Roma, 18 mar. (askanews) – L’ultimo miglio per il No alla riforma sulla Giustizia va...
Roma, 18 mar. (askanews) – L’ultimo miglio per il No alla riforma sulla Giustizia va in scena a Roma sotto una pioggerella sottile.Alla manifestazione organizzata dal comitato della società civile per il No al referendum con la Cgil di Maurizio Landini e i leader del Pd, M5S, Avs (Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni) sventolano bandiere del sindacato, delle associazioni come Anpi e Arci, e dei partiti, mentre un enorme lenzuolo bianco a forma di ‘enne’ abbraccia piazza del Popolo così come una grande bandiera della pace.
“No a giudici assoggettati alla politica”, “difendiamo la nostra bella Costituzione, che come tutte e tutti noi è una Costituzione antifascista”, ha detto al comizio la segretaria dem. “Questa riforma la vuole un governo che pensa che chi prende un voto in più non deve essere giudicato. Noi vinceremo le prossime elezioni ma vogliamo essere controllati”, ha sottolineato riferendosi alle parole del ministro Carlo Nordio. “Se vince il No ci evitiamo una riforma pericolosa e sbagliata per i cittadini”, aveva detto poco prima di incrociare nel retropalco il presidente M5S Conte con cui si era scambiata ‘l’abbraccio del campo progressista davanti ai fotografi. “La giustizia può migliorare ma non mettendo i giudici sotto il governo”. A questo “diciamo no”, ha puntualizzato Schlein con lo sguardo alle Politiche.
Anche Conte aveva precisato: “al governo ci andremo, ma a questa riforma diciamo no”. Per entrare così nel merito del referendum: “Ci sono state e ci possono ancora essere derive correntizie” nell’autogoverno della magistratura ma la riforma del centrodestra nasconde “un’altra verità: è un progetto politico che nasce da un’onda lunga. La politica, e soprattutto chi ha responsabilità di governo, non accetta il controllo di legalità, l’elemento cardine dell’ordinamento democratico: la legge è uguale per tutti”. “Ci vogliono far tornare all’ancien regime, al re, al monarca, al sultano non assoggettati alla legge”, ha aggiunto. “Dobbiamo comunicare a Carlo Nordio, Giorgia Meloni e alla maggioranza di governo che neanche in Ungheria hanno scritto che i giudici non sono liberi, neanche nella Repubblica iraniana.
Quando vuoi colpire l’indipendenza dei giudici non lo scrivi da nessuna parte, lo fai”, ha osservato Nicola Fratoianni. Per Angelo Bonelli “non si possono violentare e offendere l’intelligenza degli italiani” Nè “sfregiare la Costituzione”. E infatti, ha proseguito convinto, “c’è una inarrestabile avanzata del No, perché c’è una inarrestabile indignazione del popolo italiano, degli italiani, di fronte alle bugie inaccettabili della presidente del Consiglio, che si dovrebbe vergognare per quello che ha detto in questi giorni, affermare che se vincerà il no verranno liberati stupratori, pedofili, spacciatori. Una vergogna che in qualunque altro paese civile avrebbe accompagnato la presidente del Consiglio verso le dimissioni”.
A chiudere il pomeriggio, Daniele Silvestri che regala alla piazza un inedito, sulle note di un pianoforte: ‘Un Paese di sana e robusta Costituzione’.