Strage di Ustica - foto Adnkronos Redazione 2 Ottobre 2026, 19:46 Le indagini sulla Strage...
Le indagini sulla Strage di Ustica non saranno archiviate. Il Gip di Roma ha restituito gli atti ai pm, revocando l’archiviazione su quanto avvenuto la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone.
La richiesta di riaprire nuove indagini era partita dalla Procura capitolina. La svolta è arrivata da una nota verbale del 14 settembre scorso in cui l’ambasciata francese ha comunicato alla Farnesina la disponibilità a trasferire all’Italia tutta la documentazione sulla Strage che nel 1980 causò 81 morti.
Gip di Roma: “Revoca archiviazione è soluzione più ragionevole”
“L’ammissibilità della revoca (della richiesta archiviazione, ndr.) è la soluzione più ragionevole, favorendo un auspicato celere approfondimento investigativo onde pervenire all’ultimazione della fase processuale dei due procedimenti penali con la conferma della richiesta di archiviazione ovvero con l’esercizio dell’azione penale”, sottolinea il gip di Roma Livio Sabatini nell’ordinanza.
“Ritenuta l’ammissibilità della revoca della richiesta di archiviazione, considerata l’istanza di restituzione degli atti formulata dal pubblico ministero e l’assenza di ulteriori richieste al gip, si deve disporre l’immediata restituzione degli atti al pubblico ministero per le determinazioni di competenza” scrive il giudice.
Legale parte civile: “Vicenda sia definita in tempi brevi”
“Come difensori delle parti offese non ci siamo opposti alla restituzione degli atti di indagine alla Procura della Repubblica romana, e l’abbiamo esplicitamente condivisa. Ci auguriamo, però, che gli sforzi profusi alla ricerca della verità non siano ancora una volta mortificati dalla nebulosità delle risposte precedentemente attuate dalla Francia ma anche di altri Paesi coinvolti nella strage”, afferma all’Adnkronos l’avvocato Daniele Osnato, legale di parte civile. “Personalmente confido che la vicenda sia definita in tempi brevi e che la magistratura possa ottenere ciò che da oltre 46 anni i parenti delle vittime attendono: la verità”, sottolinea il legale.
“Siamo soddisfatti, siamo riusciti a garantire la possibilità che si indaghi anche sulla pista terroristica (mai seriamente esplorata) dell’esplosione di una bomba a bordo, proprio come concluse il Collegio dei periti d’Ufficio Misiti, come avvenne pochi anni dopo sul volo PanAm esploso su Lockerbie” dice l’avvocato Gregorio Equizi, che assiste Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime della strage di Ustica e presidente dell’Associazione per la verità sul disastro di Ustica.
“Un ringraziamento al gip Sabatini per lo scrupolo con il quale ha esaminato il caso, senza cedere alla spettacolarizzazione che in questi anni non ha giovato alla ricerca della verità ma ha alimentato ipotesi complottiste che non hanno portato a nulla”, conclude.
Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica: “Bene revoca, ora esplorare piste trascurate”
Sollievo e soddisfazione da parte dei familiari delle vittime per la decisione del gip di Roma di dire no alla richiesta di archiviazione. “Apprendiamo con viva soddisfazione la decisione di accogliere la revoca della richiesta di archiviazione delle indagini sulla strage di Ustica, che va nella direzione che abbiamo auspicato per primi” afferma Giuliana Cavazza, che nell’attentato perse la madre ed è oggi presidente dell’Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica (Avdau), commentando la restituzione degli atti al pubblico ministero decisa oggi dal gip Livio Sabatini. Come riporta l’Associazione, il provvedimento di cinque pagine, notificato alle parti nel pomeriggio, conferma che le autorità francesi hanno dichiarato di aver sempre risposto a ogni richiesta italiana e che la novità principale è il versamento agli archivi di Stato italiani della documentazione già fornita agli inquirenti nel 1981-1994.
“Nell’impossibilità di immaginare che le carte consegnate oltre trent’anni fa possano contenere le rivelazioni frettolosamente immaginate dai media, auspichiamo che il pubblico ministero voglia cogliere la nuova disponibilità per esplorare gli aspetti e le piste trascurate per quasi mezzo secolo”, prosegue Cavazza. Da quando si è opposta all’archiviazione, Avdau, tramite gli avvocati Ugo Biagianti e Gregorio Equizi, “ha depositato memorie, consulenze tecniche, migliaia di pagine di documenti e richieste di acquisizione di fonti di prova -osserva l’Associazione – sull’importanza di non trascurare l’esplosione di un ordigno a bordo del DC-9 Itavia, definita unica tecnicamente sostenibile dal collegio peritale Misiti”.
“Ringraziamo Sabatini per lo scrupolo con il quale in questi mesi ha esaminato il caso, senza cedere alla spettacolarizzazione che in questi anni non ha giovato alla ricerca della verità – ha aggiunto Cavazza – Ci uniamo a Sabatini nell’auspicio che la riapertura delle indagini preliminari porti a un rapido approfondimento investigativo che permetta di arrivare presto all’individuazione dei responsabili, con conseguente esercizio dell’azione penale”. “Riteniamo che questo possa avvenire più facilmente se si abbandoneranno i pregiudizi che hanno segnato le passate indagini, che sugli autori della strage si sono concluse due volte con la richiesta di archiviazione per essere rimasti ignoti gli autori del fatto”, conclude Cavazza.
Pellegrino: “Disponibilità Francia è positiva”
La disponibilità arrivata dalle autorità francesi a collaborare e a trasferire all’Italia la documentazione relativa alla strage di Ustica, avvenuta la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno provocando la morte di 81 persone, “può essere positiva e potrebbe portare a chiarire il mistero di ciò che è avvenuto nel cielo di Ustica in quella tragica notte”. Lo afferma all’Adnkronos Giovanni Pellegrino, ex senatore ed ex presidente della Commissione Stragi, nel giorno arriva la conferma che l’indagine andrà avanti: il gip di Roma ha infatti disposto la restituzione immediata alla procura degli atti relativi al procedimento dopo la formalizzazione, da parte del procuratore capo Francesco Lo Voi, della revoca della richiesta di archiviazione proprio alla luce della disponibilità da Oltralpe.
Tuttavia, secondo Pellegrino, bisognerà vedere i documenti che saranno consegnati dalla Francia: “E’ probabile che quelle carte non dimostrino la responsabilità francese – osserva Pellegrino – Se la Francia fa uscire documenti, che prima non erano conosciuti, ciò fa pensare che quei documenti non dimostrino la sua responsabilità”.
Su quello che accadde quella sera, “riguardo ai lavori svolti dalla Commissione io resto fermo a quello che ci dissero i pubblici ministeri – ricorda Pellegrino – C’era, nel quadro complessivo delle indagini, un sostanziale equilibrio tra gli indizi che portavano all’ipotesi della bomba e quelli che portavano a un incidente determinato da un combattimento aereo. I pubblici ministeri, tutto sommato, ritennero che fossero prevalenti gli elementi in favore dello scenario di guerra”. Si arriverà mai alla verità sulla strage di Ustica? “Non è mai escluso – risponde l’ex presidente della Commissione Stragi – che col tempo possano emergere nuovi elementi, lacerti di verità, che consentano di fare chiarezza su quella tragedia”.
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