Termovalorizzatori in Sicilia, il parere che non si vede: nuova diffida alla Regione e tensione alle stelle

Simone Olivelli

Termovalorizzatori in Sicilia, il parere che non si vede: nuova diffida alla Regione e tensione alle stelle

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Simone Olivelli |
mercoledì 21 ottobre 2026 - 3:56
Termovalorizzatori in Sicilia, il parere che non si vede: nuova diffida alla Regione e tensione alle stelle

Il rendering dei due progetti per Catania e PalermoTermovalorizzatori di Catania e Palermo - rendering...

21 Ottobre 2026, 05:56

Una nuova diffida ad andare avanti e di pari passo l’invito a sospendere ogni valutazione in corso. La stoccata rivolta alla Regione arriva dalle associazioni, non solo ambientaliste, che in questi mesi stanno seguendo l’esame della documentazione progettuale dei termovalorizzatori che il governo vuole realizzare a Palermo e Catania. Un piano – questo è la promessa fatta ai siciliani da Schifani – che una volta portato a termine consentirà di risolvere la questione rifiuti, evitando di aprire nuove discariche e di spedire all’estero l’indifferenziata prodotta nell’isola.

A opporsi al progetto, sollevando criticità di carattere procedurale ma anche sanitario, sono però molte realtà. Un’opposizione che, con il passare dei mesi, è passata dal piano ideologico, per il tipo di tecnologia proposta da Schifani, a quello strettamente di merito.

Il braccio di ferro va avanti dall’estate ed è destinato a proseguire. E ad alimentare ulteriormente la tensione tra le parti potrebbe essere la decisione, scoperta dal Quotidiano di Sicilia, di non mettere al momento a disposizione delle associazioni il parere istruttorio conclusivo con cui la commissione tecnica-specialistica della Regione si è pronunciata sui progetti.

Valutati da non addetti ai lavori e assenza di garanzie per la salute: la diffida

Sicilia, Wwf Sicilia, Zero Waste Sicilia, Cgil Sicilia e Italia Nostra Sicilia. Si tratta di alcuni dei soggetti che hanno preso alla conferenza di servizi indetta nell’ambito delle valutazioni ambientali.

“Le organizzazioni – si legge in una nota stampa congiunta – denunciano l’apertura della procedura Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) in palese assenza della documentazione essenziale richiesta dalla legge. Inoltre, la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) non si è ancora conclusa: l’emissione di qualsiasi autorizzazione parziale in questo stato risulterebbe nulla e insanabile”.

Come detto, però, il dito è puntato verso quella che viene definita una totale assenza di garanzie per la salute pubblica. “L’impianto manca di dati scientifici strutturali, carenza già eccepita dall’Asp di Palermo, e l’istruttoria è stata condotta senza le necessarie competenze mediche e sanitarie certificate, affidandosi a figure professionali non qualificate per valutare l’impatto delle sostanze tossiche sull’ecosistema e sui cittadini. Le valutazioni di impianti di queste dimensioni – proseguono le associazioni e i sindacati – non può limitarsi all’esame delle emissioni previste in condizioni ordinarie di esercizio. Deve considerare anche le caratteristiche ambientali e sanitarie dei territori interessati, le pressioni già esistenti e gli eventuali effetti cumulativi, sulla base di dati scientifici adeguati e verificabili”.

A sostegno dei propri convincimenti, viene poi fatto riferimento ai dati forniti dal progetto Sentieri e dal registro tumori. “Nelle aree esposte a sostanze analoghe a quelle emesse da un inceneritore, l’aumento dei tumori è maggiore del 20 per cento rispetto alle zone non contaminate. Studi scientifici autorevoli hanno già certificato un eccesso significativo di mortalità e di incidenza per il tumore al polmone e il mesotelioma”.

Il parere non inviato

A tenere banco, lontano dalle note stampa, è una questione procedurale destinata comunque a far discutere.

Se in occasione dell’emissione da parte della Cts del parere istruttorio intermedio (P.i.i), ovvero una prima valutazione dei progetti, il documento fu caricato sul portale della Regione dando la possibilità a tutti di prendere atto delle decine di osservazioni fatte dalla Commissione, si è deciso di non fare lo stesso con il parere istruttorio conclusivo (P.i.c).

Si tratta del documento con cui la Cts completa la propria valutazione inviando all’assessore al Territorio il proprio responso. Sta poi a quest’ultimo decidere se rilasciare o meno, e se sì a quali condizioni, le autorizzazioni.

Il P.i.c. non solo non è stato caricato sul portale, ma non è stato neanche notificato alle associazioni che partecipano alla procedura. Queste ultime hanno avuto modo di ascoltarne il contenuto, durante una lettura effettuata in occasione dell’ultima seduta di conferenza di servizi. Una condizione in cui inevitabilmente è stato più complicato prendere nota dei singoli aspetti affrontati dalla Cts.

“Il parere istruttorio conclusivo – replica al Qds.it il dirigente generale del dipartimento Ambiente Calogero Beringheli – è un atto endoprocedimentale privo di effetti esterni. Si è ritenuto di condividere gli esiti della fase istruttoria con gli enti e le amministrazioni competenti a rendere pareri, nulla osta e titoli abilitativi nell’ambito della conferenza di servizi in fase istruttoria. Alla conferenza di servizi sono stati invitati altresì i portatori di interessi pubblici e privati nonché portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni e comitati in coerenza alla legge sul procedimento amministrativo. In sede di conferenza di servizi sia per il termovalorizzatore di Palermo sia per quello di Catania è stata data lettura dei pareri”.

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  • Ambiente

Fonte: QdS.it