Processo Mirarchi, la difesa chiede l’assoluzione di Girgenti

redazione

Processo Mirarchi, la difesa chiede l’assoluzione di Girgenti

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martedì 02 Ottobre 2018 - 06:45

Titoli di coda per il processo Mirarchi, che si sta celebrando presso la Corte d’Assise di Trapani. Dopo l’udienza della scorsa settimana, in cui la pm Sessa ha chiesto la condanna all’ergastolo per l’imputato Nicolò Girgenti (richiesta a cui si sono associate le parti civili), ieri è toccato alla difesa, con l’avvocato Genny Pisciotta che, al termine della sua arringa, ha chiesto l’assoluzione del proprio assistito, “per non aver commesso il fatto”. Inizialmente, la legale mazarese ha voluto manifestare la vicinanza della difesa alla famiglia del maresciallo Silvio Mirarchi, nonostante la posizione di contrapposizione processuale. Dopo di che, la difesa si è soffermata sul profilo personale di Girgenti, descrivendolo come “un soggetto che è stato condizionato da decisioni altrui”.

Rispetto a quanto emerso nella fase dibattimentale, l’avvocato Pisciotta ha affermato che gli indizi a carico del proprio assistito non sono sfociati in prove certe, contestando la definizione di “socio infedele” attribuitagli dal pm, in quanto “non c’è stato un riscontro biologico” né “sono stati eseguiti accertamenti tecnici sull’auto sul luogo in cui questa doveva essere posizionata”. “All’interno delle serre – insiste l’avvocato – non vi è traccia biologica del Girgenti, è stata rinvenuta solo una sigaretta”. Il rilascio del suddetto mozzicone, secondo la Pisciotta, non può essere datato con precisione. Sempre secondo la difesa, le testimonianze – “reticenti e contraddittorie” – rese nel corso del dibattimento dovrebbero essere ritirate in quanti inattendibili.

Sempre secondo la legale di Girgenti, l’esame della scatola nera non dà elementi certi né sul posizionamento né sul tragitto compiuto dal suo assistito la sera della sparatoria. “Anzi – afferma la Pisciotta – abbiamo riscontrato incongruenze tra la stessa e la geolocalizzazione del tablet che posiziona il Girgenti alle 19.26 presso la via Salemi in Trapani”. Per quanto riguarda l’esame Stub (relativo alla presenza di polvere da sparo) la difesa ha ribadito la tesi di una possibile contaminazione da transfer, infine è stata nuovamente sottolineata l’incompatibilità tra la traccia di nichel presente sugli indumenti di Girgenti e la composizione del proiettile che ha ferito mortalmente il maresciallo Mirarchi.

Si torna in aula lunedì 8 ottobre, giornata in cui verosimilmente si concluderà il processo di primo grado con la lettura del dispositivo della sentenza da parte del giudice Piero Grillo.

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