Stretto di Messina, nasce l’Agenzia unica ma i pendolari avvertono: “Traghetti cari, pochi bus e collegamenti inefficienti”

Marcello Giuffrida

Stretto di Messina, nasce l’Agenzia unica ma i pendolari avvertono: “Traghetti cari, pochi bus e collegamenti inefficienti”

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Marcello Giuffrida |
martedì 20 ottobre 2026 - 4:51
Stretto di Messina, nasce l’Agenzia unica ma i pendolari avvertono: “Traghetti cari, pochi bus e collegamenti inefficienti”

Marcello Giuffrida 20 Ottobre 2026, 06:51 MESSINA – Un protocollo d’intesa che adesso dovrà trasformarsi...

20 Ottobre 2026, 06:51

MESSINA – Un protocollo d’intesa che adesso dovrà trasformarsi in un provvedimento del Governo nazionale che dia sostanza all’idea di Area integrata dello Stretto.

Le due Giunte di Reggio e Messina riunite sulla nave Elio hanno dato vita a un documento che tra l’altro sancisce la nascita dell’Agenzia unica dello Stretto per la Mobilità, stavolta dovrà produrre effetti. Perché di Area integrata e continuità territoriale tra Sicilia e Calabria si parla da qualche decennio con accordi vari stipulati a vario livello; l’ultima intesa firmata non è neppure troppo datata, risale infatti al 2019. Nulla è cambiato.

Adesso farebbe la differenza la particolare intesa che i sindaci Federico Basile e Francesco Cannizzaro hanno dichiarato di avere scoperto, complice forse la collocazione di Sud chiama Nord nel centrodestra, schieramento che governa a Roma come in Calabria che in Sicilia. Se non ora quando allora.

E qualche segnale potrebbe arrivare già nelle prossime settimane quando a Roma, Sud chiama Nord terrà la sua convention a cui prenderà parte, si suppone, tutto lo stato maggiore del centrodestra. Ci sono nodi irrisolti nella continuità territoriale tra Reggio e Messina che il protocollo, secondo il Comitato pendolari dello Stretto, non ha preso in esame e che l’associazione vuole ribadire pur accogliendo con favore l’iniziativa che ha visto riuniti i vertici delle due città.

“Finalmente – hanno detto – grazie alla caparbietà del sindaco Cannizzaro e del sindaco Basile cominciamo a sentire la presenza dello Stato, e inizia nei fatti un percorso verso una visione comune per le due città, ma dopo tanti anni di immobilismo in quanto pendolari ci sentiamo di sottolineare che la strada è davvero lunga e tutta in salita”.

Trasporti sullo Stretto, le criticità denunciate dai pendolari

Secondo l’analisi dell’associazione, nata nel 2023 e che ha circa 200 tesserati, l’area dello Stretto risulta nei fatti disorganizzata e frammentata a causa di precise scelte effettuate nel corso degli anni. “Il blocco del trasporto delle auto civili – hanno spiegato – dal porto di Reggio Calabria con Meridiano Lines, è stata una scelta mai condivisa con l’utenza che nei fatti ha arrecato danno a tutti gli utenti reggini ed alzato i costi di traghettamento per tutti, concentrando i mezzi inevitabilmente sui mezzi privati”.

E poi vengono evidenziate le criticità di “un servizio Aliscafi da Reggio Calabria delegato totalmente ai privati che nonostante l’incremento delle corse, presenta costi maggiori rispetto al precedente soggetto pubblico che la gestiva, (Blujet) e inefficienza per l’utenza nel weekend; nonostante le interlocuzioni positive con l’azienda Liberty lines in tema di orari, restano molte problematiche”.

Pochi autobus e collegamenti inefficienti tra porto e aeroporto

Un altro aspetto focale messo in luce dall’associazione riguarda il mancato coordinamento tra i mezzi navali e il trasporto pubblico locale. “Sul fronte Intermodalità siamo ancora all’anno zero, nonostante le ripetute richieste ad Atam, il bus Porto di Reggio è ed è rimasto un servizio scarso che non è mai cambiato nonostante l’arrivo di Ryanair al Tito Minniti e il suo milione di passeggeri. A ottobre 2026 ci sono ancora solo otto corse dirette dal porto di Reggio contro 19 aliscafi in arrivo da Messina (nei giorni feriali, nei festivi ancora meno), ed il viaggiatore messinese nella maggior parte dei casi è costretto al taxi. Lo stesso bus diretto ideato dall’Amministrazione messinese verso l’aeroporto dello Stretto avrà problematiche notevoli durante tutta l’estate, Natale, Pasqua e i vari giorni di esodo. Resta poi il tema degli elevati costi per il traghettamento, – hanno osservato i pendolari – arrivati oggi a 48,20 per a/r in giornata con auto con Caronte & tourist, costi che sono cresciuti del 20% solo negli ultimi quattro anni, senza correlazione con l’andamento ciclico della materia prima. Un servizio così importante per la comunità non può essere delegato ad un privato affidandolo a logiche di mercato, la redditività di un operatore privato, seppur legittima, in alcuni casi non coincide con l’ interesse collettivo che inevitabilmente necessità di maggiori frequenze e tariffe accessibili per tutte le fasce della popolazione”.

Agenzia unica dello Stretto, dubbi sul ruolo dei privati

I pendolari mostrano riserve inoltre sulla costituzione di un Agenzia unica per la mobilità sullo Stretto che andrà a coordinare il trasporto “pubblico”, “ma gli attraversamenti sullo Stretto – hanno detto – avvengono su due vettori privati e questi soggetti per natura seguono logiche di mercato e ottimizzazione dei costi, resta quindi il punto interrogativo su come e con quali leve quest’Agenzia andrà a negoziare con i privati che nei fatti gestiscono i trasporti sullo Stretto”.

La proposta dei pendolari: una società statale per i traghetti

Il Comitato dei pendolari ha rilanciato una proposta strutturale diversa per il futuro dello Stretto e cioè la creazione di “una società statale di attraversamento, con costi contenuti e numerose corse, una società semplice che a nostro avviso, – hanno detto i pendolari – visti i profitti del traghettamento, potrebbe diventare anche un generatore di ricchezza per entrambe le città, restituendo risorse ai cittadini che pagano l’attraversamento”.

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Fonte: QdS.it