Sede Presidenza Regione sicilianaSede Presidenza Regione siciliana Incontro nel pomeriggio tra il presidente della Regione...
Incontro nel pomeriggio tra il presidente della Regione Renato Schifani e i deputati regionali della Democrazia Cristiana che nelle ultime settimane ha vissuto nel caos per vari motivi, non ultimo la sospensione da segretario regionale di Stefano Cirillo dai vertici nazionali del partito per non parlare delle vicende giudiziarie di Totò Cuffaro.
“L’incontro – si legge in una nota – si è svolto in un clima di grande apertura e collaborazione, caratterizzato da un positivo spirito di dialogo e di reciproca disponibilità. Durante la riunione è stata condivisa la volontà di continuare a lavorare insieme con impegno e responsabilità”.
La nota della Dc chiude: “Nelle prossime ore, d’intesa con il presidente Schifani, verranno assunte le decisioni relative ai prossimi passi da intraprendere”.
Schifani apre su Economia e Salute nel rimpasto della giunta
Intanto a Palermo si discute di revisione generale degli accordi elettorali. Un filo sottile sta avvolgendo in una confusa matassa il Parlamento siciliano ed il governo che conta ormai le ore prima del rimpasto di giunta. Gli ultimi rilevamenti demoscopici hanno consegnato anche in Sicilia il partito della premier quale indiscusso maggiore azionista del centrodestra.
Equilibri variabili in giunta
Forza Italia, nell’Isola forte sin dalla nascita, sta perdendo terreno e questo causa due effetti su tutti gli altri: nel partito è in discussione la leadership siciliana; Fratelli d’Italia può voler avanzare maggiori pretese già nel corso di questa legislatura. In mezzo ai due big della coalizione di centrodestra in Sicilia c’é il caso della Democrazia Cristiana. Un partito che all’Assemblea regionale conta ben sette deputati. Più della Lega, più degli autonomisti di Mpa pur allargati al progetto Grande Sicilia.
Il nodo delle deleghe ai tecnici Dagnino e Faraoni
“Non escludo modifiche anche per quanto riguarda il mio partito, dove c’è un dibattito sugli assessori tecnici”, ha detto Schifani riferendosi ai malumori interni per le nomine di diretta fiducia del presidente della Regione su Sanità ed Economia. Il presidente ha ricordato “che ci sono persone che stanno lavorando e non credo sia bello sentire parlare di sostituzioni”, ma smorzato il clamore ha anche affermato che quello degli assessori Daniela Faraoni ed Alessandro Dagnino “è un tema che verrà affrontato dal sottoscritto senza nessuna preclusione”.
Si attende la decisone del giudice su Amata
“Ci sono due posti vacanti dovuti all’estromissione da parte mia della Dc – dice Schifani – che non vedo l’ora di poter coprire con assessori titolari che si possano dedicare a tempo pieno”. Poi ci sono i nodi dei due assessori tecnici in quota Schifani e non del partito, i desiderata di Fratelli d’Italia in giunta – con in sospeso la decisione del giudice, che dovrebbe arrivare domani, sul rinvio a giudizio di Elvira Amata con conseguente sostituzione anche all’Assessorato al Turismo – e la nascita di un nuovo soggetto politico al centro della coalizione di governo che dovrebbe ereditare il patrimonio della Democrazia Cristiana. Un nuovo soggetto, oppure un progetto politico di aggregazione di partiti locali, che si scontra con rapporti non entusiasmanti all’interno della stessa maggioranza ed anche qualche timore verso un allargamento tale da ribaltare gli equilibri di giunta forniti dalle urne nel 2022.
Schifani: “Rimpasto non può durare quattro-cinque mesi”
A margine della conferenza stampa odierna a Palazzo d’Orleans su Airgest, Renato Schifani si è espresso chiaramente circa il rimpasto in giunta: “Politicamente è mio interesse e dovere chiudere con il rimpasto il prima possibile. Certo, devo misurarmi con le esigenze degli alleati e con quelle interne dei loro partiti: non sono un imperatore che decide da solo. Sicuramente però il ‘tema rimpasto’ non può durare quattro-cinque mesi. Il governo deve andare avanti, abbiamo degli appuntamenti da rispettare”.
L’Ars è tornata al lavoro. Il 2026 in aula parte con discussione su Enti Locali
Finite le vacanze all’Ars. L’Assemblea regionale siciliana è tornata a riunirsi oggi dopo l’approvazione della manovra finanziaria avvenuta lo scorso 21 dicembre. Oggi la prima seduta del 2026 a Sala d’Ercole è stata aperta dal presidente di turno Luisa Lantieri che poco dopo ha sospeso i lavori per permettere lo svolgimento della conferenza dei capigruppo dove è stato deciso il “calendario” delle discussioni con nove ddl sul tavolo.
Al termine della conferenza dei capigruppo, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno sottolinea: “Manteniamo gli impegni presi durante la finanziaria, nelle prossime settimane l’Ars è chiamata a esaminare nove disegni di legge che contengono le norme che non sono entrate nella legge di stabilità”.
In conferenza è stato deciso il calendario dei lavori fino a febbraio: si parte domani, mercoledì 14 gennaio, con la discussione generale del ddl sugli enti locali, che si prevede di approvare la prossima settimana.
Il testo include l’introduzione del consigliere supplente, il terzo mandato per sindaci dei comuni fino a 15mila abitanti (come, peraltro, già avviene a livello nazionale), modifiche all’attuale sistema dei permessi per consiglieri e assessori comunali e l’adeguamento dell’ordinamento regionale a quello nazionale relativamente al 40% di “quote rosa” nelle giunte comunali.
Gli altri disegni di legge
Gli altri ddl prevedono l’esame della riforma della dirigenza regionale, l’esenzione del pagamento del trasporto pubblico per i componenti delle forze armate, un omnibus di investimenti e di spesa per gli enti pubblici e cinque ddl con norme ordinamentali divise per diversi ambiti.
Galvagno: “L’aula è sovrana”
Galvagno aggiunge: “Con questi nove disegni di legge rispettiamo un percorso già indicato in precedenza: tutte le norme contenute nei ddl saranno discusse liberamente, potranno essere emendate, l’aula è sovrana e deciderà come esprimersi”.
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