Mauro Seminara 7 Settembre 2026, 19:05 Il “modello Agrigento” di Ismaele La Vardera, già all’indomani...
Il “modello Agrigento” di Ismaele La Vardera, già all’indomani degli Stati generali di Progetto civico – Controcorrente, ha mostrato qualche difficoltà sul fronte della specchiatura del partito nato un anno e mezzo addietro, per via del vice sindaco Giovanni Crosta. La segreteria regionale di Controcorrente aveva già fatto sapere che applicherà anche nei confronti del proprio vice sindaco un principio di coerenza perché “la trasparenza non può valere soltanto quando riguarda gli altri”.
La vicenda
La vicenda ha quattro protagonisti: il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera; il candidato alle amministrative con il centrodestra Giuseppe Di Rosa, editore di Report Sicilia; il vice sindaco Giovanni Crosta; il sindaco della Città dei Templi Michele Sodano. Quest’ultimo ha pubblicamente affermato di avere appreso “soltanto da organi di stampa della richiesta di dimissioni avanzata da Ismaele La Vardera nei confronti del vice sindaco Giovanni Crosta”.
Così, in premessa, Sodano ha poi difeso Crosta, sia sulle accuse circa l’immobile abusivo ereditato, in quota, che per l’operato in giunta. Piccole frizioni che saltano fuori in un momento delicatissimo in cui La Vardera deve dimostrare di avere la statura per guidare un’intera coalizione politica per poter ambire alla candidatura a Palazzo d’Orleans.
Il bilancio del confronto
Al termine della due giorni di confronto nazionale e regionale che Progetto civico e Controcorrente hanno organizzato ad Agrigento, il bilancio per i due attuali primari partiti di opposizione all’Ars è positivo e mette a fuoco un aspetto sugli altri ancora da dirimere.
Sommariamente, sia la segreteria siciliana del Movimento 5 stelle che quella del Partito democratico apprezzano la decisione, così ufficializzata da Ismaele La Vardera e Alessandro Onorato, di far parte di un campo progressista allargato invece di provare la fuga in solitaria.
Barbagallo è pronto per stringere su un nome da candidare alla presidenza della Regione
Anthony Barbagallo, segretario del Pd siciliano, ha rotto gli indugi annunciando che il partito di Elly Schlein è pronto a stringere su un nome da candidare quale presidente della Regione. Più volte pungolato dal leader di Controcorrente che ne lamentava l’attendismo, Barbagallo ha infine lanciato due messaggi dal palco agrigentino durante uno dei panel di domenica. Il primo è che il Pd ha nomi validi da candidare, il secondo è che se la scelta fatta non dovesse essere graditi nessuno si farà da parte e si opterà per le primarie.
In elenco nomi c’è già per i dem Antonello Cracolici, deputato regionale e attuale presidente della Commissione parlamentare antimafia che ha già dato la propria disponibilità. Cracolici gode della stima trasversale del Movimento 5 stelle ma con Ismaele La Vardera, che della suddetta commissione era stato vice presidente, il rapporto di stima potrebbe non essere esattamente reciproco. Sul fronte stellato c’è il vice presidente vicario dell’Ars, sostenuto dai suoi ma gradito anche dai dem per la capacità di sintesi e aggregazione necessari in politica.
Barbagallo: “Un buon momento per approfondire cosa ci unisce”
Raggiunto dal nostro giornale, Anthony Barbagallo afferma essere stato “sicuramente un buon momento di condivisione, per continuare ad approfondire ciò che ci unisce, ovvero costruire l’alternativa al disastro delle destre che governano a Roma come in Sicilia”.
Il segretario siciliano del Pd riprende subito l’aspetto positivo cardine del confronto e unico attuale dato di fatto emergente: “Per questo reputo importante che Controcorrente si sia federata con Progetto civico di Alessandro Onorato, aderendo con convinzione alla coalizione di centrosinistra. Ed è, appunto, con questo spirito che come Partito democratico abbiamo accolto l’invito alla due giorni all’ombra dei Templi”.
“Dobbiamo continuare a raccogliere suggerimenti”
Sui prossimi passi del Partito democratico, che intanto ha già dato il via alle feste dell’Unità sul territorio nazionale, il segretario siciliano esprime intenzioni chiare: “Continuo a sostenere che dobbiamo continuare con il percorso di ascolto già avviato, per raccogliere suggerimenti e proposte utili per costruire il programma. Fatto questo ci concentreremo anche su chi dovrà guidare la coalizione e sul metodo di scelta”. Barbagallo ha quindi ribadito che il Pd siciliano “intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della regione da proporre agli alleati” e che “se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd, bene; altrimenti proporremo le primarie”. Un aut aut che mette in mora il Controcorrente in fuga La Vardera che a questo punto tutto può tranne che dare per scontato l’essere il capofila della coalizione quale candidato alla Presidenza.
Di Paola: “Plauso a Onorato e La Vardera per aver scelto di stare nel campo progressista”
“Ho accolto assolutamente di buon grado, facendo un plauso a Onorato e La Vardera e anche ai loro rispettivi gruppi, l’aver scelto di stare nel campo progressista che è alternativo a questa destra sia a livello nazionale che a livello regionale”, dice al QdS il Cinque stelle Nuccio Di Paola.
“Questo è secondo me un dato molto importante perché fortifica ancora di più la coalizione che stiamo costruendo tutti insieme. Poi è chiaro che nelle prossime settimane dovremo fare sintesi, sia a livello nazionale che a livello regionale, perché Progetto civico Italia con Controcorrente sono seduti anche al tavolo nazionale”.
Il tavolo si è unito, come si fa nei ristoranti quando gli ospiti aumentano. Il tavolo progressista regionale si è unito a quello nazionale e viceversa. La Vardera ha lanciato da Agrigento un endorsement in diretta verso Giuseppe Conte per Palazzo Chigi e il Movimento 5 stelle aveva già aperto ad Alessandro Onorato e i suoi civici tra i ranghi del campo progressista.
Ma non è un facile idillio di sintonia e comunione di intenti adesso che lo schieramento è ufficiale. Nella coalizione progressista ci sono Progetto civico e Controcorrente, e Partito democratico e Movimento 5 stelle ci dicono che nelle prossime settimane ci saranno un nome condiviso tra i dem e un programma base condiviso dai Cinque stelle. Con questi si potrà poi riaprire il tavolo per definire un programma e un candidato oppure un programma e le primarie.
Nell’ultimo anno non sono mancati i sondaggi commissionati dai singoli leader per verificare il proprio gradimento popolare prima di dare il via a successive mosse o strategie politiche. Non sono ancora stati commissionati sondaggi da primarie però, e la popolarità di La Vardera potrebbe non bastare a determinarne la candidatura a Palazzo d’Orleans per i progressisti.
Soprattutto nel caso in cui si andrà alle primarie siciliane e Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs dovessero convergere su un nome unitario invece di votare ognuno il proprio candidato. La prova del nove in chiave Consiglio di amministrazione, dove il testimonial non è automaticamente l’amministratore delegato.
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