Referendum Giustizia 2026, Mattarella firma: “Soluzione ineccepibile”

Martina Tolaro

Referendum Giustizia 2026, Mattarella firma: “Soluzione ineccepibile”

Condividi su:

Martina Tolaro |
sabato 07 febbraio 2026 - 20:37
Referendum Giustizia 2026, Mattarella firma: “Soluzione ineccepibile”

Sergio MattarellaReferendum Giustizia 2026 Dal Quirinale si apprende la notizia che il Presidente della Repubblica...

Dal Quirinale si apprende la notizia che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha adottato il DPR recante: “Precisazione del quesito del referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della corte disciplinare”, deliberato dal Cdm odierno.

Via libera al nuovo testo

Dopo un colloquio avvenuto tra il presidente Mattarella e la presidente Meloni, si apprende il via libera al nuovo testo sarebbe avvenuto dopo un colloquio tra il presidente Mattarella e il presidente Meloni. Fonti del Quirinale confermano che per il presidente Mattarella la soluzione individuata è quella giuridicamente più corretta, anche alla luce dell’ordinanza di ieri della Cassazione.

L’oggetto della richiesta del Referendum

Il Consiglio dei ministri, vista l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum proposto dalla presidente Meloni, comunicata ieri, ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto e di inoltre precisare il quesito relativo al referendum popolare confermativo del 13 gennaio. Il testo del quesito del referendum per il 22 e 23 marzo 2026 precisa che sono state approvati “i testi della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

Come riporta l’ANSA, si esprime così il vicepremier e leader Forza Italia Antonio Tajani: “Noi riteniamo che non servano ulteriori ricorsi. Non vedo la base giuridica, perché la correzione non cambia la sostanza del quesito. Bisognava cambiare molto e fare cose diverse se ci fosse stato un cambiamento nella sostanza della domanda. Ma siccome la domanda è sostanzialmente uguale e si tratta solo di un’aggiunta formale, credo che non ci sia ragione di fare un ricorso. Ognuno può fare quello che vuole, ma non vedo la base giuridica del ricorso”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it

Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video

WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

Condividi su:

  • Politica

Fonte: QdS.it