qualunque iniziativa a tutela dell’immagine e del grande lavoro svolto. Siamo pronti oltremodo alla mobilitazione per la difesa di un’attività strategica e fondamentale per la nostra economia, per il cui ritorno abbiamo lavorato e ci siamo battuti”.

“Chiediamo al Governo regionale e a quello nazionale di intervenire – aggiunge il presidente del Consiglio comunale egadino Ignazio Galuppo – dopo aver affrontato, anche in sinergia, e con profondo senso di responsabilità la questione; è impensabile stroncare in questo modo l’avvio di un’attività fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio, attorno alla quale si erano mossi gli entusiasmi, le aspettative e ogni progettualità legata a un indotto che dal ritorno dell’attività di Tonnara aveva già ricevuto benefiche influenze per il nostro Arcipelago. A nome dell’intero Consiglio Comunale esprimo sgomento per quanto appreso in data odierna e per la conseguente decisione assunta dall’azienda Castiglione, che si ritrova costretta ad abbandonare un progetto di carattere prioritario e di rilievo assoluto. Confidiamo nella risoluzione della vicenda nell’interesse generale delle Egadi”.

Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino: “Una Regione vocata alla Pesca come la Sicilia, con una tradizione di saperi, usi e tecniche che si tramandano nonostante le difficoltà di un comparto sempre più sterile, non può subire l’affronto di una ripartizione delle quote tonno per ciò che concerne la Tonnara di Favignana, che ne mortifica e compromette l’attività futura. Invito il Sottosegretario leghista Manzato a riflettere sull’infelice riduzione, perché da marsalese, non posso accettare che si leda così l’economia di un territorio”.

“La vicenda della tonnara di Favignana – commenta Eleonora Lo Curto (capogruppo Udc all’Ars) – è l’emblema di come Salvini & co intendano ripagare i siciliani per i consensi ricevuti alle ultime elezioni europee. La riduzione delle quote tonno per Favignana è un volgare sfregio all’economia del nostro territorio. È il piatto avvelenato che viene servito in salsa leghista all’azienda “Nino Castiglione”, realtà imprenditoriale strategica che era riuscita a riaprire la tonnara restituendo a Favignana e al tutto il trapanese storia, identità, cultura e speranza di futuro. Oggi la Lega di Salvini assesta un colpo mortale a questi imprenditori e a tutti noi che crediamo fortemente nella ripresa della pesca del tonno rosso, mentre i giapponesi fanno incetta del nostro prezioso prodotto ittico con i loro sistemi satellitari e le tonnare volanti. Esprimo sdegno ed indignazione per questo scippo ricordando la battaglia fatta durante la mia prima legislatura per fare approvare la legge che abolisce i diritti esclusivi di pesca nel mare di Sicilia per i quali i tonnaroti fino a quel momento pagavano l’affitto del mare alla famiglia Parodi di Genova. La protesta dei tonnaroti con in testa il compianto rais Gioacchino Cataldo arrivò a Palazzo dei Normanni grazie a me, comprai io le cravatte per farli entrare in parlamento ed assistere all’approvazione della legge. Oggi alle cravatte la lega sostituisce il cappio con cui uccide una storica attività, fiore all’occhiello della cultura marinara del nostro territorio. W la Sicilia e i leghisti di Sicilia”.

“Chiedo l’intervento immediato del Ministro dell’Agricoltura Centinaio – afferma l’europarlamentare del M5S Ignazio Corrao – affinché ritiri e modifichi il decreto di assegnazione delle quote tonno. La ripartizione alla Sicilia delle quote tonno da parte del Ministero segue logiche folli ed evidentemente lontane dal buon senso. Fatto sta che non può essere uccisa così la storica tonnara di Favignana. Sono molto dispiaciuto del fatto che i cittadini favignanesi pur avendo riposto una grande fiducia anche in termini di consenso elettorale verso la Lega del Ministro Centinaio, oggi subiscano un danno proprio ad opera dei rappresentanti politici cui avevano riposto la loro fiducia. L’isola aspettava da tempo il rilancio economico grazie ad un’attività millenaria come la pesca del tonno e l’impegno dell’azienda Castiglione aveva ridato speranza per la riapertura della tonnara dopo anni di stop. Il recente decreto che assegna solo 14 striminzite tonnellate alla tonnara di Favignana è di una gravità inaudita, perché ne decreta la fine immediata, a fronte di una quota precedentemente prevista di 84 tonnellate necessarie per la sostenibilità economico finanziaria. Se non verranno presi provvedimenti immediati, investirò della questione direttamente la Commissione UE per valutare l’eventuale violazione del Regolamento UE che prevede l’assegnazione di quote che garantiscano la sostenibilità economica e finanziaria dell’attività di pesca della tonnara”.

LA REPLICA DEL SOTTOSEGRETARIO FRANCO MANZATO:  “Ieri ho firmato il decreto ministeriale che assegna le quote individuali di cattura di tonno rosso tra gli impianti di tonnare fisse. Per la prima volta il ministero delle Politiche agricole, ha dato ordine a un settore, come è quello delle tonnare fisse, dove la cattura del tonno era affidata al caso, senza regole e con possibili squilibri tra gli impianti in attività. Nella ripartizione delle quote di tonno, ci siamo basati su chiari principi di equità e tenendo conto dei dati storici delle catture delle singole tonnare. Abbiamo dato nel contempo la possibilità concreta di far ripartire la tonnara di Favignana, chiusa da oltre dieci anni, e quella di Cala Vinagra. Eppure oggi, proprio sulle quote assegnate alla tonnara di Favignana si sono mosse critiche, a mio avviso del tutto strumentali, nei confronti della ripartizione, che condannerebbero addirittura la tonnara siciliana alla chiusura. A tutte le voci negative, e a Edy Bandiera, che essendo l’assessore all’Agricoltura in Sicilia non può non essere informato, vorrei chiarire che se ieri – esattamente ieri – non avessi firmato il decreto di ripartizione di quote di tonno rosso, Favignana non avrebbe avuto quote di pesca e quindi alcuna possibilità di ripartire, perchè la soglia massima di cattura assegnata dall’Europa era già stata esaurita dalle tonnare sarde. E proprio per venire incontro alla tonnara siciliana, dal momento che non possiamo assegnare sulla carta catture che non sono disponibili, la quota aggiuntiva che e’ stata data all’Italia per il 2019, anzichè dividerla tra tutti e cinque gli impianti, l’abbiamo ripartita solo tra le due tonnare che iniziano a lavorare quest’anno: Favignana e Cala Vinagra. Se non bastasse, all’assessore Bandiera non dovrebbe infine sfuggire che grazie a un mio decreto del 16 maggio e’ possibile il trasferimento delle quote di cattura da una tonnara all’altra. Quote che verranno con ogni probabilità offerte dalle tonnare sarde e con le quali Favignana potrà sicuramente incrementare le 14 tonnellate assegnate”.

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