Carlo Alberto Tregua 5 Agosto 2026, 07:35 Il nostro Paese dedica poche risorse finanziarie alla...
Il nostro Paese dedica poche risorse finanziarie alla Ricerca in tutti i campi, da quello medico a quello ambientale, passando per quello economico e digitale. Se i popoli del mondo stanno molto meglio di qualche secolo fa, devono questo cambiamento epocale alla Ricerca.
Isaac Newton (1642-1726) ha preso il meglio di quello che avevano scritto Copernico, Keplero e Galilei e ha fatto progredire il mondo di un tempo pari a qualche secolo.
Albert Einstein (1879-1955) ha individuato il principio della relatività, che poi è servito per ulteriori sviluppi.
Nel Cern di Ginevra esiste il più grande acceleratore di particelle del mondo, che fraziona agli infinitesimi gli atomi, per cui riesce a far capire le ragioni della materia.
Per non parlare della ricerca nel campo medico, che scopre giorno dopo giorno il funzionamento del corpo umano e quindi farmaci appropriati per curarne le malattie.
Purtroppo vi sono tantissime malattie rare – perché, per fortuna, sono poco diffuse – e che non hanno rimedi, con la conseguenza che i medici usano i palliativi per dare il miglior conforto possibile a quelle sfortunate persone che ne sono afflitte.
Brevetti, tumori e farmaci: perché le case farmaceutiche non cercano la cura
La Ricerca viene effettuata nelle Università di tutto il mondo, ma anche da soggetti privati, sempre in tutto il mondo. Quando si approda a una scoperta, essa viene brevettata in modo che si possa utilizzare economicamente.
Il numero di brevetti di un Paese misura la capacità di progresso dello stesso: più è alto, più quel Paese progredisce. Inoltre, il numero dei brevetti costituisce il prodotto di innumerevoli processi di ricerca, che non sempre approdano a risultati.
Una delle ricerche più importanti in campo medico è quella dei farmaci che potrebbero contrastare i tumori, di cui se ne rassegnano all’incirca centocinquanta tipi. Qualche malizioso ha detto che, essendo questa malattia la seconda più diffusa nel mondo dopo quella cardiologica – molto complessa e variegata – le case farmaceutiche non hanno interesse a cercare il farmaco e a cercarlo in fretta. Infatti, se esso vedesse la luce, crollerebbe un enorme fatturato.
La ricerca è un investimento, non una spesa corrente
Gli Stati dovrebbero considerare la spesa della Ricerca come un investimento; invece la considerano una spesa corrente, miscelata a quella cattiva che costituisce uno sperpero. Si tratta di un errore di impostazione mentale e di bilancio perché, appunto, la Ricerca è un investimento in quanto produrrà risultati importanti per la Comunità. Non è una spesa a perdere come quella corrente.
Inoltre, la Ricerca dovrebbe essere fortemente potenziata perché più si investe in essa, più brevetti si ottengono, come prima si scriveva, più avanza l’economia, più cresce il Pil.
Italia decima per brevetti nel 2025
Nella graduatoria mondiale, l’Italia si trova al decimo posto per numero di brevetti depositati nel 2025 e questo la dice lunga sull’incapacità del nostro Paese di avere programmi di sviluppo poliennali basati anche e soprattutto sulla Ricerca. Si tratta di una miopia colossale, perché chi gestisce le istituzioni non ha la vista lunga, prigioniero della propria mediocrità.
Senza la Ricerca, Armstrong non sarebbe allunato nel 1969; non si farebbero progressi, malauguratamente, nei puntamenti degli armamenti; non si svilupperebbe l’energia atomica di ultima generazione, per arrivare successivamente all’energia atomica pulita; non si troverebbero nuovi farmaci; non si metterebbero a punto nuove tecniche operatorie robotizzate né procedimenti organizzativi per migliorare la produzione di beni e servizi; non si studierebbero diverse questioni sociali per migliorare la vita di cittadine e cittadini e via elencando.
Il disastro che frena l’innovazione italiana
Anche nell’organizzazione vi è ricerca, per migliorarne la funzionalità e aggiornarne la tecnica, in modo che essa possa contribuire al funzionamento di meccanismi, servizi e apparati produttivi. Purtroppo, organizzazione nella Pubblica amministrazione non se ne vede e la conseguenza è che essa è al disastro più completo.
Investire di più nella Ricerca, pubblica e privata. Lo ribadiamo continuamente e continueremo a farlo, perché è essenziale l’innovazione per il progresso della popolazione.
