Redazione 21 Ottobre 2026, 21:30 Roma, 21 ott. (askanews) – Dopo gli interventi per provare...
Roma, 21 ott. (askanews) – Dopo gli interventi per provare a fermare le violenze nei cortei, quelli per aiutare autotrasportatori e agricoltori e provare a interrompere le proteste che stanno bloccando la distribuzione di beni di prima necessità in tutta Italia. Con un distinguo fondamentale: da una parte ci sono i lavoratori che legittimamente chiedono risposte, dall’altra quelli che palazzo Chigi definisce “fenomeni di illegalità”. Domani alle 12, dunque, il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi per la seconda volta in tre giorni per il varo di un decreto con “gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo”. “Il governo, a partire dal presidente Meloni, è al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete”, si spiega da palazzo Chigi.
Era stato il ministro Francesco Lollobrigida, durante il question time alla Camera, ad anticipare che l’esecutivo stava lavorando a misure da varare “a breve”, ma anche a rilanciare dubbi sulla natura di alcune delle forme di protesta degli autotrasportatori che stanno bloccando l’Italia. “C’è un fenomeno che mi preoccupa ed è – ha spiegato – che ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da Sud non arrivano a Nord a causa di blocchi che peraltro, dopo il comunicato di tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori, appaiono difficilmente spiegabili. C’è qualcosa che uno può facilmente evidenziare andando a vedere il curriculum vitae dei leader, spesso, delle manifestazioni di protesta”.
Ed è esattamente a questi profili di illegalità che si riferisce palazzo Chigi annunciando il Consiglio dei ministri domani. “Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria – sottolineano fonti dell’esecutivo – evidenzia una situazione più complessa. È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale. Allo stesso modo, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità”.
“Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche – spiegano dal governo – devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge”.
