L’impianto di compostaggio della Sicilfert sequestrato dai carabinieri: i particolari dell’operazione

Gaspare De Blasi

L’impianto di compostaggio della Sicilfert sequestrato dai carabinieri: i particolari dell’operazione

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giovedì 24 Gennaio 2019 - 15:47

Nella mattinata di oggi gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Marsala e del N.O.E. di Palermo, con la collaborazione dei militari della Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota dell’Arma presso la locale Procura della Repubblica, hanno proceduto all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo , emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Marsala su richiesta della Procura della Repubblica per i reati di Inquinamento Ambientale ed Attività di gestione rifiuti non autorizzata – dell’impianto di compostaggio della SICILFERT S.R.L., ubicato nella contrada Maimone nella parte nord del Comune di Marsala. Contestualmente, è stato notificato analogo provvedimento a P. F., marsalesedi 38 anni, ed a V.P palermitano di 28 anni, rispettivamente legale rappresentante e direttore tecnico dell’azienda, indagati in concorso tra di loro per i citati reati.

QUI IL VIDEO: https://youtu.be/5K2OSq-nxTo

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala, iniziata nel giugno del 2018 sulla base di controlli svolti dalla Polizia Municipale, ha permesso di accertare, in primo luogo , gravissime irregolarità nella gestione dei rifiuti da parte della SICILFERT. Dalle indagini risulta che presso l’impianto sono stati conferiti quantitativi di rifiuti superiori al limite massimo annuo consentito ed in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Inoltre, dopo un apposito sopralluogo, sono state riscontrate diverse criticità: il mancato rispetto delle varie e complesse fasi di lavorazione necessarie per trasformare i rifiuti in compost, la produzione massiva di percolato in quantità tale da non consentirne né un utile reimpiego né lo smaltimento presso appositi depuratori – con conseguenti fenomeni di sversamento della medesima sostanza presso i terreni ed i bacini d’acqua limitrofi – la mancanza di copertura dei cumuli di rifiuti ed infine la significativa presenza di plastiche nell’area dedicata allo stoccaggio del prodotto finito. L’esiguità del materiale venduto dalla SICILFERT al termine delle operazioni di compostaggio, a fronte dell’ingente quantitativo di rifiuti in ingresso, ha spinto i Carabinieri della Compagnia di Marsala a monitorare gli spostamenti del “prodotto” SICILFERT in uscita. Pertanto, grazie al montaggio di apposite micro camere ed all’effettuazione di molteplici servizi di pedinamento degli autocompattatori, è stato possibile accertare che la SICILFERT ha effettuato un sistematico sversamento di rifiuti non classificabili come compost in vari terreni delle contrade Maimone, Ciavolo e Perino del comune di Marsala, oltre che in altrettanti terreni del Comune di Mazara del Vallo. Analizzando, infine, in laboratorio il presunto compost sversato, è emerso che si trattava di materiale classificabile come rifiuto, con presenza di sostanze chimiche pericolose ed in concentrazione tale da poter determinare un pericolo concreto di compromissione e deterioramento dell’ambiente con cui viene in contatto.

A seguito dell’esecuzione del sequestro preventivo, la gestione della SICILFERT è stata affidata ad un amministratore giudiziario, il quale avrà il compito di sanare dove sarà possibile, le irregolarità riscontrate onde consentire il ripristino del corretto funzionamento.

 

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