Vino, il Congresso mondiale dell’Oiv per la prima volta in Asia

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Vino, il Congresso mondiale dell’Oiv per la prima volta in Asia

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martedì 13 ottobre 2026 - 8:34
Vino, il Congresso mondiale dell’Oiv per la prima volta in Asia

Redazione 13 Ottobre 2026, 10:34 Milano, 13 ott. (askanews) – Si è aperto ieri, 12...

13 Ottobre 2026, 10:34

Milano, 13 ott. (askanews) – Si è aperto ieri, 12 ottobre, a Yinchuan, nella regione autonoma cinese del Ningxia Hui, il “47esimo Congresso mondiale della vite e del vino” dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), che per la prima volta nella sua storia si svolge in Asia. L’appuntamento, in programma fino al 16 ottobre, riunisce oltre 600 partecipanti da tutto il mondo e propone 420 contributi scientifici dedicati alle principali sfide della viticoltura e dell’enologia, dall’adattamento ai cambiamenti climatici all’innovazione tecnologica, fino alla sostenibilità e all’evoluzione dei mercati.

Il Congresso, organizzato su invito del Governo cinese, ha come tema “Definire nuovi paradigmi per il settore vitivinicolo mondiale: trasformarsi per affrontare le sfide, innovare per stimolare la vitalità e puntare sulla sostenibilità per costruire un futuro comune”. Il programma scientifico comprende 271 presentazioni orali e 149 poster di ricercatori provenienti da 35 Paesi. I lavori si articolano in quattro ambiti: viticoltura resiliente e sostenibile, innovazione enologica, modelli economici e giuridici, sicurezza e salute. Il confronto riguarda in particolare la gestione delle risorse, l’adeguamento delle pratiche produttive alle nuove condizioni ambientali e i cambiamenti del mercato vinicolo internazionale.

Al Congresso si affianca la 24esima Assemblea generale dell’Oiv, durante la quale i rappresentanti dei Paesi membri si confrontano sulle questioni normative e tecniche del settore. L’organizzazione intergovernativa svolge un ruolo di riferimento internazionale nell’elaborazione di raccomandazioni e standard relativi alla viticoltura, all’enologia, ai prodotti vitivinicoli e alle pratiche commerciali.

La Cina ha aderito all’Oiv nel 2024, diventando il primo nuovo membro del secondo secolo di attività dell’organizzazione. Il Paese possiede la terza superficie vitata più estesa al mondo, stimata preliminarmente per il 2025 in 733mila ettari, pari al 10,4% del totale mondiale. Il dato comprende i vigneti destinati alla produzione di vino, uva da tavola e uva passa. La Cina è infatti il primo produttore mondiale di uva da tavola, con il 43% della produzione globale, mentre occupa l’undicesima posizione per consumo e importazioni di vino. Dopo una fase di forte espansione tra il 2000 e il 2015, quando la superficie coltivata a vite era passata da 300mila a 770mila ettari, il vigneto cinese si è sostanzialmente stabilizzato.

Negli ultimi decenni la Cina ha sviluppato anche un’industria vinicola, investendo nella ricerca, nelle tecnologie di produzione e nella valorizzazione dei territori. Tra questi figura il Ningxia, nella parte nordoccidentale del Paese, dove la viticoltura si concentra soprattutto lungo il versante orientale dei monti Helan.

In quest’area il clima continentale arido, con precipitazioni annuali generalmente inferiori ai 200 millimetri, rende necessaria l’irrigazione dei vigneti, mentre le forti escursioni termiche e gli inverni particolarmente rigidi richiedono specifiche tecniche di coltivazione. Per proteggere le piante dal gelo, i viticoltori ricorrono tradizionalmente all’interramento delle viti durante l’inverno, riportandole alla luce in primavera. Una pratica che richiede molta manodopera e incide sui costi di gestione. La scarsità delle precipitazioni rende inoltre particolarmente importante il ricorso a sistemi di irrigazione efficienti per contenere il consumo d’acqua.

Il direttore generale dell’Oiv, John Barker, ha definito il Congresso il risultato di una lunga collaborazione tra l’organizzazione e la Cina, sottolineando che “rappresenta l’apertura di un nuovo capitolo nella partecipazione della Cina al settore vitivinicolo mondiale”. Barker ha inoltre ricordato come la cultura della vite e del vino abbia trovato nel Paese asiatico una nuova interpretazione, che unisce le conoscenze maturate nella storia vitivinicola mondiale alle caratteristiche della società, della cucina, dei territori e delle tecnologie locali.

La presidente dell’Oiv, Yvette van der Merwe, ha richiamato l’esperienza del Ningxia, osservando che “qui vediamo crescere la vite in un paesaggio molto diverso da quello di molte regioni vinicole tradizionali del mondo. Eppure, i principi della viticoltura e della vinificazione, tramandati attraverso le generazioni e oltre i confini, vengono interpretati in modi nuovi”. Van der Merwe ha quindi aggiunto che “la vite non perde la propria storia quando viaggia. Ne acquisisce un’altra. La Cina sta scrivendo la propria storia del vino”.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni cinesi e internazionali, tra cui il governatore del Ningxia Zhang Yupu, il vicegovernatore Wang Li, il viceministro cinese dell’Agricoltura e degli Affari rurali Zhang Zhili, il viceministro dell’Industria e delle Tecnologie dell’informazione Yu Xiaohui e il ministro dell’Agricoltura dell’Azerbaigian Majnun Mammadov. Presenti anche il direttore generale dell’Oiv John Barker, la presidente Yvette van der Merwe e il direttore generale del Ningxia Wine Industry Park, Li Jun.

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Fonte: QdS.it