Fila al distributore nel Catanese. Foto QdS.it, di Daniele D'AlessandroVox Populi price cap contro caro...
L’impennata del costo di benzina e diesel sta creando numerosi disagi ai cittadini, costretti a sborsare cifre esorbitanti per poter andare semplicemente al lavoro con i propri mezzi o sbrigare tutte le faccende relative alla vita di tutti i giorni. A partire da lunedì, Eni ha deciso di intervenire fissando il cosiddetto “price cap”, ovvero il tetto massimo dei prezzi per i carburanti.
La multinazionale del petrolio, controllata al 33% dallo Stato, ha deciso di bloccare i prezzi del carburante: dal 28 settembre, infatti, nei distributori controllati da Eni, la benzina costa 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro al litro.
Price cap contro il caro carburanti, file chilometriche ai distributori
Il piccolo risparmio ha scatenato, come dimostrato dalle immagini del QdS.it, file chilometriche anche in Sicilia: al distributore Eni posto al confine tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, ad esempio, si è registrato un via vai di centinaia di veicoli, a quattro e due ruote, con incassi di migliaia di euro.
Nel corso degli ultimi giorni, anche altri colossi come IP, Q8 e Tamoil hanno deciso di aderire al calmieramento dei prezzi. La prima ad attuarlo come detto è stata Eni lo scorso venerdì, poi seguita da IP, Q8, e appunto per ultima Tamoil: queste società hanno deciso di rinunciare a parte dei loro profitti per abbassare i prezzi alla pompa di benzina e gasolio, peraltro in un momento in cui possono sostenere in modo credibile che i rincari sono una diretta conseguenza di dinamiche fuori dal loro controllo.
I cittadini catanesi e siciliani però sono allo stremo e invocano un abbassamento ancor più massiccio dei prezzi per poter tornare a “circolare” più facilmente come annunciato ai nostri microfoni durante la vox populi.
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